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lunedì 31 luglio 2017

Plumeria: il giallo quest'anno va di moda

La Top Ten delle varietà gialle di Plumeria rubra
Sulla spiaggia sdraiata sotto l’ombrellone per il forte sole vedo tutto laccato di giallo arancione.
E'  giallo il melone, il telo da mare che mi sventola sotto al naso l’ambulante di colore e il cilindrico di cartone che contiene il Calippo al limone.
Anche in campo vegetale il giallo in estate la fa da padrone essendo il colore vessillare dei fiori nel verde spontaneo mediterraneo, ma se guardiamo all'esotico il colore dei fiori diventa una variabile impazzita; prendiamo ad esempio la plumeria, negli ultimi anni considerata dai più la regina dei fiore nei giardini dei mari del sud;  con l’arrivo esponenziale di nuove varietà che provengono dai luoghi esotici di produzione il gradiente di colore dei suoi fiori è diventato un caleidoscopio inverosimile di nuove combinazioni cromatiche.
Fruit Salad Dar, Tahitian Rainbow, Fireblast, Noid, Confetti, Typhone, Pii Kahea Thai, Kona Candy
Sarà certamente per reazione a questa overdose di colore che quest’anno la tendenza dell’estate in fatto di plumerie, come si desume dalle discussioni sui Forum specializzati e dalle richieste alle mostre di settore, è la ricerca del monocolore e del giallo in particolare così elegante e difficile da trovare.
Per conoscere le più rinomate varietà gialle di Plumeria rubra che in quanto esotiche vanno coltivate in vaso, mi sono rivolta a Giampietro Petiet che insieme a sua moglie Laura gestisce l’azienda Sun island nursery , uno dei vivai siciliani specializzati nella produzione e commercializzazione di plumerie, oggi anche online.
Giampietro ha stilato per noi la sua personale Top Ten delle varietà di Plumeria rubra a fiore giallo.
1
 Aztec gold
Varietà americana molto rinomata dai grandi fiori gialli a cuore arancio; presenta sfumature bianche sui bordi e bordo rosa chiaro sul retro dei petali che hanno punta arrotondata e si presentano mediamente sovrapposti;  profumo intenso e persistente di pesche. Facile da coltivare è adatta per chi si accosta per la prima volta alla coltivazione delle plumerie.
2
Plumeria rubra forma lutea
È una forma stabile di Plumeria rubra che potrebbe considerarsi, in Sicilia, la mamma di tutte le gialle; a Palermo un tempo diffusa in piante coltivate in piena terra, ora è presente in esemplari sporadici. Si ritiene che la forma siciliana sia una sottospecie di Plumeria rubra i cui esemplari provengono in gran parte da un unico esemplare presente all’Orto Botanico di Palermo individuato come l’esemplare n.9 di una collezione di fine Ottocento comprendente 18 piante di plumeria, prima coltivate in vaso e poi, da circa vent’anni, poste in piena terra.
I caratteri descrittivi sono: fiore giallo intenso, sfumato in bianco verso l’estremità del petalo la cui estremità è ricurva all’indietro in modo da formare infiorescenze sferiche; fiori lievemente profumati.
3
Thornton Lemon drop
La varietà più bella della serie Thornton, grandi grappoli di fiori giallo pallido e con un piccolo bordo bianco; petali leggermente sovrapposti ed arricciati all'interno; profumo molte intenso di limone; crescita compatta e ben ramificata.
4
 Grace
Cultivar a crescita molto lenta e compatta con ramificazioni brevi; colore dei petali giallo intenso, luminoso, che parte dal centro e tende a diventare più intenso ai bordi con un centro verde; ottimo profumo dolce di pesca, fioritura precoce.
5
Inca Gold
Varietà americana ottenuta dall’ibridatore Jungle Jack; ha fiori di colore giallo puro, fioritura precoce e duratura; forte profumo floreale; crescita semi compatta; facile da radicare.
6
Limoncello
Varietà americana dai petali di colore giallo zolfo luminoso; una delle poche varietà ad avere i petali di un colore unico; deve il nome al noto liquore a base di limone, molto apprezzato dal suo ibridatore americano.
7
Dan Leidke
Varietà americana a fiore grande con petali giallo pallido che tendono a sovrapporsi; profumo gradevole.
8
Bali Hai Gold
La varietà nota anche come Cendana, ha fiori dai petali dorati che emanano un gradevole profumo dolce, speziato. Produce grappoli contenenti un numero molto elevato di fiori che spesso non si aprono completamente; la fioritura è precoce e duratura.
9
Heidi
Varietà che presenta petali  di un uniforme colore giallo dorato, brillante, con bordo arricciato che  sul retro del petalo si presenta di colore giallo chiaro;  petali dalle punte arrotondate con sovrapposizione moderata; ottimo profumo fruttato;  molto rifiorente con vegetazione compatta; molto utilizzata per la produzione dei leis.
10
Moragne 23


