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venerdì 21 aprile 2017

Radicepura Garden Festival - Anteprima

Mancano oramai poche ore all’inaugurazione della prima edizione del Garden Festival Mediterranean essence, organizzato in Sicilia, a Giarre, dai Vivai Faro presso Radicepura, un centro polifunzionale, cuore delle attività espositive e culturali del gruppo che, su una superficie di circa due ettari, ospiterà, dal 21 aprile al 21 ottobre, una manifestazione di garden designer e architetti del paesaggio di respiro internazionale.
Quattordici giardini, quattro installazioni artistiche, esposizioni vivaistiche, verde didattico, conferenze e appuntamenti del verde distribuiti su tre stagioni, renderanno questo angolo di Sicilia per tanti mesi il centro pulsante del “Sentire mediterraneo” in fatto di paesaggio e di Land art. 
 

Ho avuto modo di visitare nei giorni scorsi il luogo della manifestazione e sono rimasta impressionata dal lavoro frenetico che una moltitudine di persone composta da artisti, giardinieri, ingegneri, impiantisti, movimentatori di terra, carpentieri ed ogni altra sorta di artigiani, svolgeva all’unisono distribuita nelle diverse aree del parco per riuscire a completare entro la data prefissata l’enorme lavoro di realizzazione dei giardini e delle installazioni partecipanti al Festival.

Quattro realizzazione sono state ideate ed eseguite da architetti del paesaggio di fama internazionale come Michel Pèna, Kamelia Bin Zaal, Stefano Passerotti e James Basson; ad esse si affiancano le realizzazioni di progettisti ospiti e quelle dei sei vincitori del concorso di idee che ha visto la partecipazione di oltre 120 lavori valutati da una giuria di esperti guidata da Sarah Eberle, garden designer di successo e prestigio a livello internazionale.

Tutti i giardini sono stati  realizzati utilizzando l’enorme assortimento varietale che caratterizza l’offerta dei Vivai Faro: oltre ottocento specie e più di 5000 varietà spaziando dalle piante spontanee tipiche dell’ambiente mediterraneo al vasto gruppo delle specie “mediterraneo simili”.
Non solo i giardini sono ospiti del Festival ma anche installazioni  di Land Art sono presenti, realizzate dagli artisti  Emilio Isgrò, Alfio Bonanno e François Abelanet con il suo Anamorphose , una grande composizione  che nella sua interezza può essere vista ed apprezzata solo se osservata da una particolare angolazione: un ponte, dall’alto del quale sarà anche possibile  vedere l'intera area espositiva sotto una diversa prospettiva.




A fare da collegamento tra i diversi giardini, centinaia di agrumi,  chamaerops,  bougainville, cycas che rappresentano il segno riconoscibile delle produzioni dei padroni di casa.

Foto di repertorio
Incontro tra piante e cumuli di terra Mario Faro che rappresenta, insieme al fratello Michele la seconda generazione di imprenditori vivaisti e che dal padre Venerando ha acquisito la capacità visionaria di pensare e soprattutto realizzare grandi progetti, e non posso fare a meno di chiedergli a chi in famiglia è venuta la folle idea di realizzare questo Festival: "Sono stato io, cinque anni fa, quando abbiamo cominciato l’avventura di Radicepura, a pensare di organizzare un festival del giardino mediterraneo e c è voluta follia, saggia follia per realizzare un progetto di respiro europeo in soli due anni di lavoro con l’intenzione di ripeterci a cadenza biennale. E' stata, però, una grande soddisfazione essere riuscito a realizzare tutto come avevo immaginato: dai tanti giardini ospiti come Le Jardin Parfumé  di Michel Péna, alle grandi istallazioni come  Anamorphose di Francois Abélanet divenuta il simbolo del Festival e poi,  essere riuscito ad avere con me artisti come Alfio Bonanno, oramai un amico ed Emilio Isgrò, scultore e pittore siciliano, trapiantato da anni a Milano, che da noi propone una scultura chiamata “Il sogno di Empedocle” che rappresenta tre semi della cultura siciliana, sputati dell’Etna come il sandalo di Empedocle,  a rappresentare   i tre letterati siciliani Pirandello, Verga e Tomasi di Lampedusa

 

