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mercoledì 30 luglio 2025

Le stanze in fiore, un giardino dal forte carattere

 

A conclusione della visita di un giardino, quando a casa riordino le idee, rivedo gli appunti, riguardo le foto, riascolto le voci registrate, mi pongo sempre la domanda se il giardino che ho appena visto è riuscito a raccontarmi una storia e se questa mi ha interessato tanto da avere, a mia volta, voglia di raccontarla. A conclusione della visita del giardino “Le stanze in fiore”, ho da subito pensato che avrei avuto tanto da raccontare perché il giardino, che ho avuto modo di vedere in due visite successive distanti tre anni una dall’altra, rispecchia a pieno  il carattere e gli interessi poliedrici di Rossella Pezzino de Geronimo che ne è la proprietaria.
Un' artista,  fotografa, imprenditrice catanese, che lo ha progettato e realizzato per rivivere, come in un viaggio interiore, le tappe e gli stati d’animo che hanno caratterizzato gli ultimi venticinque anni della sua vita.
Il giardino, che contorna la villa padronale in stile neoclassico datata 1889, si trova a Canalicchio, un quartiere settentrionale di Catania ed occupa una superficie di sette ettari che si sviluppano lungo le pendici di Monte S. Paolillo, un edificio vulcanico del basso versante etneo, di origine piroclastica, abitato sin dall’età del Bronzo,  scampato alla cementificazione degli anni 80 ed oggi area verde a ridosso della Timpa Leucatia.
Zona ricca d’acqua, tanto da ospitare i ruderi di un antico acquedotto benedettino e geologicamente molto interessante per la presenza di resti di antiche bombe vulcaniche il cui reperimento, in buon numero, spiega il nome di via Pietra dell’Ova (uova di pietra) attribuito alla strada, oggi molto trafficata, che delimita la base del monte.
Il giardino è un paradiso vegetale che ospita oltre mille e cento specie ornamentali, per lo più di origine tropicale, che si sono ambientate in un luogo dove l’acqua, che viene giù a riciclo dall’alto della Timpa, salta in cascatelle, scorre in ruscelli, si ferma e riposa in laghetti e stagni, creando un microclima tropicale adatto per le molto piante esotiche presenti e che richiama  fauna selvatica (volpi sopra tutto) e uccelli stanziali e di transito (due aironi di passaggio, recentemente, si sono qui rifocillati mangiando un buon numero di carpe koi da un laghetto del giardino).
luoghi d'acqua
Come racconta il nome del giardino, questo si articola in stanze, aree tematiche concatenate disposte lungo un percorso che si snoda tra terrazze sorrette da antichi muretti a secco, la cui composizione vegetale esprime stati d’animo di introspezione o di apertura a sprazzi di speranza (l’acqua che simboleggia il mare, costante fonte di ispirazione) o racconta esperienze di viaggio (le stanze giapponesi, la serra vittoriana, l’erbario delle esperienze, il giardino cinese, l’ambiente mediterraneo) che hanno portato Rossella a creare un giardino informale, romantico, dove tutto sembra naturale ma nulla è casuale e dove ogni cosa cerca di replicare  le emozioni maturate in una vita condotta intensamente e talvolta (come dice lei stessa) in modo estremo.
