mercoledì 17 giugno 2015

Grewia occidentalis, un arbusto dal nome molesto

Ho incontrato per la prima volta questo gradevole arbusto africano qualche anno fa a Linosa; era coltivato in vaso nel giardino di Giusi, una signora appassionata di piante che nell’isola ha un piccolo ma curatissimo angolo fiorito, pieno di curiosità botaniche.  
Tra un Pachypodium comprato in vaso e diventato albero una volta piantato in terra ed un pergolato di aristolochia dai grandi fiori pendenti come fanali di vecchie carrozze; tra fiori di ibisco dal formato gigante e grandi esemplari di spinosissime Euphorbie milii , c’era un vaso con una pianta che non conoscevo.
“Questa pianta è una grevia”, mi fa Giusi indicando un piccolo arbusto dalla fitta vegetazione di foglie lucenti, punteggiato da fiori colore malva; a sentire la parola grevia rimasi imparpagliata; “Perchè dici che questa pianta è grevia? Cosa ha di così tanto fastidioso ?” E si perché per noi siciliani il termine grevio, da cui anche l’atteggiamento detto grevianza, è un fare scostante, antipatico, insultante quando viene  attribuito ad adulti (botta di grevianza);  se riferito ai bambini è, invece, quel frignare continuato e molesto, senza motivo, che ti fa uscire dai gangheri; il termine grevio d’altra parte deriva dritto, dritto dal latino e significa grevium= greve, pesante, noioso, insultante e chi più ne ha più ne metta. E cosa poteva avere di così antipatico e molesto questa pianta così graziosamente fiorita? Niente, ovviamente;  il fatto era che  la grevia in questione aveva una doppia w al posto della v normale essendo specie denominata Grewia occidentalis; niente a che vedere dunque con la grevianza sicula ma con Nehemiah Grew, botanico inglese della metà del settecento a cui la specie fu dedicata da Linneo nel 1753. 
Una volta a casa ho cercato di reperire informazioni sulla specie che è egregiamente descritta su siti francesi ed inglesi ma quasi del tutto sconosciuta in Italia. In seguito ho avuto ancora modo di incontrarla all’Orto Botanico di Catania e a Calatabiano al vivaio di Laura e Giampietro dove di grevia ce n’è una siepe a ridosso di un muro di confine. Perché questa presenza così sparuta? Non me lo spiego perché Grewia occidentalis è un arbusto di origine sud africana che ha prerogative  di gradevolezza estetica ed adattabilità climatica tali da potere essere coltivata con soddisfazione nei giardini delle calde terre della penisola.

Generalità
Grewia occidentalis è una malvacea originaria delle regioni meridionali dell’Africa che si presenta, in natura come un piccolo arbusto molto ramificato e compatto, dal fogliame semi persistente, che può raggiungere i tre metri d’altezza e che vive in ambienti climatici eterogenei sia aridi che soggetti a gelate come le foreste afro montane. 
 
Ha foglie semplici, coriacee, lucide, dal margine ondulato o dentato e di un colore verde intenso; una tenue pelosità  è presente sulla pagina inferiore della foglia e sui giovani rami. In estate compaiono i fiori di forma stellata, solitari o riuniti in piccole infiorescenze ascellari; hanno un delicato colore rosa mauve con un ciuffo centrale di filamenti viola ed antere gialle (gli inglesi chiamano la grevia: lavender starflower ) e, pur privi di odore, attirano farfalle e altri insetti impollinatori.
I frutti sono bacche unite a formare quattro lobi da cui il nome di crossberry, bacca a incrocio; sono di colore bruno rossastri, persistenti a lungo sulla pianta e molto appetiti dagli uccelli. Da alcune popolazioni africane sono consumati localmente sia allo stato fresco che fermentati, utilizzati per preparare una birra tradizionale o  mescolati con latte di capra per fare yogurt alla frutta.

Sito immagine
Molti siti riferiscono che i semi hanno bisogno di passare attraverso l’intestino di una scimmia per potere germinare ma, in realtà, i semi germinano abbastanza facilmente anche se non si ha una scimmia a disposizione.
In giardino la grevia tollera di tutto, dalla siccità al gelo, dalla luce diretta alla mezz’ombra. Ha un apparato radicale non troppo approfondito che la rende adatta alla coltivazione in vaso  e come bonsai o in piena terra in prossimità di muri di recinzione o confini. L’utilizzo ideale in giardino è per realizzare siepi o come cespuglio isolato ma  i rami si possono portare pure verso l'alto; trovandole un posto riparato sarà dimora perfetta per uccellini e piccola fauna selvatica alla ricerca di un posto intricato dove riparare.

Dove trovarla: Tropicamente

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