Sei soddisfatto del lavoro sin qui svolto?: "Sono molto contento perché nel gruppo di lavoro e anche tra paesaggisti e gli artisti ospiti, si è creata un’atmosfera così bella; tutti hanno capito lo spirito un poco pioneristico con cui ci siamo lanciati in questa iniziativa. Ragazzi entusiasti, ingegneri convertiti all’arte, tutti hanno creduto in questa lucida follia che ci ha fatto trascorrere la Pasqua qui tutti insieme a lavorare".
Vi ripeterete? " Si oramai siamo lanciati. Il festival avrà cadenza biennale e darà slancio ad un altro grande sogno nel cassetto che è la realizzazione di un Giardino Botanico che era all’origine del progetto ma che è stato preceduto nella sua realizzazione dal centro direzionale, dalla grande serra di Radicepura ed ora anche dal Festival".
Quanto pubblico vi aspettate di accogliere? "Non ne ho idea perché è la nostra prima esperienza; se saremo bravi a convogliare i flussi turistici, il turismo scolastico e quello degli appassionati potremo arrivare in sei mesi ad ospitare 100.000 persone"

Da domani 21 aprile Il Garden Festival aprirà le porte ai visitatori ma io consiglio di dare tempo al tempo, fare assestare bene i giardini e goderli ad inizio estate nel loro momento migliore.

lunedì 19 ottobre 2015

Ai Grandi Vivai Faro, Masterclass con Sarah Eberle

Si è svolta ieri presso lo showroom dei Grandi Vivai Faro, a Giarre, la seconda giornata dell’evento A new green scenario che, a corollario del convegno che ha avuto luogo nel fine settimana a Radicepura, ha organizzato per un numero massimo di 40 partecipanti, una Masterclass condotta da Sarah Eberle dal titolo “How to design and build a Mediterranean show case” su come realizzare esempi di show garden di ambientazione mediterranea.
 
 
Sarah Eberle è una paesaggista inglese che da quasi trent’anni ha maturato una notevole esperienza professionale sia nella progettazione di grandi opere pubbliche che nei piccoli giardini privati, dedicandosi tra l’altro con grande successo al particolare settore degli show garden, piccoli giardini sponsorizzati da grandi firme (Gucci, Loreal) che partecipano ai Garden Festival di miglior tradizione. Sarah detiene ad esempio il record di otto medaglie d’oro per spettacoli della RHS, ha vinto due volte a Hampton Court e nel 1999 al Chelsea Flower Show ha conquistato la medaglia d’oro per Michael Balston.
Sito immagine
Il programma di lavoro assegnato ai 40 partecipanti, soprattutto architetti ma anche agronomi o semplici appassionati designer, è iniziato con una introduzione condotta in inglese (ma a supporto di Sarah ha seguito i lavori anche Sergio Cumitini che forte dei suoi frequenti legami di amicizia e di lavoro con i maggiori garden design inglesi ha fatto da organizzatore- factotum– traduttore per tutto il tempo della manifestazione) su come disegnare e costruire uno show garden, cosa fare e non fare e che tecniche costruttive impiegare; poi gli allievi hanno avuto carta libera per mettere in pratica i consigli avuti realizzando un loro progetto sulla base di una superficie che fosse compresa tra i 5 e i 10 metri di lunghezza per i 5 metri di larghezza, aiutandosi nella scelta vegetale con il catalogo Piante Faro alla mano. Molti i consigli di Sarah in fase progettuale, poi il giudizio di merito. 
L’architetto Pietro Gellona fondatore dello studio di architettura e paesaggio LandAlab con sede a Cernobbio è stato uno dei partecipanti della masterclass; nessun problema con la lingua perché dopo la laurea Pietro ha studiato all’AA School of Architecture di Londra; un architetto esperto che ha lavorato in Italia ma anche in Australia e Svizzera. E’ a lui che ho fatto qualche domanda sulla riuscita in termini di accrescimento professionale della giornata trascorsa in Sicilia.
Pietro, perché hai chiesto di partecipare a questa masterclass che esplora un settore progettuale, quello dello show garden, che nel nostro paese è a dir poco marginale?
Ho deciso di partecipare perché ritengo che i garden show (soprattutto quelli inglesi) possano essere un ottimo trampolino di lancio e garantiscono una visibilità decisamente alta, conoscerne i meccanismi è quindi interessante sia da un punto di vista professionale che strategico.  Il progetto del giardino per un garden show è tuttavia una categoria di progetti a se stanti rispetto alla progettazione di un giardino tradizionale. Ritengo quindi importante la possibilità data da piante Faro di accedere a informazioni specifiche sul tema, attraverso l’esperienza di un grande professionista del settore. 
Nella fase introduttiva Sarah che consigli tecnici ha dato?
Sarah sia nella prima parte della giornata che durante i lavori ha dato informazioni decisamente interessanti per capire ed eventualmente sviluppare con maggiore preparazione questa categoria di progetti fatti per un pubblico di passaggio, di breve durata e che devono essere allestiti e smontati. Occorre puntare molto sul messaggio che si vuole trasmettere e che vi sia massima coerenza tra il messaggio e l'esecuzione del progetto; il ritorno degli sponsor rispetto all'investimento necessario per la realizzazione e lo smantellamento del giardino; i criteri di giudizio dell’RHS e l’attitudine dei giudici; l’importanza del fattore ” wow” rispetto al valore delle medaglie che si possono ottenere; l’attenzione alle ambiguità e la necessità di essere flessibili in cantiere; la gerarchia visiva delle piante e l’attenzione ai confini del progetto.

