Visualizzazione post con etichetta mostre mercato dei fiori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mostre mercato dei fiori. Mostra tutti i post

martedì 11 ottobre 2016

La Contessa Pisani e la Festa dei fiori a Giardinity

Un libro ed una festa  dedicati a Evelina Van Millingen Pisani 
Sito web
Ho appena finito di leggere un libro che mi è stato regalato da una persona speciale, una delle poche in Italia che unisce conoscenza, competenza e passione professionale per il mondo delle piante, delle quali scrive da anni e che oggi, sempre più, fa conoscere al grande pubblico attraverso l’organizzazione di eventi che ruotano intorno ai giardini, al verde ornamentale o alimentare con particolare riguardo per le biodiversità da salvare; iniziative anni luce lontane dallo stereotipo della fiere paesane essendo invece eventi culturali a cui sempre ed in ogni caso, per curiosità e passione, mi piacerebbe partecipare. 
Il libro è edito da Santi Quaranta e si intitola: La Contessa Pisani e pur essendo stato scritto alla fine dell’Ottocento da Margaret Symond, solo da qualche anno ne è uscita in Italia la traduzione a cura di Alessandra Poletto. 
Si tratta di un racconto sotto forma di diario di un’estate trascorsa da Margaret Symond alla Villa del Doge a Vescovana, un piccolo paese della Bassa Padovana, ospite della contessa Pisani, al secolo Teresa  Evelina Berengaria van Millingen, donna di cultura, dal carattere forte e determinato;  nata nel 1856 a Costantinopoli da padre inglese, cresciuta tra Londra e Roma, Evelina sposa all'età di 21 anni il conte Almorò Pisani, erede di una ricca famiglia veneziana le cui sostanze tuttavia erano state  fortemente ipotecate,  sul finire del 1700,  per la costruzione di una monumentale Villa a Stra, sul Brenta, i cui lavori lasciarono il casato fortemente indebitato. Alla Contessa Pisani, rimasta vedova ancora giovane e senza figli, non rimase altro da fare che trasferirsi da Venezia a Vescovana per gestire personalmente il  patrimonio agricolo lasciatole del marito, esteso oltre 1200 ettari.
Sito immagine
Pur facendo vita ritirata, la villa diventa un luogo molto visitato da intellettuali, soprattutto inglesi tra cui anche Margaret Symonds una giovane scrittrice che  pubblicherà a Londra un diario dei giorni trascorsi a Vescovana nel corso di una calda estate italiana. Il suo diario è uno spaccato di vita agreste nell’Italia della fine dell’Ottocento visto con gli occhi di una giovane, romantica, ragazza inglese, infatuata, come molti suoi connazionali, del nostro Paese. Il suo diario è, altresì. un omaggio al carattere risoluto e all'estro creativo della Contessa che con determinazione gestirà la proprietà di famiglia affrontando le tante difficoltà insite, per una donna, nell’amministrare ed organizzare il lavoro di una grande comunità di fattori e contadini sparsi tra le molteplici fattorie che costituivano il grande feudo di Vescovana. “Chi ha terra ha guerra” era solita affermare la Contessa che dovrà vedersela con scioperi, assalti di briganti, calamità naturali; trovandosi a scontrarsi, già allora, con le inefficienze della gestione delle cosa pubblica.
Per Margaret ogni giorno della sua estate ha un evento da raccontare: Praglia con il suo monastero; Padova per la festa del Santo, i colli Euganei, ascesi di notte per vedere da lassù l’alba. E non mancano piacevoli descrizioni del vissuto quotidiano come il lavoro dei campi, le visite alle fattorie o alle immense stalle dove venivano allevati negli agi  i grandi, amati, buoi da lavoro della Contessa.
Sito web
 
