domenica 5 maggio 2013

Paeonia in Sicilia, mascula è!


E’ una cosa che non riesco proprio a digerire e che in fondo mi fa indispettire del perché la peonia spontanea dei nostri boschi, così romantica, delicata e rara, la specie che sono andata in questi giorni a ritrovare per poterla fotografare, costatando con soddisfazione che la consistenza della popolazione sui Nebrodi, in Sicilia, è ancora rilevante, sia stata definita prima da Linneo e poi anche da Miller, botanico scozzese, Paeonia mascula.
Che avrà a che fare con i maschi questa deliziosa erbacea, regina dei boschi che in primavera punteggia di rosso o di rosato il rado sottobosco di querce? Scartabello sui libri e scopro informazioni ancora più indisponenti; la peonia che si ritrova nei boschi siciliani non solo  è “Paeonia mascula”, ma, addirittura, viene  classificata come Paeonia mascula subsp. mascula, avvalorando il più trito cliché isolano. Nella mia ricerca del perché la peonia spontanea sia maschio, scopro e me ne consolo, che agli albori della botanica, accanto al maschio, c’era anche una peonia femmina. Nel Dizionario overo Trattato Universale delle droghe semplici scritta in francese dal signor Lemery del 1737 così è scritto a pag 253:
 
Peonia è una pianta di cui v’ha due spezie principali, l’una chiamata Peonia maschio e l’altra Peonia femmina. La prima.. getta fusti all’altezza di due o tre piedi, un poco rossicci, divisi in alcuni rami; le sue foglie sono larghe, composte di molte altre foglie quasi simili a quelle del Noce ma più larghe e più grosse, verdi brune rilucenti ricoperte sulla schiena d’un poco di lana.. Nascono i suoi fiori nelle cime dei fusti, grandi, con molte foglie disposte in rosa di colore qualche volta porporino, qualche volta incarnato, sostenuti da un calice con cinque foglie. Passato questo fiore gli succede un frutto composto da molti cornetti bianchi lanuginosi rilucenti, capovolti i quali si aprono maturando e lasciano vedere dei semi grossi quasi rotondi rossi sul principio indi neri. Le sue radici sono formate da navoni grossi come il pollice e alle volte più grosse. La Peonia femmina è divisa in due specie, la prima è chiamata Peonia communis vel feminina. I suoi fusti crescono alti ma non diventano grossi; le sue foglie sono tagliate di colore verde smorto di sopra bianchiccie e un poco vellutate di sotto; i suoi fiori sono simili a quelli della Peonia maschio ma meno grandi, di colore rosso. Succedono loro altresì de’ frutti ripieni di semi come nell’altra specie; le su radici sono dei bernoccoli o navoni attaccati a fibre, come nell’Asfodelo. La seconda specie di Peonia femmina è chiamata Peonia femina altera Tournef. Ella assomiglia tanto alla Peonia maschio quanto alla femmina; le sue foglie sono simili a quelle della Peonia maschio ma sono più lunghe e più strette; i suoi fiori sono composti di sette o nove gran foglie disposte in rosa come nelle spezie precedenti di colore rosso carico....
La peonia, dunque, specie erbacea perenne a foglia caduca con radici tuberose e fiori solitari portati in cima al fusto erbaceo, era considerata sino al XVIII secolo un’erba medicinale molto comune della quale era prevalentemente utilizzata la radice rizomatosa per ottenere medicamenti antispasmodici utili contro epilessia, convulsioni, spasmi intestinali, disturbi mestruali e post parto. Si riteneva, in genere, che la peonia maschio, caratterizzata da una colorazione rossastra degli steli fiorali e da maggiore sviluppo vegetativo, con grosse radici rizomatose, fosse molto più efficace, dal punto di vista medico, rispetto al cosiddetto tipo femminile.
Tale distinzione botanica scompare con Linneo che individua le diversità dei tipi come semplici caratteri varietali di una stessa entità botanica, scegliendo l'entità  maschile come specie tipo. La sistematica moderna della specie è complessa e individua come specie di maggiore diffusione in Italia Paeonia officinalis, con numerose sottospecie; in Sicilia invece, mi duole doverlo ammettere, l’unica specie di peonia spontanea presente nei boschi dell’isola..., mascula è.

 

4 commenti:

  1. Bellissimo e simpatico post, cara Marcella, vengo da te dopo aver letto il tuo commento nel nostro blog, il Furighedda gardening. Anche da noi in Sardegna esiste la Paeonia mascula, nella zona del Nuorese, come anche la Peonia moorisi e la coriacea, di colore meno intenso. Lieta di averti conosciuto, ripasserò volentieri da queste parti, ciao!

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    1. Seguo da tempo il vostro blog pieno di personalità ed interesse. Una proposta assai riuscita nel panorama dei blog

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  2. Grazie del tuo commento sul blog Furighedda e grazie soprattutto del link al tuo blog, che è davvero molto interessante.
    Dopo aver chiarito le somiglianze e le differenze tra la peonia mascula e quella femmina, forse puoi aiutarmi a capire il perchè delle molteplici denominazioni delle peonie selvatiche. Ad esempio, nel 'sacro testo' dedicato alla Flora del Carso, quello di Renato Mezzena (1965) la peonia selvatica del Carso è definita peregrina, mentre in altri testi, più recenti, trovo la denominazione officinalis.
    Lo stesso Mezzena, parlando dela peonia maschio che si trova, seppur raramente, anche in certe località del Carso, la definisce paeonia corallina. Io non ci capisco niente...

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    1. Ciao e piacere di conoscerti; si hai ragione la sistematica è diventata una gran confusione ed è veramente difficile barcamenarsi. Io ho però un faro, una guida che è il sito Grin taxonomy for plants (http://www.ars-grin.gov/cgi-bin/npgs/html/tax_search.pl) che in modo univoco da la nomenclatura scientifica oggi accettata con tutti i sinonimi. Così ad esempio Paeonia corallina è un sinonimo di Paeonia mascula subsp. mascula e Paeonia peregrina è sinonimo di Paeonia officinalis. Per la paeonia dei nebrodi ho seguito le indicazioni riportate nel testo di Girolamo Giardina:Conoscere le piante dei nebrodi e se ho ancora qualche dubbio da fugare interpello il Gruppo FB Flora spontanea siciliana. A risentirci

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