Quale è stato il progetto da te realizzato?
Il progetto che ho abbozzato, nel poco tempo a disposizione, era destinato a promuovere l’ospitalità alberghiera di un attività ricettiva del mediterraneo. Rappresentava un piccolo spazio di svago all'aperto per un bungalow.
Avevi già avuto esperienza nell’utilizzo di specie mediterranee per piccole superfici e conoscevi alcune delle piante presenti nel Vivaio Faro che conta oltre 5000 varietà? 

Non ho ancora avuto molte occasioni di usare specie mediterranee in piccoli spazi se non in un progetto in fase di realizzazione in Liguria. Alcune specie presenti nel catalogo di Piante Faro le conoscevo per esperienze passate di studio, viaggio e vita (ho vissuto e lavorato in Australia), molte altre sono state una piacevole sorpresa e durante la visita al vivaio si sono potuti ammirare esemplari incredibili, che ti fanno sperare di poter avere il prima possibile dei progetti che le possano accogliere e valorizzare!
Come si sono conclusi i lavori?
I lavori sono terminati con il rilascio di un attestato, Sarah manderà una mail ad ogni partecipante con una “critica” individuale di quanto prodotto.
Ritieni che sia stato proficuo partecipare a questa iniziativa?
Ne è valsa la pena, ho partecipato anche al convegno del giorno precedente, l’organizzazione e l’ospitalità sono state ottime.


Vista l’’intenzione annunciata nei giorni scorsi da parte della famiglia Faro di organizzare a Giarre nella primavera o nell’autunno del 2017 un Garden Show capace di competere con i più conosciuti Festival inglesi e continentali (Nagasaki, Singapore) è bene non farsi trovare impreparati all’evento; in quest’ottica la masterclass è stata solo un primo approccio al particolare settore dei show garden; un modo per stimolare l’attenzione di chi, forse, grazie ai consigli di Sarah avrà trovato la voglia e l’interesse o solo la semplice curiosità professionale di cimentarsi nella progettazione di show garden con professionalità all'inglese ma con una sensibilità che dovrà essere, com'è ovvio,  del tutto mediterranea.
 

