Tra le diverse specie di agrumi giunte in Europa dal lontano Oriente, il cedro è la specie che, nonostante l'attuale limitata diffusione, vanta la più antica ed illustre tradizione. Infatti i grandi frutti del cedro, simili al limone ma dalla buccia spessa e profumata, erano noti in Europa già diversi secoli prima della nascita di Cristo al contrario dell'arancio dolce, ad esempio, introdotto in Italia dai portoghesi solo alla fine del XV secolo. La zona di provenienza delle specie, sebbene ancora non definitivamente accertata, sembra essere la regione Himalayana, è comunque certa la sua antica presenza in Persia essendo il cedro noto agli antichi come melo persico o medico (da cui il binomio botanico Citrus medica).
Introdotto in Italia, al seguito delle comunità ebraiche fu apprezzato anche dai romani che ritenevano, tuttavia, il frutto non commestibile e suggerivano una sua utilizzazione come frutto della salute, antidoto ad ogni veleno. Con il limone ha in comune il colore e la forma dei frutti che sono però di grosse dimensioni, tanto che in alcune varietà il peso può raggiungere alcuni chilogrammi. L'elemento caratteristico del frutto e' la buccia grossa e generalmente bitorzoluta, cosparsa di numerose ghiandole oleifere che emanano una spiccata fragranza di limone. Sotto la buccia, l'albedo, molto spesso e di colore bianco, è commestibile e viene mangiato insieme alla polpa per stemperare la caratteristica acidità.