Sito web

Questa varietà, che è tra quelle a fiore più grande della serie Moragne, è stata inserita per ultima nella Top Ten perché pur avendo petali molto grandi  dorati, questi presentano una fascia rosa su un bordo del petalo; il profumo è di limone. 
Se fosse per Giampietro la Top Ten potrebbe non avere mai fine e dunque per farlo contento aggiungo ancora il nome di altre varietà a fiore giallo che secondo il suo giudizio sono meritevoli di essere ricordate: Lueang Kanchana (Bali palace - profumo speziato di agrumi); Lueang Korakot (profumo di limone e gelsomino); Lueang Sirimongkon (profumo di vaniglia) ; Y02 (profumo agrumato, leggermente piccante) , Bowen Yellow.

E voi che leggete non avete una vostra personale Top Ten del giallo in fatto di plumerie?

 

 

venerdì 23 giugno 2017

Rhodochiton atrosanguineum: una novità da provare

Cosa c’è di più bello che trovare, girellando tra i vialetti di un vivaio, tra le tante fioriture di stagione, una pianta sconosciuta e niente male; lunghi tralci alla caccia di un appiglio, fiori viola a corolla tubolare  con in testa un calicetto ad ombrellino  che permane anche quando la corolla non c’è più.
C’è un cartello con su scritto "Rhodochiton",  non mi basta  ed allora estorco informazioni al laconico addetto del vivaio  che mi dice che la pianta è un nuovo arrivo, gli hanno detto si comporta da ipomea, pare venga da un clima tropicale, forse è solo un’annuale.
Non mi resta che comprarne un vaso in fiore e portarla tra le piante del balcone per studiarla da vicino ben sperando che il gran caldo dell’estate non la metta irrimediabilmente k.o.

Rhodochiton atrosanguineum
La specie è una perenne erbacea appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae; alcuni siti riportano la specie come Rhodochiton atrosanguineum altri con l’attributo specifico di “atrosanguineus”; la specie, conosciuta anche con il sinonimo di Lophospermum atrosanguineum,  proviene dal Messico meridionale ed in particolare dalla regione Oaxaca dove cresce in valli fresche e profonde tra i 1500 e i 2500 metri di quota arrampicandosi sui rami bassi degli alberi sino ai tre metri d’altezza.

Sito immagine
In Europa è conosciuta da tempo, nel 1828, infatti,  il botanico tedesco, barone Karwinski , dal Messico che stava esplorando, ne inviò alcuni semi  a Monaco di Baviera da dove poi la specie si diffuse nei giardini botanici d'Europa.
Sebbene sia perenne, nei climi più freschi viene coltivata da annuale, spesso come pianta in vaso.

La pianta si presenta di aspetto molto gradevole con i tralci leggeri che portano foglie persistenti, alterne, cordate o penta lobate, di colore verde pallido sulla pagina inferiore; le foglie sono portate da  lunghi piccioli fogliari, molto sensibili da giovani al contatto; quando incontrano un ostacolo vi compiono uno o due giri intorno e così quando si induriscono sono in grado di dare sostegno alla pianta.
I fiori sono appesi a lunghi peduncoli ed hanno un calice campanulato, molto svasato, di   colore porpora che persiste dopo l’impollinazione e che fa un gradevole contrasto con la corolla tubolare, a cinque lobi arrotondati, di colore viola nerastra (da cui il nome specifico atrosanguineum:  rosso sangue, scuro).
 
I semi sono formati in una capsula a quattro lobi, nascosta all'interno del calice persistente.
Sito immagine
La specie vuole esposizione soleggiata e mediamente ombrosa;  si propaga per seme all’inizio della primavera  utilizzando un terriccio ricco e ben concimato, la fioritura avviene in estate e dura sino all’autunno.
Io in balcone ho messo il rhodochiton vicino ad un vaso di Thunbergia alata sperando  si facciano buona compagnia.