Ed un posto importante nel racconto ha la descrizione del giardino che circondava la proprietà per oltre cinque ettari; un giardino formale all’italiana ma con influssi inglesi, pieno di statue ed angoli ricercati secondo le suggestioni ispirate alla Contessa dall’Hortus floridus del botanico ed incisore fiammingo Crispin de Passe.
Sito web
Un tripudio di fiori spontanei (campanule e sassifraghe provenienti dalle Alpi) e di bulbose, soprattutto tulipani, fatti venire da ogni dove; un giardino roccioso ("dove niente debba crescervi, è una vera Mockery, una "presa in giro" ); il “Tempio di Baal e le ombrose pergole dove cercare  riparo dal caldo estivo.
C’erano voluti oltre quarant’anni a Evelina Pisani per riuscire a trasformare questo angolo di pianura padovana, rovente d'estate e gelido e piovoso d'inverno, in un grande giardino eclettico di ispirazione inglese, piantando fitti filari di pioppi bianchi, castagni e catalpe, magnolie e piante esotiche per creare zone d’ombra dove far crescere le amate rose, gerani scarlatti e i tanti fiori con i quali riempire i vasi della grande casa.
Il libro si conclude con la partenza di Margaret verso le Alpi "nel ricordo dei meravigliosi giorni trascorsi alla Villa del Doge";  un finale nostalgico anche per me che,  chiusa  la parentesi estiva, sono sempre più invischiata nella penitenza del lavoro scolastico.
Chiuso il libro penso che non sentirò più parlare della Contessa Pisani e del suo giardino quando ricevo per mail un lancio di agenzia che annuncia per fine mese (22 e 23 ottobre) lo svolgimento della manifestazione Giardinity, una grande festa dedicata al mondo del giardino che si svolge proprio a Villa Pisani, oggi denominata Villa Bolognesi Scalabrin. La villa è stata riportata ai fasti del passato ed anche il parco deve essere magnifico se è stato inserito tra i dieci finalisti 2016 del premio “Il parco più bello d’Italia”. La manifestazione  è organizzata da un gruppo tutto al femminile composto da “appassionate cultrici di arte, storia e di cura del giardino che insieme ad esperti botanici, vivaisti ed artigiani d’eccellenza danno vita oramai da quattro anni alla festa di fiori, piante e colori di autunno nel magico giardino di Villa Pisani a Vescovana”.  Io ho messo in conto di visitare la Villa del Doge ed il suo Giardino al mio prossimo viaggio in Veneto; chi può già  farlo non manchi di leggere il libro e di visitare la mostra ed il giardino senza dimenticare di portare un saluto a Evelina van Millingen Pisani posta nella cappella sepolcrale di famiglia in un angolo tranquillo del parco.