La prima stanza che si incontra, lungo il percorso guidato dalla stessa Rossella, è stata progettata subito dopo l’acquisto della casa in un momento di gravi vicissitudini personali e familiari ed è perciò stata pensata e realizzata in forma circolare come un luogo chiuso, intimo, introspettivo con alte e fitte pareti perimetrali di bambù orientali dal fusto nero e dalla vegetazione bruna,  i cui culmi posti a stretto contatto creano una barriera con il mondo esterno ma anche un luogo intimo e molto musicale quando il vento fa sbattere tra loro i fusti flessuosi che risuonano come casse armoniche. 
Un percorso perimetrale consente di avere diverse visuali del luogo che ha l’aspetto di un jungla tropicale dove le palme si intrecciano con felci e specie dal grande fogliame come colocasia, farfugium, tetrapanax e dove l’aspidistra, qui usata come tappezzante, appare sporadicamente ravvivata dal colore dei caladium che punteggiano il cammino.
La seconda stanza fa intravedere il raggiungimento di una certa serenità interiore attraverso l’elemento equilibratore per eccellenza che è l’acqua che scorre incessante da un grande fontanile ricavato da un antico abbeveratoio di campagna, il cui zampillare copre i rumori del traffico vicino ed invita a percorrere il sentiero che porta allo stagno, costruito intorno ad alti alberi preesistenti, introducendovi tantissime specie di felci. Una bella sfida botanica a 200 metri sul livello del mare che ha dato però ottimi risultati,  visto che molte specie si sono così ben ambientate da avere colonizzato gli antichi muri a secco del giardino. 
Si arriva, quindi, percorrendo bassi gradini in basalto, bordati da cespi fioriti di Salvia brillantaisia, allo spazioso terrazzamento a prato, dalla visuale aperta, che contorna la casa, ospita una bella piscina ed è bordato da specie i cui fiori profumano le notti d’estate come: Gardenia thunbergia, Plumeria rubra, Murraja exotica
Il percorso nel giardino procede tra mille sorprese ed incanti vegetali (fioriture spettacolari di Erithyna bidwilli, Cassia fistula, Plumeria rubra in varietà.
Le tillandsie e le orchidee nella serra vittoriana, il ficus dalle radici aree colonnari, il profumo ed i colori delle tantissime specie rampicanti, tra tutte Mandevilla suaveolens e tantissime specie di clerodendron  sono alcuni dei tanti punti di interesse del giardino.
Seguendo il racconto del percorso emozionale che ha portato l’artista a progettare ogni singolo angolo del luogo,  si incontrano le rappresentazioni dei quattro elementi della natura: aria, acqua, terra e fuoco (raffigurato con ampie macchie di iresine dal fogliame fiammeggiante).
Il parco ospita numerose installazioni artistiche realizzate non solo dalla stessa Pezzino de Geronimo che, con i suoi lavori, ha partecipato ad esposizioni prestigiose, tra cui nel 2022 alla Biennale di Venezia, con una serie di tele dal titolo “Caos liquido”, ma anche da tanti amici artisti che ispirati dal luogo hanno donato opere scegliendone la giusta collocazione nel parco.
Il giardino ha annesso  un vivaio e produce ortaggi biologici che sono messi in vendita al pubblico; il parco botanico è luogo di incontri didattici con le scuole ma anche di eventi e cerimonie.
Per chi volesse approfondire la genesi del giardino, Rossella Pezzino de Geronimo ha raccontato in forma di romanzo la sua vita nel libro da poco edito da Calibano Editore dal titolo "Le stanze in fiore".
Leggendolo si comprende la forza d’animo e la caparbietà di questa donna che tra le tante, incredibili esperienze vissute, tre anni fa, all’età di 72 si è cimentata con successo nella traversata a nuoto dello stretto di Messina;  e non vi dico altro, non vi dico.