sabato 18 marzo 2017

Violacciocca, il fiore di San Giuseppe

La violacciocca, insieme a primule e pansé,  è tra le annuali da fiore che per prime fanno la loro comparsa sui bancali di vivai e fioristi in questi giorni di marzo quando la primavera, secondo calendario, non è ancora arrivata, ma le giornate cominciano a farsi tiepide, il sole scalda e i ragazzi mi arrivano a scuola già in maniche corte incuranti dell’artrosi che avranno da grandi.
Tra i tanti fiori che a man bassa comincio a comprare per rimpiazzare i molti vasi di piante che l’umidità invernale mi ha fatto morire, la violacciocca non deve mai mancare perché ne adoro il profumo che sul far della sera riempie il balcone di promesse di una incipiente primavera. Non sono di certo particolarmente originale ad affermare di apprezzare il profumo della violacciocca, perché la specie, di origine mediterranea, era già conosciuta al tempo di Plinio che ne sottolineava la piacevolezza del profumo che attira le api, spingendosi lontano, in un miscuglio di sentori che, come ho letto da qualche parte unisce “.. il giglio al miele”. 
Proprio per la precocità della fioritura la violacciocca è considerata in molti paesi siciliani il fiore di San Giuseppe ed è per questo chiamata “balicu” , con termine derivato dal latino “balicum” che vuol dire bastone a ricordare il bastone fiorito del Santo.
Tra le feste più suggestive a lui dedicate c’è a Scicli la “Cavalcata di San Giuseppe “ dove cavalli e violacciocca si dividono gli onori della festa. Alla vigilia, infatti, gruppi di cavalieri vestiti con eleganti costumi contadini (pantaloni e gilet di velluto nero, camicia bianca ricamata, fascia multicolore intessuta ai fianchi, fazzoletto rosso al collo) sfilano in corteo a cavallo sino alla chiesa di San Giuseppe.
I cavalli che sfilano hanno gualdrappe elegantemente decorate ma alcuni di essi scompaiono sotto vistose bardature interamente realizzate utilizzando milioni di corolle di violacciocca disposte a formare scene della Sacra famiglia e di altri simboli sacri. 


Un’incredibile perizia artistica ed artigianale che è una festa per gli occhi e per il naso.


Note colturali
Da un punto di vista sistematico con il termine violacciocca vengono indicati diversi generi botanici come Matthiola, Hesperis ed Erysimum appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae; le violacciocche più comunemente utilizzate come piante da fiore in vaso o come fiore reciso appartengono al genere Matthiola, che comprende una cinquantina di specie erbacee annuali e perenni alcune delle quali originarie dell’ambiente mediterraneo.

Sito immagine
La violacciocca rossa detta anche violacciocca quarantina, è la specie Matthiola incana (sin.Cheiranthus incanus) che vegeta allo stato spontaneo su rupi inaccessibili ed anfratti. 
Si presenta come pianta eretta, biennale o perenne, con foglie intere, lanceolate, spesso formanti una rosetta alla base dello stelo principale con foglie disposte a spirale. Lo stelo e le foglie sono di colore grigiastro per la presenza di una densa peluria.
Al genere Erysimum invece appartiene la violacciocca gialla, ( Erysimum cheiri) che è frequente nei giardini come specie da roccaglia, con fiori il cui colore varia dal giallo chiaro al giallo-bronzo giungendo fino al bruno; la sostanza colorante estratta dai suoi fiori gialli è utilizzata per fare delle tinture. 
 
Negli ultimi secoli la coltivazione della violacciocca si è estesa dal Mediterraneo in gran parte d’Europa e da essa sono state ottenute, con un intenso lavoro di miglioramento genetico, varietà a fiori doppi che sono in genere privi di pistillo e spesso presentano stami sterili.
Le moderne selezioni di violacciocche, largamente derivate da Matthiola incana e anche dalla specie Matthiola sinuata, sono oggi disponibili in un enorme varietà di forme, da quelle nane, di circa 20 cm, ai tipi Column che raggiungono un metro di altezza. I colori dei fiori variano dal rosa pastello chiaro, al blu scuro e carminio,  con sfumature di giallo, rame e oro. 
Il singolo fiore della spiga presenta 4 sepali, 4 petali, 6 stami e un ovario supero bilobato che in seguito forma un baccello compresso o siliqua; i fiori doppi, invece, non formano né stami né ovario e presentano l’asse del fiore che tende ad essere più allungato.
Silique di violacciocca a fiore semplice
Per la semina si utilizzano delle seminiere e si cerca di coprire solo leggermente i semi; la germinazione richiede da 7 a 14 giorni. In seguito si effettua il trapianto in contenitori alveolati da 6-7 cm; è anche possibile passare direttamente dalla seminiera alla piena terra.
Questa fase colturale assume inoltre una notevole importanza per la selezione dei tipi a fiori doppi che molte cultivar producono in una percentuale variabile tra il 50 ed il 60%; tale carattere è geneticamente connesso con la produzione, a basse temperature (10°C), di foglie di colore verde chiaro, cioè le giovani piante che porteranno il fiore doppio hanno un colore marcatamente più chiaro rispetto a quelle a fiore semplice.
Con questi tipi chiamati “Hansen”, dal nome del vivaio danese che per primo li ha introdotti, è possibile selezionare il 100% di piante con fiore doppio.
Io, al momento in balcone, ho piante di violacciocca a fiore semplice, ottenute da seme prodotto l'anno scorso; piante a fiore semplici e doppio da poco acquistate in vivaio  e ancora ne comprerò perché, a dirla tutta,  del profumo di violacciocca non mi stanco mai.
 
