lunedì 25 giugno 2018

Euphorbia candelabrum in terra di Sicilia

African cactus tree
In Sicilia, lungo le coste dell’isola, nei villaggi turistici o nei complessi vacanzieri a mare ma anche in case nobiliari di campagna o antiche ville di città, in spazi condominiali o negli spartitraffico stradali si vedono frequentemente grandi esemplari di Euphorbia candelabrum, una pianta succulenta a portamento arboreo, di origine africana, che può raggiungere e superare i dieci metri d’altezza. La specie non è, date le sue dimensioni, una presenza che passa inosservata ma spesso la si trova confinata in angoli angusti, sacrificata, stretta contro ringhiere o oppressa da muri di recinzione, soffocata dalla vegetazione circostante.  
 
La spiegazione che mi sono data è questa: quando si compra in vivaio una giovane pianta di Euphorbia candelabrum questa ha un aspetto gracilino e dimesso; un simil cactus spilungone dal tronco angoloso, troppo alto per le dimensioni del vaso che lo contiene che, se non sostenuto, cade sempre di lato. Al momento di posizionare la pianta in giardino ogni spazio sembra sempre troppo grande per lei e perciò per contrappasso si finisce per sistemarla in uno spazio angusto generalmente contornato da arbusti e rampicanti che dovrebbero migliorarne l’effetto estetico, facendole compagnia. Ma la specie è un’africana tosta, abituata a vivere in condizioni estreme sia di suolo che di clima e dunque in presenza di acqua e terreno anche moderatamente concimato comincia a crescere a ritmi esponenziali raggiungendo in pochi anni le dimensioni di un vero e proprio albero, in genere troppo grande per lo spazio che inizialmente gli era stato assegnato. Ecco perché è raro trovare esemplari che mostrano tutta la loro imponenza avendo sviluppato una forma perfettamente tondeggiante della chioma formata dalla disposizione ordinata e simmetrica dei rami.
Nonostante Euphorbia candelabrum abbia un aspetto molto simile ad un cactus differisce da questo per molti aspetti: per il continente d’origine ad esempio; mentre i cactus sono americani l’Euphorbia è specie succulenta dell’Africa orientale dove però è chiamata, a confondere le idee, “African cactus tree” ed anche la Famiglia botanica è diversa, appartenendo l’Euphorbia alla famiglia delle Euphorbiaceae.
Sito immagine
 
La specie ha rami persistenti che si dirigono verso l’alto con una lunghezza anche di tre metri, distribuendosi a formare una chioma arrotondata su di un tronco cilindrico, prima di colore verde, poi grigiastro, che può accrescersi sino ad un metro di diametro. 
I rami, tetragoni e costoluti, sono molto ramificati e di colore verde come nei cactus, poiché svolgono funzione fotosintetica; lungo i margini sinuosi sono presenti spine rigide.
Il legno è fragile e non è raro assistere ad un collasso del tronco schiacciato dall’eccessivo peso della chioma.
Nei luoghi d’origine la specie viene utilizzata per realizzare coperture, suppellettili varie ed anche strumenti musicali. Le foglie lanceolate a base ovale sono semplici e persistenti solo nelle piante giovani.
Su piante adulte, in estate compaiono i fiori che sono riuniti in infiorescenze terminali di colore giallo, dette ciazi, tipiche della famiglia delle Euphorbiaceae.
Ogni infiorescenza si presenta come un fiore unico il cui involucro è formato da brattee saldate a coppa, alternate con nettari. I fiori tendono ad essere piccoli ed insignificanti con fiori maschili ridotti ad un singolo stame che circondano un fiore femminile che è ridotto ad un solo pistillo. Dai fiori si sviluppano frutti a tre lobi che scoppiano a maturità lanciando i semi a distanza.
Come in tutte le Euphorbiaceae i diversi organi della pianta, se incisi, trasudano un lattice biancastro molto tossico che può causare cecità se entra in contatto con gli occhi. Anche il fumo derivante dalla combustione dei rami è irritante e dai fiori che, per la presenza di nettari attirano molte api, si ottiene un miele che provoca una sensazione di bruciore in bocca che viene intensificata se si beve acqua. In natura le piante di Euphorbia candelabrum sono protette dalla convenzione internazionale sul commercio delle specie minacciate d’estinzione (CITES).
Nonostante la sua origine africana, la specie cresce benissimo nei giardini che si affacciano sul mare in area Mediterranea, dalla Sicilia alla Costa Ligure. In Sicilia la specie è comune anche se la sua introduzione è tutto sommato recente essendo la specie giunta probabilmente in periodo coloniale. Ancora ai primi del 900 infatti, il giardiniere Vincenzo Ostinelli nel suo libro, che descrive l’inventario dei 792 generi e 2796 specie di piante da lui coltivate nel giardino della Villa Trabia del Principe di Butera, dal 1882 al 1910,  non fa alcun riferimento all’Euphorbia in questione. Alcuni esemplari di particolare interesse sono stati censiti in Sicilia da Mazzola e Raimondo del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali di Palermo individuando esemplari di grandi dimensioni a Marsala ed a Cefalù; quest'ultimo, piantato nel 1975 , in quarant’anni ha raggiunto l’altezza di dieci metri con un diametro del tronco di oltre un metro che sostiene una chioma così grande da essere ritenuta verosimilmente la più ampia in Sicilia.
Sito Web
  Dove trovarla: Vivai Torre -Milazzo
 

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