martedì 29 settembre 2015

I gelsomini e la cucina del buonumore

Al Vivaio Malvarosa  conversazione con Carmelo Chiaramonte, cuciniere errante 
E’ da alcuni anni a questa parte che l’ultimo fine settimana di settembre si accalcano ed accavallano in Sicilia molti avvenimenti interessanti per chi come me ama il verde: mostre, sagre e feste a cui non vorrei rinunciare; ma dopo giorni passati ad elucubrare su possibili spostamenti ed incastri da far collimare mi vedo sempre ineluttabilmente costretta a scegliere  un posto solo dove andare non avendo ancora il dono dell’ubiquità.
Tra gli eventi in programma (La Zagara, mostra mercato a Palermo all’interno dell’Orto Botanico, La Sagra del Pistacchio di Bronte nella sua nuova versione di Expo del Pistacchio e La festa dei Gelsomini presso il vivaio Malvarosa) ho optato per seguire quanto proposto da Filippo Figuera al vivaio Malvarosa sia per il tempo incerto che mi ha fatto preferire rimanere vicino casa, sia perché La Festa dei Gelsomini, oramai alla sua terza edizione, ha sempre in programma eventi di particolare interesse. 
Jasminum sambac Belle of India
Alcuni degli appuntamenti proposti quest’anno ponevano l'accento sull'insolito abbinamento  tra il gelsomino e la buona cucina; dopo la degustazione del particolare cioccolato al gelsomino preparato dall’ Antica Dolceria Bonajuto di Modica, nelle mattinata di domenica ha avuto luogo l’atteso incontro con Carmelo Chiaramonte, chef anche lui modicano, conosciuto in Italia e all’estero, venuto a Malvarosa per proporre un percorso sensoriale dedicato al gelsomino. 
Così Chiaramonte si è presentato al pubblico venuto in buon numero ad ascoltarlo: “Mi occupo di cucina da oltre trent’anni e avendo sempre inteso la gastronomia come ricerca, negli ultimi otto anni sono diventando un cuoco non cuoco; non ho più, infatti, un mio locale dove lavorare ma cucino in giro per il mondo tanto da potermi definire un “cuciniere errante”. Frequento mediamente 80 città all’anno sia in Italia che all’estero macinando chilometri in macchina, nave ed aereo, spinto da una inquieta curiosità olfattiva che mi ha portato a sperimentare nuovi linguaggi gastronomici anche al di fuori della cucina. Come cuoco mi occupo infatti di didattica e di cucina legata all’espressionismo nel senso che propongo accostamenti gastronomici legati alla musica, al teatro e al design; ho scritto libri e da alcuni anni mi sento fortemente attratto dalla botanica alimentare”. Sul tavolo dove lo chef intrattiene gli ospiti sono in evidenza, insieme a boccette misteriose e cestini pieni di fiori di gelsomino, dei libri che descrivono il percorso botanico intrapreso: Viaggio nel mondo delle essenze di Marina Ferrera; La Magia delle piante di Jacques Brosse; La Botanica del desiderio di Michael Pollan.
  “E’ leggendo questi libri, racconta Chiaramonte, che ho capito che alcuni aromi come il gelsomino ma anche la rosa e il profumo degli agrumi non sono alimenti destinati a soddisfare la gola ma rappresentano un vero e proprio nutrimento per la mente; se annusati, infatti, vengono rapidamente recepiti a livello cerebrale infondendo nell’organismo un senso di benessere che induce il sorriso. Profumi che noi moderni siamo oramai abituati a percepire come odori da bagno, da toilette ma che in passato, invece, trovavano utilizzo, anche in cucina come aromatizzanti da assaporare ed annusare" 
 Ed il gelsomino?
"Non ci sono molte ricette della tradizione culinaria che utilizzano l’olio essenziale di gelsomino la cui estrazione è lunga ed estremamente laboriosa. Un’antica ricetta toscana è stata seguita dalla Dolceria Bonajuto per creare il cioccolato al gelsomino; io, in cucina, ho utilizzato più volte il preziosissimo olio essenziale di gelsomino sambac per preparare ad esempio, uno sciroppo da utilizzare per aromatizzare il gelato. E’ questa una preparazione tutto sommato facile che si può fare anche in casa dolcificando dell’acqua con del miele dolce, di acacia o agrumi e disponendo, all’interno della caraffa che la contiene, più strati di fiori di gelsomino; il contenitore va messo in frigo a chiusura ermetica per un giorno per effettuare poi la filtrazione del liquido e procedere con successive stratificazione di fiori freschi nei giorni a seguire. Nel tempo l’acqua sciroppata si carica del profumo desiderato e potrà essere utilizzata per aromatizzare il gelato o anche semplicemente per insaporire l’acqua fresca da bere".

Parlando, parlando, Chiaramonte, che è un gradevole affabulatore, comincia a preparare la creazione al gelsomino che vuole farci degustare: una goccia di purissimo olio essenziale di gelsomino sambac viene aggiunto ad una piccola boccetta d’acqua dotata di nebulizzatore; fiori di gelsomino vengono messi al fondo di bicchieri che verranno riempiti, ed è qui, la sorpresa della ricetta, di gazzosa doc, nebulizzata poi con l’essenza di gelsomino.
 
Chiaramonte per introdurre il motivo ispiratore della ricetta ci legge un brano di un autore siciliano (Raffaele Poidomani e il suo libro Carrube e cavalieri)  che inneggia e descrive le sonorità dei rutti di un anziano personaggio gattopardesco le cui tonalità e timbro variavano in funzione delle diverse pietanze consumate a pranzo.
Ed è questo l’effetto ineluttabilmente del bere la gazzosa aromatizzata al gelsomino propostaci dallo chef: perdersi in un mare di bollicine che risalgono alla bocca e al naso per una cucina al profumo di gelsomino e all’insegna del buonumore.



sabato 19 settembre 2015

A Bergamo, Maestri del Paesaggio e altro ancora...