domenica 18 ottobre 2015

A new green scenario

L'annuncio di una iniziativa coraggiosa dei  Grandi Vivai Faro
Si respirava l'aria di un grande evento ieri, in Sicilia, a Radicepura, spazio espositivo ipertecnologico realizzato dai  Grandi Vivai Faro che ha ospitato a Giarre il convegno internazionale dal titolo A New Green Scenario cui seguirà nella giornata di oggi, domenica 18 ottobre, una Masterclass con Sarah Eberle, landscape designer di fama internazionale, su come disegnare e realizzare uno show garden nell’area del Mediterraneo.
Il convegno, rivolto ad architetti, paesaggisti e garden design, ha voluto analizzare i possibili modi di fare turismo e business attraverso la cultura del paesaggio e del garden design parlandone con esperti del calibro di Sir Tim Smith, fondatore di Eden Project, la prima attrazione turistica per numero di visitatori nel Regno Unito, Jordi Bellmunt Chiva, direttore della Biennale Europea del Paesaggio di Barcellona, Sarah Eberle, landscape designer e giudice dell’ RHS, Tim Richardson ideatore e direttore del Chelsea Fringe Festival, Daniela Romano del Dipartimento di Agricoltura della Facoltà di Agraria dell’Università di Catania, ed ancora con il contributo di Christopher Woodward del Garden Museum di Londra e di Novella Cappelletti, direttore della rivista Paysage che insieme ad Acer e Gardenia sono stati partner dell’evento.
Il pubblico, accorso numeroso, ha occupato ogni ordine e grado di posti disponibili nella grande serra che costituisce il centro congressi di Radicepura,  ed era palpabile una festosa  eccitazione per l’opportunità di assistere in Sicilia ad un incontro con esperti di tale esperienza professionale riuniti a parlare di verde e businnes in una prospettiva mediterranea e più specificatamente isolana.
Ogni intervento infatti, era mirato a ribadire, secondo una visione multidisciplinare, l’idea che sia possibile immaginare ed anche realizzare una nuova tipologia di giardino capace di  divenire attrazione turistica, motore di economia, fattore di crescita per un intero territorio e se questo è avvenuto in Cornovaglia dove Eden Project, immaginato e costruito in maniera decisamente coraggiosa e visionaria da Sir Tim Smith, è un parco che è stato visitato dal 2000 ad oggi da oltre sedici milioni di visitatori, si può ben pensare che anche in Sicilia, grazie al clima, alla sua enorme biodiversità, alla cultura e tradizione alimentare, l’esperienza possa divenire una iniziativa di successo.
Ci vogliono tuttavia persone emotive, artiste, “persone arroganti e ambiziose”, per immaginare e poi realizzare grandi idee; è questo il messaggio espresso da Sarah Eberle che ha raccontato molti dei suoi pluripremiati giardini creati per il RHS Chelsea Flower Show e delle notevoli difficoltà affrontate e superate nel suo lavoro con determinazione e coraggio.

E la Famiglia Faro non manca certo di coraggio e di capacità imprenditoriale se, in un periodo di crisi economica come questo,  in Sicilia, abbia potuto immaginare e poi concretamente avviare a realizzare,  su di una superficie di 5 ettari intorno al centro congressi Radicepura, un parco botanico dove fare turismo, didattica, ricerca, formazione.
Il Progetto del parco e la sua realizzazione sono stati affidati all’architetto Jordi Bellmunt Chiva che in occasione del Congresso ne ha descritto gli elementi progettuali: una successione di giardini che riprendono i paesaggi siciliani (Il giardino del fuoco, il giardino del sole, il giardino mediterraneo) ed i paesaggi esotici pure presenti in Sicilia (Il giardino dei giganti, il giardino dei fossili, l’oasi); un luogo dove quanto progettato seppur con rigore scientifico sarà anche ludico, didattico, culturale, ricreativo; un parco dove i visitatori avranno voglia di ritornare e dunque adatto per le famiglie e per i bambini che si divertiranno un mondo perdendosi nel labirinto finale.
Ma a gratificare  il pubblico presente di ancora più elettrizzanti aspettative è stato l’annuncio di un evento di risonanza internazionale che i Grandi Vivai Faro hanno in programma di realizzare a Radicepura quando il parco botanico sarà ultimato, presumibilmente fra la primavera e l’autunno del 2017: un Garden Festival, affidato a grandi progettisti di garden show (come Sarah Eberle ma anche Stefano Passerotti, uno dei pochi italiani  che ha vinto una medaglia d'oro a Hampton Court Flower Show) che avrà come termine di riferimento i grandi Festival che hanno luogo a Singapore, Nagasaki , Chamon sul Loire capaci di attirare nei giorni dell'esposizione grandi flussi turistici. 
Se alla fine del Convegno tutti erano contenti e soddisfatti: ospiti, padroni di casa e pubblico partecipante anche oggi non mancherà l'interesse per la Masterclass condotta da Sarah Eberle per 40 selezionati agronomi, paesaggisti, architetti che realizzeranno sotto la sua guida  esempi di show garden di ambientazione mediterranea.
 

lunedì 30 marzo 2015

Festa dei Gerani a Malvarosa

Si è svolta, questo fine settimana, la seconda edizione della Festa dei gerani  organizzata dal  vivaio Malvarosa di Filippo ed Agata Figuera,  a Carruba di Giarre, vicino Catania. La manifestazione,  soprattutto nella giornata di domenica, ha visto la partecipazione di un gran numero di visitatori  richiamati dalle molteplici attività  previste dal programma e dalla piacevole atmosfera che in queste feste in genere si respira, merito indiscusso del grande senso di  ospitalità ed accoglienza di Filippo ed Agata che sono padroni di casa eccezionali, capaci di aprire ad un pubblico ogni anno più numeroso  ed in modo totalmente gratuito,  non solo le grandi serre del vivaio ed il giardino, dove torme di bambini ieri scorrazzavano felici, ma anche ogni angolo fruibile della loro antica e bella casa. 
Il tempo è stato  instabile, soprattutto nella giornata di sabato, consentendo tuttavia  di svolgere le attività come da programma che prevedeva in mattinata un percorso  guidato in giardino  e all'interno delle serre per conoscere, in compagnia di Filippo Figuera, le numerosissime specie e varietà di pelargoni, comunemente chiamati gerani, coltivate in vivaio.

