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venerdì 21 aprile 2017

Radicepura Garden Festival - Anteprima

Mancano oramai poche ore all’inaugurazione della prima edizione del Garden Festival Mediterranean essence, organizzato in Sicilia, a Giarre, dai Vivai Faro presso Radicepura, un centro polifunzionale, cuore delle attività espositive e culturali del gruppo che, su una superficie di circa due ettari, ospiterà, dal 21 aprile al 21 ottobre, una manifestazione di garden designer e architetti del paesaggio di respiro internazionale.
Quattordici giardini, quattro installazioni artistiche, esposizioni vivaistiche, verde didattico, conferenze e appuntamenti del verde distribuiti su tre stagioni, renderanno questo angolo di Sicilia per tanti mesi il centro pulsante del “Sentire mediterraneo” in fatto di paesaggio e di Land art. 
 

Ho avuto modo di visitare nei giorni scorsi il luogo della manifestazione e sono rimasta impressionata dal lavoro frenetico che una moltitudine di persone composta da artisti, giardinieri, ingegneri, impiantisti, movimentatori di terra, carpentieri ed ogni altra sorta di artigiani, svolgeva all’unisono distribuita nelle diverse aree del parco per riuscire a completare entro la data prefissata l’enorme lavoro di realizzazione dei giardini e delle installazioni partecipanti al Festival.

Quattro realizzazione sono state ideate ed eseguite da architetti del paesaggio di fama internazionale come Michel Pèna, Kamelia Bin Zaal, Stefano Passerotti e James Basson; ad esse si affiancano le realizzazioni di progettisti ospiti e quelle dei sei vincitori del concorso di idee che ha visto la partecipazione di oltre 120 lavori valutati da una giuria di esperti guidata da Sarah Eberle, garden designer di successo e prestigio a livello internazionale.

Tutti i giardini sono stati  realizzati utilizzando l’enorme assortimento varietale che caratterizza l’offerta dei Vivai Faro: oltre ottocento specie e più di 5000 varietà spaziando dalle piante spontanee tipiche dell’ambiente mediterraneo al vasto gruppo delle specie “mediterraneo simili”.
Non solo i giardini sono ospiti del Festival ma anche installazioni  di Land Art sono presenti, realizzate dagli artisti  Emilio Isgrò, Alfio Bonanno e François Abelanet con il suo Anamorphose , una grande composizione  che nella sua interezza può essere vista ed apprezzata solo se osservata da una particolare angolazione: un ponte, dall’alto del quale sarà anche possibile  vedere l'intera area espositiva sotto una diversa prospettiva.




A fare da collegamento tra i diversi giardini, centinaia di agrumi,  chamaerops,  bougainville, cycas che rappresentano il segno riconoscibile delle produzioni dei padroni di casa.

Foto di repertorio
Incontro tra piante e cumuli di terra Mario Faro che rappresenta, insieme al fratello Michele la seconda generazione di imprenditori vivaisti e che dal padre Venerando ha acquisito la capacità visionaria di pensare e soprattutto realizzare grandi progetti, e non posso fare a meno di chiedergli a chi in famiglia è venuta la folle idea di realizzare questo Festival: "Sono stato io, cinque anni fa, quando abbiamo cominciato l’avventura di Radicepura, a pensare di organizzare un festival del giardino mediterraneo e c è voluta follia, saggia follia per realizzare un progetto di respiro europeo in soli due anni di lavoro con l’intenzione di ripeterci a cadenza biennale. E' stata, però, una grande soddisfazione essere riuscito a realizzare tutto come avevo immaginato: dai tanti giardini ospiti come Le Jardin Parfumé  di Michel Péna, alle grandi istallazioni come  Anamorphose di Francois Abélanet divenuta il simbolo del Festival e poi,  essere riuscito ad avere con me artisti come Alfio Bonanno, oramai un amico ed Emilio Isgrò, scultore e pittore siciliano, trapiantato da anni a Milano, che da noi propone una scultura chiamata “Il sogno di Empedocle” che rappresenta tre semi della cultura siciliana, sputati dell’Etna come il sandalo di Empedocle,  a rappresentare   i tre letterati siciliani Pirandello, Verga e Tomasi di Lampedusa

 

Sei soddisfatto del lavoro sin qui svolto?: "Sono molto contento perché nel gruppo di lavoro e anche tra paesaggisti e gli artisti ospiti, si è creata un’atmosfera così bella; tutti hanno capito lo spirito un poco pioneristico con cui ci siamo lanciati in questa iniziativa. Ragazzi entusiasti, ingegneri convertiti all’arte, tutti hanno creduto in questa lucida follia che ci ha fatto trascorrere la Pasqua qui tutti insieme a lavorare".
Vi ripeterete? " Si oramai siamo lanciati. Il festival avrà cadenza biennale e darà slancio ad un altro grande sogno nel cassetto che è la realizzazione di un Giardino Botanico che era all’origine del progetto ma che è stato preceduto nella sua realizzazione dal centro direzionale, dalla grande serra di Radicepura ed ora anche dal Festival".
Quanto pubblico vi aspettate di accogliere? "Non ne ho idea perché è la nostra prima esperienza; se saremo bravi a convogliare i flussi turistici, il turismo scolastico e quello degli appassionati potremo arrivare in sei mesi ad ospitare 100.000 persone"

Da domani 21 aprile Il Garden Festival aprirà le porte ai visitatori ma io consiglio di dare tempo al tempo, fare assestare bene i giardini e goderli ad inizio estate nel loro momento migliore.
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