Un mese di grandi eventi all’insegna del paesaggio,  tra arte e natura
Nel mese di settembre, e quest'anno si tratta della quinta edizione,  la città di Bergamo ha ospitato tra le sue antiche mura la manifestazione internazionale Maestri del Paesaggio- International Meeting of the Landscape and Garden organizzata dall’Associazione Arketipos,  che rappresenta un evento di assoluta eccellenza, a livello internazionale, tra le manifestazioni che pongono attenzione al paesaggio ma anche alla natura, alla cultura, al cibo, con un fitto programma che dal 5 al 20 settembre ha visto susseguirsi seminari, incontri, allestimenti e percorsi di land-art in suggestivi vicoli, corti, chiostri e giardini del piccolo borgo, a cominciare dagli esclusivi allestimenti delle Piazze storiche di Bergamo come Piazza Vecchia e Piazza Mascheroni centrati quest’anno sul tema “Feeding Landscape. Le colture agrarie fanno paesaggio”.
Un calendario pensato per favorire incontri, riflessioni e conoscenze a diversi livelli di fruizione: per gli addetti ai lavori, architetti e agronomi del paesaggio, Meeting e Workshop e tanti eventi collaterali a tu per tu con le più famose archistar del paesaggio presenti alla manifestazione; per il grande pubblico un nutrito calendario di eventi che ha visto l’apertura di ville, dimore storiche e case private, di solito chiuse al pubblico, visitabili gratuitamente nei giorni della manifestazione ma anche concerti, balletti, passeggiate, mostre fotografiche, installazioni nel verde e green food con gli Chef del Paesaggio ospiti presso i diversi ristoranti e trattorie di Bergamo Alta e con una serie di iniziative  dedicate ai bambini (Arte in Erba, Atelier-Laboratorio per bambini).
Gli ultimi giorni della manifestazione sono  stati quelli riservati agli appuntamenti più importanti ed  infatti nei giorni 17 e 18 settembre si è svolto il Seminario Internazionale Valfredda, uno degli eventi più attesi in calendario per approfondire le conoscenze sulle erbacee perenni con il più noto esperto del settore, Piet Oudolf,  con la designer Annie Guilfoyle e con Stefano Mancuso, scrittore green (Uomini che amano le piante) e autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale, coordinati da Mauro Crescini per la Valfredda, azienda organizzatrice del seminario, leader per la coltivazione delle piante perenni. 
Sito immagine
Questo week end (18,19, e 20 settembre), infine, la manifestazione ha il suo momento più importante con lo svolgimento dei Workshop (Sophie Agata Ambroise, architetto-paesaggista; Workshop di acquarello con Cinzia Ester Invernizzi e Workshop di fotografia con Matteo Carassale) e con l’International Meeting che ha luogo al Teatro Sociale cui partecipano le firme internazionali più attese per questa edizione della manifestazione per raccontare le proprie esperienze  maturate in straordinari interventi di paesaggio nel mondo.
A fare di Bergamo la capitale del paesaggio ma anche del designer, dell'arte e dell'architettura quest'anno ha contribuito anche la manifestazione DimoreDesign Bergamo 2015 Tradizioni e Contaminazioni  che si è svolta in contemporanea con la Mostra del Paesaggio  e che ha   visto organizzare una serie di appuntamenti  all’interno di cinque dimore storiche (Casa Trussardi,  Palazzo Moroni, Palazzo Agliardi, Palazzo Terzi, Villa Grismondi  Finardi) che hanno ospitato allestimenti  interpretati da cinque grandi designer italiani (Formafantasma: Frammenti;  Luigi Serafini: Ritorno in via Porta Dipinta 12, 28 anni dopo"   Luigi Baroli:, Florilegium", Franco Raggi: Paesaggi ibridi” Marco Ferreri: Sposa Garibaldi).

 Che la partecipazione agli eventi di Bergamo sia stata corale lo  ha dimostrato la molteplicità di iniziative che si sono susseguite e sovrapposte nelle diverse date; tra le altre, ad esempio, la Fondazione Museo di Palazzo Moroni ha presentato all’interno del giardino storico del Palazzo due installazioni verdi, collocate presso la fontana del Nettuno e lungo la terrazza superiore del giardino, realizzate da Sergio Cumitini (freelance horticultural consultant) e dall’ Arch. Pietro Gellona di LandAlab  dal titolo "Sopra e sotto Nettuno ";  un intervento apparentemente semplice, in realtà rigoroso ed elegante che, come tante altre realizzazioni,  ha contribuito a rendere Bergamo,  per tutto il mese di settembre, il luogo ideale da visitare per scoprire la cultura del paesaggio e del design italiano.
Sopra e sotto Nettuno

Foto di Sergio Cumitini
 
PS: Le foto  a corredo del testo  sono state "catturate" dal programma dell'evento e dal sito ufficiale della manifestazione.