Le stanze in fiore, orari e contatti: qui




giovedì 2 maggio 2024

Il Giardino di Villa Tasca a Palermo

"Quod quaeris intus adest"
 dentro c'è tutto ciò che tu desideri
Chi va a Palermo e non passa da Monreale
parte sceccu e torna maiale
Un tipico nonsense palermitano per dire, a ragione, che è indispensabile andare a visitare Monreale ed il suo Duomo dopo avere esplorato Palermo; in realtà io, ieri, sono stata a Palermo e non sono andata a Monreale ma sono tornata a casa  non del tutto maiale perché mi sono fermata a Mezzo Monreale, oggi Corso Calatafimi, nel luogo dove ha sede il Parco di Villa Tasca, uno dei giardini storici più belli tra i tanti presenti a Palermo.
L’intera proprietà della famiglia Mastrogiovanni Tasca-Lanza estesa, oggi, otto ettari degli ottanta che caratterizzavano il possedimento in origine, pur essendo attualmente sovrastata e circondata da alti condomini rimane un importante polmone verde per questa zona della città che ne è priva e la cui fruizione può avvenire a diversi livelli: uno di interesse storico, culturale e scientifico che riguarda il giardino che attornia la dimora della Famiglia Tasca, un giardino che ha subito variazioni dalle sue origini seicentesche ad oggi ma  nel quale si è riusciti a mantenere  inalterati i canoni stilistici del giardino romantico realizzato dal Conte Lucio Tasca e da sua moglie Beatrice Lanza a partire dal 1855, con l’introduzione di specie esotiche tropicali e sub tropicali rare.
L’altro interesse è di tipo ludico, legato al relax ed al gioco all’aria aperta per le famiglie  palermitane che, a modico prezzo (ingresso giornaliero euro 4,50 ad adulto, con possibilità di abbonamento annuale a 15 euro; bambini gratis), possono usufruire di una grande area verde esterna al giardino storico, ubicata nella zona un tempo adibita a parco agricolo ed in seguito a vivaio, che oggi presenta ampi spazi a prato, giochi per i bambini, suppellettili di vario tipo a disposizione (tavoli, sedie, amache, sdraio , ombrelloni), servizio ristorazione e bar, il tutto tra la frescura di piante ornamentali (ceibe, melie, palme, lecci, platani, frassini) e piante di utilità come mandarini, gelsi bianchi, nespole del Giappone.
In un prossimo futuro, inoltre, secondo i progetti dell’attuale proprietario, Giuseppe Lanza e di sua moglie Luisa Mainardi, il Parco Villa Tasca si arricchirà di un labirinto, esteso 5000mq, di piante eduli molte delle quali proprie della tradizione culinaria siciliana.
Il giardino storico
Il Parco di Villa Tasca ha storicamente un notevole interesse perché presente nelle cronache e nei resoconti d’epoca sin dal 1580, anno della sua acquisizione da parte del Barone di Montefranco; il Parco ha mantenuto nei secoli il caratteri di luogo ameno essendo inizialmente una tenuta di caccia con annessa casina per divenire poi, alla fine del 700, una volta giunta in dote al Principe di Trabia e Duca di Camastra, un luogo agreste di svago e divertimento dove festeggiare, ad esempio, le corse di cavalli che avevano luogo lungo lo stradone di Mezzomonreale. 