Bibliografia: M. Paternò, La coltivazione della violacciocca in serra fredda in ambiente mediterraneo, Università degli Studi di Catania, Facoltà di Agraria, 2006/2007
 

mercoledì 18 gennaio 2017

Duranta erecta, una tropicale che non sente il freddo


 
Dopo il freddo che imperversa in questi giorni che mi ha visto in classi gelide insegnare ad alunni imbacuccati ed infreddoliti come fossimo seduti in un  igloo. 
Non contando il gran disastro che ho in balcone dove cestrum, eliotropio e gelsomini, in allegra fioritura fino al giorno di Natale, hanno preso una botta niente male dalla neve caduta  fin sul mare.
 Valutando i disagi riscontrati sulle strade, le colture disastrate, le mie estremità perennemente congelate, mi stupisce di vedere nel giardino del vicino, una pianta di duranta che, incurante del maltempo, ha il fogliame di un colore verderame  ed ha frutti giallo uovo, di grandezza come ceci già sbucciati, che occhieggiano tra i rami che la pianta porta in giù.
Se al freddo la duranta ci sa stare, lei che è pianta di origine tropicale, come mai io sto soffrendo come un cane per il rigore di questo inverno meridionale?
 
 Caratteri della specie 
Duranta erecta è una specie arbustiva da fiore, appartenente alla famiglia delle Verbenaceae, molto diffusa nei giardini del meridione sia come arbusto cespuglioso, spesso usato per realizzare delle siepi a portamento informale, che come piccolo alberello isolato.
La specie è decorativa in tutte le stagioni: in estate produce lunghi racemi di piccoli fiori  violetti tendenti al lilla e la stagione di fioritura è di lunga durata; insieme ai fiori cominciano a prodursi i frutti di un giallo dorato che se non vengono mangiati dagli uccelli perdurano sulla pianta tutto l’inverno. Per la sua grande adattabilità  la duranta può essere coltivata  anche in vaso ed è in questa veste che è conosciuta nei paesi del nord come gradevole pianta da patio. 
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La specie, originaria delle regioni tropicali del sud America, ha fatto la sua comparsa in Europa verso la fine del '500 e fu Linneo, nel 1753 a dedicarne la denominazione generica a Castore Durante, botanico e medico personale di papa Sisto V, divenuto famoso per il libro Herbario Nuovo pubblicato a Roma nel 1585 e riedito più volte nei secoli successivi. Le denominazioni  Duranta ellisia e Duranta repens, indicate talvolta come specie, sono oggi considerate sinonimo di Duranta erecta. Per gli inglesi la duranta è “Golden dewdrop” per il  frutto simile ad una "goccia di rugiada dorata"  mentre i francesi apprezzano il lieve profumo dei fiori chiamando la specie Vaniller de Cayenne.
La pianta ha un portamento arbustivo, cespuglioso, con numerose ramificazioni arcuate e pendenti, lievemente spinose; le foglie sono verdi e dal picciolo breve, persistenti o semi persistenti e sono opposte, ovato-lanceolate  e con il margine irregolarmente dentellato.
All’inizio dell’estate e sino all’autunno compaiono i fiori lievemente profumati, portati in racemi ascellari ricadenti, con i singoli fiori a cinque petali di un romantico colore blu viola con macchiolina bianca alla gola e al margine dei petali;  ne esistono numerose varietà, anche a foglia variegata.
Duranta erecta 'Geisha Girl'
Ai fiori segue la produzione di piccole drupe carnose, prima verdi, poi gialle, grandi come ceci; i frutti, manco a dirlo, sono velenosi e non devono essere lasciati alla portata dei bambini; piacciono invece molto agli uccelli che ne effettuano, nei luoghi d'origine  la disseminazione.
Sopporta un suolo povero e secco e deve essere accorciata regolarmente. La moltiplicazione avviene per talea e per seme.
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