martedì 28 aprile 2015

Mostra spettacolo Flora Firenze

Le floralie fiorentine, un anticipo di Euroflora 2016
 
Ha già preso avvio, in questi giorni, la presentazione al pubblico di un evento, Flora Firenze 2015, mostra di piante, fiori ed arte, che avrà luogo a Firenze dal 30 aprile all’ 11 maggio; i lanci di agenzia e le prime anticipazioni giornalistiche parlano in termini entusiastici di quella che è la prima edizione di una rassegna floreale che Firenze ospiterà nel rinnovato Parco delle Cascine su un percorso lungo cinque chilometri all’interno di un’area estesa più di 120.000 mq.

Il Parco delle Cascine, posto sulla riva destra dell’Arno, è uno dei parchi urbani più vasti d’Italia con i suoi 160 ettari di superficie verde attraversati da piste ciclabili, passeggiate pedonali, impianti sportivi e monumenti storici distribuiti su un percorso pianeggiante. Il parco nasce come tenuta agricola di Alessandro e Cosimo dei Medici (1563); nel 700 viene abbellito da architetture ed arredi di pregio per divenire nel 1869 parco pubblico, luogo fiorentino deputato agli sport, dalla corsa dei cavalli, al tennis, al nuoto; è inoltre sede della Facoltà di Agraria e della scuola militare dell’Aereonautica. 
 
In occasione di Flora Firenze, all’interno del Parco nella nuova area dell’ex Ippodromo delle Muline sono state allestite rappresentazioni scenografiche floreali secondo un percorso tematico che spazia dal giardino all’italiana, che a Firenze è nato, alla ricostruzione, in omaggio alla biodiversità, di alcuni ambienti naturali come il deserto, un giardino esotico di piante succulente, un’area a macchia mediterranea, un lago con una composizione a cupola di oltre 5000 azalee provenienti dal lago Maggiore; ed ancora: la riproduzione di un angolo di foresta tropicale, un giardino temperato, il giardino orientale con bonsai ultracentenari in esposizione e le grandi collezioni di agrumi (Tintori) e rose (Barni) riconosciute come marchio di alta qualità delle produzioni nazionali.
Una occasione unica, dunque, per fare conoscere ai molti visitatori stranieri venuti in Italia per l’Expo la qualità di un settore produttivo d’eccellenza che conta in Italia più di 30.000 aziende ed impiega oltre 100.000 addetti. L’organizzazione dell’evento è affidata a Giorgio Ricchetti, art director di Euroflora, la kermesse floristica che ogni cinque anni ha luogo a Genova e che ha visto la sua ultima edizione nel 2011. La prossima edizione di Euroflora è prevista a Genova per l’anno a venire ma in coincidenza con l’Expo milanese se ne è voluta organizzare, con la stessa tipologia scenografica, una anticipazione a Firenze luogo in cui nel 1887 ebbe sede la prima floralie italiana chiamata “Festa dell’arte e dei fiori”.
Anche a Flora Firenze l’arte costituirà punto di interesse; sono stati invitati infatti artisti di varie nazionalità di Land art che sotto la guida di Peter Hess realizzeranno 18 opere in una delle aree storicamente più antiche del parco.
La rassegna gode del supporto scientifico dell’Accademia dei Georgofili che ha organizzato per la data dell' 8 maggio un convegno dedicato al tema della biodiversità dal titolo Biodiversità e diversità di forme: le nuove declinazioni del verde in città. Anche i blogger che si occupano di fiori, piante e giardinaggio avranno una giornata loro dedicata, presumibilmente il 3 maggio, durante la quale incontrarsi ed incontrare il pubblico interessato. Per chi volesse acquistare le piante viste in esposizione è prevista una grande zona commerciale che ospita anche  l’area ristorazione.
I particolari della mostra li leggerete sugli organi di stampa, io da parte mia vorrei soltanto evidenziare che,  nell'ambito di questa manifestazione che vuole far conoscere al grande pubblico quanto di meglio si produce  in Italia nel settore del florovivaismo e del fiore reciso, nell’elenco degli espositori quasi il 50% delle aziende partecipanti sono siciliane, presenti sia in forma collettiva (Milazzo Flora e Associazione Florovivaisti Marsalesi) che come singole aziende.