La fisionomia che la villa ed il giardino avevano alla fine del 700 ci è stata tramandata da una pittura ad olio custodita all’interno della villa che ritrae la casina, il viale alberato di accesso ed un parterre all’italiana diviso in sei riquadri, con fontane a zampilli.
Di questa versione del giardino però non ne è rimasta traccia per i rimaneggiamenti effettuati a partire dalla prima metà dell’Ottocento da Giuseppe Lanza Branciforte principe di Trabia  che cambia destinazione alla proprietà riconvertendo il bosco in modo produttivo, inserendo piante di interesse agrario quali agrumeti, frutteti, vite con la produzione di ottimo vino e vivai di vite americana per contrastare il flagello della fillossera, sommacco, allevamento dei bachi da seta, api ed altre specie di utilità.
Anche il giardino cambia aspetto quando nel 1855 la villa passa in dote alla figlia Donna Beatrice che sposa Lucio Mastrogiovanni Tasca e Nicolosi che acquisirà alle nozze  dalla moglie, il titolo di conte D’Almerita. 
Si interviene eliminando il giardino formale all’italiana per fare spazio ad un giardino di acclimatazione di specie esotiche essendo Lucio Tasca il primo vice presidente della Società di Acclimatazione e Agricoltura del Consorzio Agrario delle Province Siciliane: araucarie, palme, yucche, dracene, cycas, bambù, strelitzie, euforbie, ed altre succulente vengono disposte, nello spazio antistante la villa, in aiuole ad andamento sinuoso che contornano un piccolo laghetto dando vita ad un giardino irregolare dove l’ interesse è dato dalla rarità delle singole specie acquisite come in un gioco al rialzo in continua competizione con l’Orto Botanico di Palermo. 
Completano il giardino elementi architettonici come collinette artificiali, sedili, vasche, statue e per gli esemplari da acclimatare più delicati viene costruita una serra in legno e vetro.
Nel 1870 il giardino si amplia con l’acquisizione di un terreno attiguo dove viene realizzato, secondo il gusto dell’epoca, un impianto di ispirazione romantica che comprende essenzialmente tre nuove zone: il lago dei cigni contornato da una vegetazione fitta e incombente di bambù nigra (Phyllostachys nigra) e per sottobosco monstera e chamaedoree.
Su una piccola isola vi era una colonna in marmo con una croce in cima circondata da cipressi ed un tempietto,  oggi al loro posto, sulla riva del lago campeggia un grande esemplare di Ficus macrophilla subsp. columnaris le cui radici aeree, riflettendosi sull’acqua, accentuano la drammaticità del luogo.