Nel pomeriggio, tra rannuvolamenti poco rassicuranti ed un venticello che  spirava gelido dall’Etna innevata, si è parlato, in giardino, di rose botaniche insieme ad Arnaud Duquennoy titolare del vivaio Mondo Rose di Firenze, ospite d’onore della manifestazione.
La domanda ricorrente a cui si è cercato di dare risposta è stata:  "quali specie di rosa è possibile utilizzare nei giardini caldi ed assolati del Sud?",  Arnaud da appassionato di rose botaniche  ha indicato come particolarmente adatte per le regioni a clima caldo alcune  specie di origine cinese e i relativi ibridi (Rosa chinensis, Rosa levigata, Rosa bracteata, Rosa wichuraiana R. mutabilis) capaci, grazie al carattere della rifiorenza, alla robustezza ed adattabilità, di fare bello il giardino mediterraneo per un lungo periodo dell'anno che va dall’autunno, all’inverno, fino alla primavera inoltrata, svolgendo poi,  un periodo di meritato riposo in estate.  In altri termini con le rose è meglio cercare di sfuggire la stagione calda estiva utilizzando specie che la attraversano in stato di riposo piuttosto che spendere grandi energie in termini di acqua di irrigazione e cure colturali per specie dalla bella fioritura primaverile  ma assai sofferenti poi, per tutto il periodo estivo.
Rosa mutabilis
Domenica, grazie ad una tiepida giornata di primavera e ad una mattinata ricca di iniziative, alcune delle quali dedicate ai bambini, il pubblico è arrivato ancora più numeroso del giorno precedente per seguire le due relazioni  previste nel programma di giornata, la prima  delle quali è stata svolta da Laura Gugliemone, responsabile dell'Erbario all'Orto Botanico di Torino, che è scesa giù in Sicilia per relazionare un interessantissimo intervento dall’intrigante titolo: “Fior da pipistrelli e malva d’Egitto: storie di pelargoni tra sette e ottocento”.
Dal Sud Africa all’Olanda seguendo, nella prima metà del 1600, le rotte commerciali della Compagnia delle Indie, giunge in Europa il primo esemplare di pelargonio, dall’aspetto, in verità, non tanto entusiasmante se è vero che ad esso viene dato il nome di Pelargonium triste. Comincia da questa data un lungo ed interessante excursus  sulla storia della classificazione del Genere e la progressiva diffusione di specie ad esso attribuito, ricostruendone le tappe della relativa introduzione in Europa ed Italia attraverso lo studio di trattati di botanica ed antichi erbari, alcuni dei quali conservati a Torino ed ancora oggi perfettamente integri e dai colori  vivissimi.

Nel pomeriggio un appuntamento molto atteso soprattutto dagli spettatori più anziani; si parlava infatti di alimurgia o uso alimentare delle erbe spontanee nell'intervento effettuato da Fabio Morreale dell’Associazione Natura Sicula che ha illustrato il suo libro   "Piante  spontanee alimentari in Sicilia".
Cardella, senapa, segale, caulicello, finocchietto sono, infatti,  erbe spontanee molto conosciute ed apprezzate in Sicilia sia raccolte direttamente in campagna che acquistate nei mercati locali,  il cui consumo rappresenta ancora oggi una quota importante della dieta alimentare del luogo.
Senapa alias Brassica nigra
A conclusione della manifestazione, il pubblico è sembrato particolarmente soddisfatto  di questa "due giorni in compagnia dei pelargoni"  che ha consentito non solo di effettuare i primi acquisti fioriti di stagione per fare più belli i balconi ed i giardini di casa ma che ha dato la possibilità a molti di conoscere, grazie all’ospitalità di Filippo ed Agata, Arnaud, Laura e Fabio, persone competenti, preparate ed appassionate del loro lavoro, capaci di trasmettere parte della loro passione ad un pubblico che, ne sono sicura, le ha molto apprezzate.
 