In fondo, le dolenti note:
Il biglietto d’ingresso costa venti euro a persona perciò, chi si trovasse nelle mie stesse condizioni economiche per partecipare dovrà decidere di andare da single, lasciando la famiglia, spesso svogliata e disinteressata, a casa (se proprio volete portarla con voi sono previsti sconti);  per ammortizzare il costo del biglietto, inoltre, sarà conveniente essere in fila già alle prime luci del giorno per uscirne, stanchi morti, solo sul fare della sera.

PS del 21 maggio 2015
Col senno di poi
Se avessi avuto una sfera di cristallo avrei potuto sapere in anticipo che la manifestazione è stata un flop. Pochi sono stati i visitatori, rispetto alle moltitudini previste, frenati dall’alto costo del biglietto e dalle notevoli difficoltà di recarsi con mezzi pubblici ai luoghi della manifestazione. Amici che ci sono andati mi hanno riferito di una sola linea di autobus prevista dalla città per raggiunge il parco sino alla partenza dei bus navetta. Per quanto riguarda poi, il costo del biglietto, il secondo giorno della manifestazione per cercare di invogliare i visitatori all’ingresso alla mostra  il prezzo è stato dimezzato, portato da venti euro a persona ai venti euro la coppia con buona pace dei single e di coloro i quali, il giorno prima, avevano pagato prezzo pieno. Della mostra in se poi, i commenti riportati sono stati fortemente deludenti : allestimenti kitsch ed un’atmosfera complessivamente  strapaesana ed un poco pacchiana.  Con il senno di poi non avrei consigliato una visita alla manifestazione.

lunedì 30 marzo 2015

Festa dei Gerani a Malvarosa

Si è svolta, questo fine settimana, la seconda edizione della Festa dei gerani  organizzata dal  vivaio Malvarosa di Filippo ed Agata Figuera,  a Carruba di Giarre, vicino Catania. La manifestazione,  soprattutto nella giornata di domenica, ha visto la partecipazione di un gran numero di visitatori  richiamati dalle molteplici attività  previste dal programma e dalla piacevole atmosfera che in queste feste in genere si respira, merito indiscusso del grande senso di  ospitalità ed accoglienza di Filippo ed Agata che sono padroni di casa eccezionali, capaci di aprire ad un pubblico ogni anno più numeroso  ed in modo totalmente gratuito,  non solo le grandi serre del vivaio ed il giardino, dove torme di bambini ieri scorrazzavano felici, ma anche ogni angolo fruibile della loro antica e bella casa. 
Il tempo è stato  instabile, soprattutto nella giornata di sabato, consentendo tuttavia  di svolgere le attività come da programma che prevedeva in mattinata un percorso  guidato in giardino  e all'interno delle serre per conoscere, in compagnia di Filippo Figuera, le numerosissime specie e varietà di pelargoni, comunemente chiamati gerani, coltivate in vivaio.

Nel pomeriggio, tra rannuvolamenti poco rassicuranti ed un venticello che  spirava gelido dall’Etna innevata, si è parlato, in giardino, di rose botaniche insieme ad Arnaud Duquennoy titolare del vivaio Mondo Rose di Firenze, ospite d’onore della manifestazione.
La domanda ricorrente a cui si è cercato di dare risposta è stata:  "quali specie di rosa è possibile utilizzare nei giardini caldi ed assolati del Sud?",  Arnaud da appassionato di rose botaniche  ha indicato come particolarmente adatte per le regioni a clima caldo alcune  specie di origine cinese e i relativi ibridi (Rosa chinensis, Rosa levigata, Rosa bracteata, Rosa wichuraiana R. mutabilis) capaci, grazie al carattere della rifiorenza, alla robustezza ed adattabilità, di fare bello il giardino mediterraneo per un lungo periodo dell'anno che va dall’autunno, all’inverno, fino alla primavera inoltrata, svolgendo poi,  un periodo di meritato riposo in estate.  In altri termini con le rose è meglio cercare di sfuggire la stagione calda estiva utilizzando specie che la attraversano in stato di riposo piuttosto che spendere grandi energie in termini di acqua di irrigazione e cure colturali per specie dalla bella fioritura primaverile  ma assai sofferenti poi, per tutto il periodo estivo.
Rosa mutabilis
Domenica, grazie ad una tiepida giornata di primavera e ad una mattinata ricca di iniziative, alcune delle quali dedicate ai bambini, il pubblico è arrivato ancora più numeroso del giorno precedente per seguire le due relazioni  previste nel programma di giornata, la prima  delle quali è stata svolta da Laura Gugliemone, responsabile dell'Erbario all'Orto Botanico di Torino, che è scesa giù in Sicilia per relazionare un interessantissimo intervento dall’intrigante titolo: “Fior da pipistrelli e malva d’Egitto: storie di pelargoni tra sette e ottocento”.
Dal Sud Africa all’Olanda seguendo, nella prima metà del 1600, le rotte commerciali della Compagnia delle Indie, giunge in Europa il primo esemplare di pelargonio, dall’aspetto, in verità, non tanto entusiasmante se è vero che ad esso viene dato il nome di Pelargonium triste. Comincia da questa data un lungo ed interessante excursus  sulla storia della classificazione del Genere e la progressiva diffusione di specie ad esso attribuito, ricostruendone le tappe della relativa introduzione in Europa ed Italia attraverso lo studio di trattati di botanica ed antichi erbari, alcuni dei quali conservati a Torino ed ancora oggi perfettamente integri e dai colori  vivissimi.