Francesco Lojacono, Giardino di Villa Tasca 1895-1905, olio su tela
Nel laghetto, dai bordi frastagliati e coperti di acanto,  nuotano ancora oggi dei cigni chiamati Tristano ed Isotta i cui nomi si tramandano di coppia in coppia a ricordare il soggiorno di Wagner in Villa nel periodo della sua permanenza a Palermo (1881-1882). 
Di fronte al lago si estendeva una zona pianeggiante fittamente coltivata alla cui estremità era disposto un tempietto ad ospitare il busto del fondatore del parco, Conte Lucio ed infine fu realizzata la cosiddetta collinetta esotica con in cima un gazebo in ghisa, giochi d’acqua e grottaglie usate nei giorni di grande caldo come stanze dello scirocco.
Oggi il giardino e la villa sono estremamente curati con gruppi scultorei di palme ed araucarie di grande effetto scenografico. Le araucarie in particolare sono esemplari secolari (Araucaria heterophilla; Araucaria columnaris), probabilmente tra i primi esemplari ad essere introdotti in Europa dal nord e dal sud America appena pochi anni dopo che in Inghilterra.
Imponenti i gruppi di Cycas revoluta femmina che si trovano nel giardino informale a cui fa da contraltare un esemplare di cycas maschio, posto solitario al centro di un’aiuola
Molto scenografici gli esemplari di Dracaena draco, Yucca, Euphorbia candelabrum sparsi nel parco. 
Rispetto ai ricordi di una mia visita al giardino di oltre trent’anni fa, quando lo spazio esterno alla Villa era occupato da un vivaio, oggi in ossequio al turismo cosmopolita,  visto che la villa viene affittata a danarosi committenti (soprattutto americani dopo la visione della seconda serie della dark comedy The White Lotus, girata in villa ), parte del laghetto presente nel giardino informale è stato trasformato in una scenografica piscina.
L’interno della villa, che è visitabile e presenta arredi originari della fine del Settecento con pitture agresti e pavimenti  maiolicati praticamente intatti, non ha l’aspetto di una villa- museo ma di una casa vissuta, con gradevoli composizioni di fiori e foglie su ogni tavolo delle diverse stanze e molte foto che raccontano il soggiorno in villa di tante personalità del passato.
La casa ha un aspetto vissuto, familiare perché gli attuali proprietari vi abitano ancora, essendosi riservati ad uso esclusivo l’ultimo piano, un tempo abitato dalla servitù.
Parco di Villa Tasca
Di come sia nata l’idea di realizzare un parco urbano nella vasta area che attornia il giardino storico lo raccontano direttamente le parole dell’attuale proprietario Giuseppe Tasca che è agronomo ed ha un progetto di fruizione del Parco che condivide pienamente  con la moglie Luisa.
 “ Mi sono laureato in Agraria pensando di dedicarmi alla produzione del vino nelle tenute vitivinicole di famiglia ma nel 2019 mio padre decide di dividere il patrimonio tra noi figli lasciando la cantina a mio fratello ed attribuendo a me la villa di famiglia. Ho cominciato a pensare insieme a mia moglie Luisa, quale poteva essere il senso attuale di villa Tasca, come farla rimanere antica e fascinosa senza trasformarla in una cosa vecchia, senza nessun legame con il presente; ci venne l’idea di farne un parco urbano utilizzando la parte esterna al giardino storico, con mio padre che ci diceva: "ma voi siete pazzi, qua ci assaliranno, ci sarà immondizia, ci saranno furti ed il costo di un abbonamento a 10 euro l’anno è ancora più da pazzi, noi non abbiamo mai venduto niente per così poco". 
Secondo noi, invece, non era più il momento di essere esclusivi rimanendo chiusi nel nostro mondo, dovevamo aprire il parco alla città mettendo semplici regole di fruizione per dare a tutte le persone che ci sarebbero venute a trovare un ambiente verde, curato, come tanti posti visti in giro per l' Europa ma che mancava a Palermo. Così, nell’estate del 2020, in pieno lockdown è partito il Progetto “Parco Villa Tasca” cercando di proporre un modello di comportamento  uomo -natura che fosse rispettoso dell’ambiente,  bilanciando la presenza umana con un aumento della biodiversità; dall’ultimo censimento faunistico abbiamo rilevato la presenza di 42 specie di uccelli stanziali ed addirittura 5 specie diverse di pipistrelli che indicano uno buono stato di salute dell’ambiente circostante. Abbiamo poi deciso di aprire anche la casa alle visite guidate ed affittare gli ambienti del piano nobile per soggiorni in villa. Non neghiamo di avere propositi ambiziosi: vogliamo diventare il giardino più visitato nel Sud Italia dopo la Reggia di Caserta anche se l’obiettivo appare al momento un poco ambizioso ma, a Palermo, per numero di visitatori  siamo già in competizione con l’Orto Botanico che per il  verde è un'Istituzione. Questo è un anno molto difficile, abbiamo molteplici spese e lavori in progress all’interno del parco legati all’esecuzione di un nostro progetto vincitore presentato al bando del Ministero della Cultura che consentirà di recuperare manufatti e sculture presenti nel parco, ripristinare la serra e creare il labirinto della biodiversità. Siamo di corsa e non possiamo fermarci perché abbiamo ancora molto da fare."
Visitando il parco e la villa non si potrà non condividere quanto scritto  dal Duca Branciforte sulle pietre del portale di ingresso:  Quod quaeris intus adest», dentro c'è tutto ciò che tu desideri, come dargli torto.

