mercoledì 23 maggio 2012

Melia azedarach: un albero "fronte mare"

Specie resistente alla salsedine


Domanda: Ho una casa per le vacanze con un piccolo spazio verde che si affaccia sul lungomare di una località balneare siciliana. Vi trascorro essenzialmente l’estate ed è in questa stagione che sento la necessità di avere, nel mio piccolo giardino, un albero di non grandi dimensioni, capace di fare ombra e rendere gradevole il soggiorno all’aperto. Quando ho acquistato la casa, in giardino c’era già un albero d’olivo che, tuttavia, ho dovuto estirpare essendo allergico alla sua fioritura. Volendo trovare una valida soluzione, che specie mi consiglia di utilizzare che sia resistere alla salsedine e  non provochi fenomeni di allergia?

Risposta: Dopo anni di osservazione sul campo ho potuto constatare che il numero di specie arboree, utilizzabili nei giardini dislocati lungo le coste, non sono molte e lo dimostra l’esiguo numero di specie arboree impiegate dalle amministrazioni comunali per la sistemare a verde delle aree pubbliche affacciate sul mare: palme, tamerici, oleandri, e su grandi superfici, ficus, phitolacca, chorisie, erythrine ma anche lecci e olivi. 
Messina: lungomare con ficus e palme
Tra tutte le specie primeggiano comunque le palme che pur avendo, nel corso dell’inverno, le foglie spesso bruciate dal vento e dal sale, con l’emissione di nuove foglie e la potatura delle vecchie riacquistano in estate un aspetto gradevole. A causa del punteruolo rosso, tuttavia, l’utilizzo delle palme è stato fortemente ridimensionato.  Il verde delle zone marine non è, dunque, di facile  progettare sia per il vento che spira costantemente in una direzione, conferendo alla piante un antiestetico effetto “bandiera”, sia per l’elevato contenuto di salsedine delle goccioline d'acqua trasportate dal vento che risulta tossico per le foglie di molte piante; esse vengono letteralmente bruciate  dal sale che determina necrosi dei tessuti   con conseguente morte e caduta precoce delle foglie.

Fra le specie arboree di medio sviluppo, di aspetto gradevole ed ottima resistenza al vento e alla salsedine, mi sentirei, tuttavia,  di consigliarle Melia azedarach una specie proveniente dall’Asia che si è assai bene integrata nel  contesto climatico mediterraneo.
Melia azedarach

E’ una specie che ama gli ambienti caldi e molto luminosi prediligendo esposizioni fortemente soleggiate. Lasciato crescere, è un albero a fronda leggera che raggiunge i dieci metri d’altezza ma che può essere facilmente potato con forme di allevamento a sviluppo più contenuto. E’ specie che perde le foglie in inverno ed è questo uno dei motivi della sua resistenza alla salsedine. Alla ripresa vegetativa compaiono le foglie pennate, composte da numerose foglioline a margine dentato, molto simili a quelle del frassino da cui il nome generico di Melia (frassino, appunto).
I fiori compaiono all’inizio dell’estate e sono di colore lilla pallido, a cinque petali e con la parte centrale del fiore, che contiene gli stami, di colore viola scuro.
Fiori di Melia Azedarach
Ai fiori, riuniti in grandi pannocchie, seguono frutti tondeggianti, di colore giallo pallido che perdurano tutto l'inverno sulla pianta. Sono drupe la cui polpa, dall’odore sgradevole, contiene un seme naturalmente cavo al centro. Questa particolarità fa si che i semi della melia siano stati tradizionalmente utilizzati come grani dei rosari.
Frutti di Melia azedarach
Le foglie manifestano un effetto repellente nei confronti di api ed insetti consentendo un tranquillo soggiorno in giardino le sere d'estate.  Non risultano a carico della Melia particolari notazioni per chi soffre di allergie, tuttavia, essendo la pianta velenosa in ogni sua parte, molti siti ne indicano una potenziale pericolosità per i gatti.