Nel pomeriggio un appuntamento molto atteso soprattutto dagli spettatori più anziani; si parlava infatti di alimurgia o uso alimentare delle erbe spontanee nell'intervento effettuato da Fabio Morreale dell’Associazione Natura Sicula che ha illustrato il suo libro   "Piante  spontanee alimentari in Sicilia".
Cardella, senapa, segale, caulicello, finocchietto sono, infatti,  erbe spontanee molto conosciute ed apprezzate in Sicilia sia raccolte direttamente in campagna che acquistate nei mercati locali,  il cui consumo rappresenta ancora oggi una quota importante della dieta alimentare del luogo.
Senapa alias Brassica nigra
A conclusione della manifestazione, il pubblico è sembrato particolarmente soddisfatto  di questa "due giorni in compagnia dei pelargoni"  che ha consentito non solo di effettuare i primi acquisti fioriti di stagione per fare più belli i balconi ed i giardini di casa ma che ha dato la possibilità a molti di conoscere, grazie all’ospitalità di Filippo ed Agata, Arnaud, Laura e Fabio, persone competenti, preparate ed appassionate del loro lavoro, capaci di trasmettere parte della loro passione ad un pubblico che, ne sono sicura, le ha molto apprezzate.
 

venerdì 17 ottobre 2014

Hortus simplicium ad Orticolario

Un “Orto dei semplici” aperto al mondo
 su progetto di Giancarlo Torre e Keylor Vasquez Paniagua

Tra le iniziative promosse quest’anno da Orticolario, l’ evento florovivaistico “per un giardino evoluto” che ha avuto luogo ai primi di ottobre a Cernobbio, sul lago di Como,  è stato indetto un concorso internazionale per la progettazione e realizzazione di giardini creativi sul tema: Oltre i confini: visioni olfattive, un modo per rendere omaggio al filo conduttore sensoriale di questa edizione, l’olfatto, appunto, considerato tra i cinque sensi quello più misterioso e conturbante e strettamente correlato al mondo vegetale dove il profumo di un fiore o l’aroma di una foglia imprimono il ricordo di un giardino in modo molto evocativo.
Il concorso, giunto alla seconda edizione, rivolto ad architetti, progettisti di giardini, designer, artisti e vivaisti, ha visto la partecipazione di 53 progetti provenienti da tutta Italia e dall’Europa tesi a realizzare giardini capaci di interpretare in attinenza con il tema della mostra il senso di eleganza e di atmosfera che caratterizza il Parco di Villa Erba. La giuria chiamata a valutare i progetti ha scelto 15 giardini le cui installazione nel parco hanno esercitato un grande richiamo per le oltre 28.000 persone che quest’anno hanno visto la manifestazione.
Mi sono fatta raccontare come è andata da Giancarlo Torre che insieme al fratello Keylor ha allestito Hortus simplicium, uno dei giardini presenti nel Parco.