domenica 14 dicembre 2014

"Tutti frutti" al vivaio Valverde

Francesco ed Ester dei vivai Valverde sono quel che si dice un "vulcano" di iniziative;  sarà certamente  la vicinanza dell’Etna che si staglia nitida alla spalle del vivaio  che li rende frizzanti, dinamici, propositivi anche in un periodo dell’anno, l’inverno, in cui i vivaisti in genere tirano i remi in barca mettendo ordine in azienda e  progettando attività future.
Foto di Francesco Borgese
Per loro no, il futuro è già oggi e, dunque,  a distanza di poco più di un mese dall’iniziativa “Rose sotto il vulcano” che, in collaborazione con l’Associazione maestri di Giardino,  ha visto la partecipazione di oltre una ventina di corsisti, provenienti da tutta Italia, alle lezioni sulle tecniche di  potatura e  di innesto della rosa tenute  da vivaisti ospiti  del calibro di  Feletig, Usai, Berruyer, Chiarugi,  ecco un’altra manifestazione svolta in vivaio dal  titolo accattivante :“I colori dell’autunno,  Tutti frutti”, un fine settimana  (13/14 dicembre) dedicato alle piante da frutto in compagnia  di Giacomo Fiorini  dei vivai Belfiore; Massimo Sallemi  dei Vivai Palme e tropicali e Giuseppe Messina del Vivaio Hortus Hesperidis .

Frutti per tutti i gusti a cominciare dalle oltre 400 piante di fruttiferi in varietà portate in Sicilia dalla Toscana da Giacomo Fiorini del vivaio Belfiore, un nome nel campo della coltivazione di varietà antiche da frutto recuperate e salvate dall’oblio e riproposte, in vivaio o in giro per l’Italia, ad un pubblico sempre più attento, anche a tavola, al recupero e alla valorizzazione della biodiversità. 
Molto interessanti  tutte le collezioni a cominciare dalle mele antiche ( basta solo qualche nome come: Limoncella, Decio, Durello, Zucchina , Rossa fiorentina) o  le antiche varietà di susine europee  o le varietà di fico (Dall’Osso, Di Tre volte, Monaco ed altre ancora) le cui descrizioni sono riportate in efficaci tabelloni illustrativi e descritte in monografie  di  Ugo Fiorini, padre di Giacomo, attento studioso della flora autoctona e paesaggista esperto nella realizzazione di giardini naturali, sempre alla ricerca di antiche varietà di piante da frutto da recuperare  e così salvare.

Dai fruttiferi antichi ed oramai rari si passa poi ad annusare l’angolo dei tropici dove Massimo Sallemi dei Vivai Palme e tropicali ha allestito un banchetto multicolore in cui si stenta a contare il numero di specie esotiche esposte (papaia, kivano, carambola, annona, babaco, passiflora) i cui frutti sono tutti rigorosamente made in Sicily essendo coltivati nella grande serra fredda che Massimo ha allestito a Scicli dove ha sede il suo vivaio.

 
Una passione coltivata sin da ragazzo, quella di Massimo, per le piante esotiche e tropicali che lo ha spinto a laurearsi in Agraria a Piacenza per rientrare successivamente in Sicilia ad aiutare il padre nella conduzione di un’azienda dedicata all’orticoltura in serra; negli anni tuttavia, Massimo è riuscito a ritagliarsi un suo spazio, interamente dedicato alla coltivazione di palme ed altre specie ornamentali e da frutto di origine tropicale che in Sicilia hanno sviluppo e capacità produttive non inferiori a quelle delle regioni d'origine. Ed è oramai da circa due anni che Massimo ed i suoi fruttiferi esotici sono conosciuti ed attesi dai tanti appassionati del genere in giro per le principali  manifestazioni italiane di settore. 


E parlando di frutti, in Sicilia, non potevano mancare gli agrumi esposti alla manifestazione da Giuseppe Messina del vivaio Hortus hesperidis di Mazzarrà S. Andrea (ME) che della produzione di agrumi di piccola taglia coltivati in vaso, capaci tuttavia di produrre frutti grandi come quelli di piante coltivate in piena terra, ha fatto la sua originale peculiarità. Frutti di cedro, pompelmo e calamondino sono portati da piante compatte e piene di fogliame in vasi di piccole dimensioni facili da portare e tenere in balcone.

Iniziativa gradevole e molto interessante quella organizzata in vivaio, questo fine settimana, da Francesco ed Ester e  che, nella giornata di oggi, sarà ancora possibile visitare. 

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