Visita guidata del parco e della Villa effettuata in data 27 aprile 2024
Bibliografia
  • Convegno internazionale Palermo 14-17 aprile 1984, Il Giardino come labirinto della storia
  • Luisa Mainardi, Un Angolo di Paradiso, Villa Tasca a Palermo, Il Giardino Fiorito n. 3 , 1991
  • L'Isola del sole, Architettura dei giardini in Sicilia, Electa,1994
  • Salvatore Requirez, Le Ville di Palermo Flaccovio editore,1996

lunedì 18 maggio 2020

Radicepura Garden Festival 2021

Pensando al Futuro
 
Che bello, in questo periodo di distanziamento sociale, sapere che c’è qualcuno che pensa già a programmare eventi, incontri, convegni culturali in un orizzonte temporale non immediato ma tale da farci ben sperare in un futuro ritorno alla normalità. Ed è, con uno sguardo speranzoso al futuro, che ho ricevuto con vero piacere  la comunicazione dell’avvio della fase organizzativa della Terza edizione del Radicepura Garden Festival che si terrà nella primavera del 2021 in Sicilia. 
Radicepura è un Parco Botanico che ha sede a Giarre, poco distante da Catania e da Taormina, in una posizione invidiabile che guarda l’Etna avendo il mare alle spalle; un parco esteso cinque ettari e con una vegetazione peculiare di quest’area siciliana dove le specie esotiche dalla crescita esuberante si mescolano alle essenze spontanee tipiche dell'ambiente mediterraneo. Il parco è sede delle attività della Fondazione omonima che fa capo alla Famiglia Faro che gestisce una delle più grandi aziende florovivaistiche che operano in tutto il Mediterraneo.
A Radicepura, all’interno di una super serra tecnologica che svolge il ruolo di struttura congressuale e nel parco botanico intorno, si organizzano eventi, convegni ed attività culturali ma anche workshop hobbistici e itinerari botanici in un contesto paesaggistico di grande interesse per chiunque sia appassionato del verde mediterraneo e dei giardini che ne sono espressione.
In questo luogo così particolare viene organizzato, e siamo già alla terza edizione, il Radicepura Garden Festival, un Evento internazionale di Garden Designer che con cadenza biennale, sotto la regia di una giuria presieduta dalla garden designer Sarah Eberle,  esamina i  progetti presentati, nell’ambito di un Concorso Internazionale, da giovani garden designer, architetti ed agronomi under 36 e li valuta in rapporto alla loro attinenza al tema ispiratore delle diverse edizioni e alla loro fattibilità.
Se il primo anno si parlava di Essenza Mediterranea per interpretare ed esaltare il clima e la vegetazione di questo felice angolo di Sicilia,   nella seconda edizione il filo conduttore guardava ai Giardini Produttivi e alla tante declinazioni possibili del termine.

Ogni progettista vincitore (erano dieci in ogni precedente edizione) a conclusione della selezione ha avuto modo di mettere in pratica la propria idea progettuale realizzando un’installazione in un’aria dedicata del parco, con l’assistenza dello staff organizzativo del Festival ed utilizzando esemplari vegetali scelti nel vasto assortimento vivaistico prodotto dai Vivai Faro.
In ogni edizione ai giardini dei progettisti junior si sono affiancate più estese  realizzazioni di progettisti senior, vere star del Garden Designer come James Basson, Michael Péna, Stefano Passerotti per la prima edizione e Antonio Perazzi e Andy Sturgeon per la seconda.
Ai giardini  veri e propri si sono affiancate, inoltre, Installazione stabili come Anamorphose di Francois Abélanet che con le sue nitide geometrie vegetali è diventata il simbolo del Festival.
Il Parco, aperto durante tutto l’anno con limitazioni di orario o parziali chiusure in base alla contingenza,  in occasione del Festival apre al pubblico  dal 25 aprile  per chiudere i battenti a fine ottobre promuovendo, nei mesi di apertura, una fitta programmazione di eventi artistici e botanici che rendono il periodo in questione elettrizzante per chiunque abbia la passione del verde ornamentale.
Trentamila presenze per la prima edizione e trentacinquemila per la seconda sono numeri che hanno decretato un vero successo per questa iniziativa che di edizione in edizione si fa più bella e ricca di proposte.
 
Il Concorso 2021 si baserà sul tema “Giardini per il Futuro” per declinare quella che potrà essere la sostenibilità e la funzione del giardino nei prossimi anni. E’ già stato indetto il concorso di idee per selezionare sette nuovi giardini presentati da singoli progettisti under 36 o da team multidisciplinari, all’interno dei quali un tutor potrà avere un’età superiore a quella richiesta e a tal proposito, tra le sette da selezionare, una installazione sarà riservata ad un progetto presentato da  professionisti over 36. I giardini potranno avere qualunque forma ma le dimensioni dovranno essere comprese tra un minimo di 30 mq e un massimo di 50 mq e dovranno essere fruibili dai visitatori. Il Budget di spesa a disposizione per ogni istallazione è di 10.000€ suddiviso in 5.000€ in materiali di realizzazione e 5.000€ in piante. Sarà possibile includere degli sponsor per la realizzazione del giardino. La partecipazione al Concorso è gratuita e la scadenza del bando è fissata per il 30 novembre 2020.

 
Bando del Concorso qui :


Io già pregusto una nuova futura stagione felice, esente da coronavirus e intensa per le innumerevoli iniziative che saranno correlate al Festival che di certo mi faranno dimenticare l' angosciante  reclusione di questa triste primavera.
 
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