I progettisti
Giancarlo Torre e Keylor Vasquez Paniagua sono vivaisti  siciliani venuti a proporre, sul lago di Como, la loro idea di un “Orto dei semplici aperto al mondo”.
Giancarlo e Keylor sono entrambi figli d’arte avendo respirato sin da piccoli nella loro casa-vivaio- giardino di Milazzo, l’arte di collezionare e coltivare le piante che provengono da paesi lontani. Il padre, Natale Torre, è infatti, considerato a livello europeo un grande esperto in frutticoltura esotica e tropicale (annona, papaya, litchi, mango, macadamia, guajava vengono coltivati e fruttificano regolarmente in vivaio) ed è un appassionato collezionista e produttore di specie tropicali da fiore e di piante “utili”, climaticamente in grado di adattarsi alle condizioni di coltivazione dell’ambiente mediterraneo. Giancarlo è laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie e in questi mesi è in trasferta a Tenerife per approfondire gli studi in Biologia ed Ecologia Vegetale.

Keylor è originario del Costa Rica ma si è trasferito giovanissimo con la madre  a Milazzo;  è laureato in Architettura e paesaggistica a Reggio Calabria e lavora come progettista del vivaio.
Il progetto
Giancarlo come vi è venuta l’idea di realizzare Hortus simplicium?
Il giardino che abbiamo presentato si configura come una collezione botanica di piante utili dove trovano spazio specie esotiche rare la cui possibilità di acclimatazione e coltivazione nel nostro paese è frutto di molti anni di ricerca, intercalate a essenze autoctone divenute anch’esse rare in coltivazione perché per lungo tempo dimenticate. L’orto dei Semplici della tradizione medievale dove i Semplici erano tutte le piante utili, officinali e medicamentose, si è così adattato alla società globale con specie provenienti da tutto il mondo.
Quali sono le specie prescelte e che origine hanno?
Abbiamo selezionato in totale 83 specie comprendenti specie autoctone, di varietà antiche, molte esotiche, quasi tutte subtropicali ma anche alcune di clima temperato.
Il numero poteva essere molto più alto ma ci siamo fermati a queste innanzitutto perché l’idea è quella di un giardino ben proporzionato in cui rispettare le distanze di impianto tra le essenze arboree ed erbacee e poi perché volevamo mantenere un rapporto relativo all’abbondanza delle specie utili, più vicino possibile a quello realmente presente nel mondo, per questo abbondano le asiatiche e le neotropicali mentre sono scarse invece le restanti (anche se ben rappresentate).
Chi si è occupato della progettazione dello spazio giardino?
La progettazione vera e propria è stata un lavoro di mio fratello Keylor, laureato in architettura del paesaggio che ha pensato di semplificare al massimo la struttura del giardino allargando gli spazi che, disposti a croce nell’orto tradizionale, si articolano e si espandono nel nostro progetto formando un disegno dove i percorsi ricalcano la forma della brattea di Heliconia.
Una seduta in tufo circondata da essenze con fiori o foglie profumate diventa il centro di riflessione di un giardino ormai non più “conclusus” ma aperto al mondo.
Come è stato accolto il vostro giardino dal pubblico? 
L’idea nella sua semplicità è piaciuta. Abbiamo creato un giardino didattico: tutte le essenze erano infatti accompagnate da un cartellino in stile orto botanico in cui tre righe erano dedicate alla descrizione dettagliata ma discorsiva sugli usi della pianta.  
E’ piaciuta anche l’idea del sentiero in lapillo vulcanico ed attirava ed incuriosiva la bomba di pietra lavica messa al centro del giardino; pietra dell’Etna che oltre alla funzione di seduta meditativa ricordava ai visitatori che un giardino del genere è possibile e la Sicilia è uno dei pochi luoghi in cui si possono far convivere insieme tante specie.
Siete soddisfatti della vostra partecipazione?
Siamo soddisfatti del successo ottenuto, la giuria non ci ha premiati forse ritenendo il giardino troppo semplice e poco “creativo” ma i visitatori ci hanno riempito di domande e di complimenti. E questo è più di quel che speravamo di ottenere ossia mostrare un giardino che può essere un classico frutteto, un orto, una dispensa di aromi ma che è al contempo moderno, globale ed artistico.

E’ bello constatare che a fianco dell’inarrivabile competenza del padre, i giovani professionisti della famiglia Torre si stanno ritagliando, a piccoli passi , un loro autonomo spazio professionale.


Dei Vivai Torre ne ho parlato qui
 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...