Visualizzazione post con etichetta Parlo di animali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parlo di animali. Mostra tutti i post

lunedì 18 marzo 2013

Rondinelle


Quando ero bambina abitavo ad Enna, una piccola cittadina siciliana che, per clima, è agli antipodi degli standard siciliani. Posta a mille metri d’altezza (Enna è il capoluogo di provincia più alto d’Italia), ha l’inverno molto freddo ed umido per la costante nebbia dovuta ad un curioso fenomeno di attrazione che il cocuzzolo montuoso esercita su ogni nuvola che si trova a passare all’interno dell’isola; nel complesso, dunque, l’inverno ennese non aveva e penso anche oggi non ha, nulla da invidiare al clima della mitica “Padania”. Di uscire si usciva a fare quattro passi serali ma di ritorno a casa dovevo asciugare i capelli con il phon; vestivo con un certo montone sotto al cui peso piegavo le spalle e stavo sempre un poco “arrunchiata”, rattrappita, per ridurre la sensazione di freddo. Così come succede in quelle valli alpine quando finito l’inverno si attende con trepidazione il riaffacciarsi del sole, anche noi, in famiglia, si attendeva un cenno che ci facesse intendere che il peggio climatico era passato. Ed il cenno arrivava, quando in marzo, annunciate da sciami di moscerini che si materializzano al primo sole, arrivavano finalmente le rondini; rondoni e balestrucci che avevano svernato in Africa tornavano a nidificare nel posto dove erano nati mettendosi subito al lavoro per preparare nuovi nidi o riparare quelli vecchi sotto i ballatoi, se balestrucci e tra le tegole, se rondini dalle lunghe ali.
 
 
Un evento importante che meritava di essere annotato ogni anno sul calendario. Con molta tenerezza ho scoperto anni dopo, durante una visita turistica a Nicosia, paese pur’esso freddo dell’entroterra ennese, sul muro del Monastero annesso alla Chiesa del Santissimo Salvatore oramai ridotto a rudere, c’erano alcuni mattoni incastonati a secco dove i monaci, pure essi desiderosi di un annuncio di primavera, avevano annotato, secoli prima, sotto al titolo “Rondinelle” la tanto attesa data di arrivo: 1792 5 M; 1793 9 M e così via per tanti anni a seguire.
 

Anche se è da tempo che vivo al mare dove l’inverno è solo una stagione del calendario, sono rimasta fedele all’avvistamento delle prime rondini ed è perciò con grande gioia che oggi, in una triste, cuba e freddina giornata di marzo, ho potuto annotare sul calendario di cucina: “Bentornate rondinelle”.

mercoledì 30 gennaio 2013

Cicogne

Su un alto traliccio di ferro brunito
c’è un grande nido di giunchi intrecciati
che porta dentro comodamente accucciati
due grandi uccelli;
le piume al vento, il ciuffo scomposto,
un poco impediti da un becco ingombrante
guardano in giù per vederci passare,
curiosi.

Sono cicogne di ultima generazione che, mentre le altre, seguendo l’istinto, sono scese a svernare giù in Africa, loro, indolenti, avranno pensato" Ma chi ce lo fa fare di remigare? Fermiamoci prima a riposare; qui in Sicilia si sta bene: stesso clima, meno stress da volo e, con l’abbandono, per crisi, delle aree commerciali, stesso deserto".


Che grande emozione per noi cittadini inurbati poterle fotografare; me lo potevo solo sognare di riuscire ad osservare una cicogna uguale a quella che porta i bambini e che fa il nido sui camini. 
Riportano le cronache che le cicogne mancavano dalla Sicilia dal 1500; i primi avvistamenti risalgono al 1992, nella Piana di Gela, poi visto che in Sicilia climaticamente si sta bene, questa estate lungo le aree costiere ne sono state avvistate oltre 70 coppie; ma sarà un numero certamente destinato ad aumentare se domenica scorsa, lungo un’anonima strada di un agglomerato industriale alle porte di Catania, di coppie e di nidi ne abbiamo visti ben cinque.
Come hanno fatto le cicogne, forse diventerà conveniente venire a svernare in Sicilia; poche spese per il riscaldamento, cibo sano ed abbondante, se non sarete troppo esigenti per qualità della vita,  vi troverete bene.
Foto di Giuseppe Scornavacca
 

martedì 4 ottobre 2011

Dedicato ad una volpe

In genere sul mio blog parlo di piante ma proprio oggi, mentre facevo “verde” “insieme” ai miei alunni, portati in escursione ecologica sul Parco dell’Etna, una volpe ha fatto la sua comparsa tra di noi ed è a lei che vorrei dedicare questo breve post.

Chi lo ha detto che è bello vivere liberi, allo stato selvatico, alla perenne ricerca di cibo e sostentamento. Di fronte alla possibilità di ricevere qualche resto di un panino già addentato da vocianti studenti  quattordicenni, la volpe ha fatto la sua scelta ed è venuta a reclamare cibo cercandolo insistente tra gli zainetti dei ragazzi. Sbrigatevi ragazzi a fotografarla presto scapperà intimorita. Ma quale? Nessuna paura da parte sua ma solo la costernata costatazione di avere trovato un gruppo di ragazzi che appena scesi dal pullman si erano già calati tutte le scorte alimentari.

Cara volpe ad maiora!


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...