14 commenti:

  1. ciao Marcella
    proprio qui a Celle Ligure, fronte mare, in un bel giardino troneggia un vecchio albero di Melia. Sta molto bene e i suoi bei semi sono molto decorativi!
    simonetta

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    1. Ciao Simonetta, grazie per esserti unita ai miei pochi, "preziosi" e per me speciali amici di blog. La Melia è un albero strano, per qualcuno è considerato come l'ailanto, una erbaccia invasiva. A me piace ed incuriosisce; ho passato del tempo a spolpare delle piccole drupe di Melia per vedere se i semi, come dicono, sono bucati al centro ed effettivamente tutto corrisponde come riportato in letteratura: polpa di odore sgradevolissimo, seme con un foro lungitudinale dove è possibile infilare un ago.Ciao e a presto

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    2. Se avessi avuto questo post quando c'era quella spugna del commissario Rosalba Scialla! Tentai di farle capire che le piante, ficcate nella sabbia salsa e senza irrigazione, per solito, muoiono.
      Macchè.
      Ora invece le ammazza direttamente l'amministrazione comunale con le potature.
      E alla via così.
      Evviva la Melia!

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    3. L’amministrazione comunale di Catania ha voluto mettere la Melia sul lungomare al posto della Phoenix decimata dal punteruolo; questa saggia decisione, tuttavia, è stata contestata da qualche pseudo esperto collega appoggiato da associazione di cittadini più o meno ecologisti, oltranzisti che attribuiscono alla Melia chissà quali calamità (veleno, puzza, macchia) e proponendo al suo posto la purezza del “mediterraneo doc”: il leccio. Si può essere razzisti anche in campo vegetale.

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  2. salve, all'orto botanico raccolsi dei semi di melia, provai a seminarli ma non è mai nato niente, sapresti dirmi come dovrei procedere per aver successo?
    grazie ;-)

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    1. Ho provato anche io questo autunno a mettere in qualche vaso semi di melia ed al momento tutto tace; si potrebbe provare ad ammorbidire i semi lasciandoli a mollo in acqua tiepida per due giorni ed effettuare semine nel periodo caldo dell’anno ma si tratta di accorgimenti validi in generale che per la melia non ho collaudato.

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  3. Sinceramente io ho messo i semi in vaso ad aprile e adesso ho delle piantine alte cinque centimetri circa

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    1. Bene! Mi confermi che sono proprio un "pollice nero"!!

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  4. Abito in Sardegna sulla costa e ho un giovane albero di melia in giardino. Nato un po' per caso, ora sembra un bellissimo albero di un giardino giapponese. Quest'anno però le foglie (e le infiorescenze) si sono sviluppate solo alla fine dei lunghi rami, quindi ho pensato che avrei dovuto potarlo magari nel periodo invernale. Mi sapete dire qualcosa sul tipo di potatura, e il periodo in cui va effettuata?

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  5. Il periodo di potatura è senza dubbio invernale quando la pianta avrà perso completamente le foglie; ho visto piante di Melia potate come si fa per gli olivi, facendo crescere la nuova vegetazione verso il basso, ma ti confesserò che la pianta non potata, anche se ha rami un poco spogli, ha nel complesso un aspetto più aggraziato e leggero

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  6. Anonimo . 8 maggio 2016
    I semi della Melia devono essere interrati in primavera, è cio' che ho fatto io ed ora ho un bell'alberello alto circa m. 1,80, Grazie a voi ho scoperto che sopporta bene i venti marini e la salsedine per cui, dato che è in un vaso, lo trapianterò al mare

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  7. Grazie per il contributo alla discussione, più esperienze ci raccontiamo più successi in campo vegetale avremo...

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  8. Ciao vorrei sapere che tipo di radici ha la melia, se potrebbe essere pericolosa x le fondamenta della casa o dei muri di recinzione. Grazie

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    1. Per dare una risposta da "esperto" ho consultato Antimo Palumbo, cultore degli alberi, giornalista, amministratore del blog Adea amici degli alberi che a proposito del quesito posto mi ha scritto quanto segue: la Melia è un albero dalla crescita miracolosa (ha però vita breve) in pochi anni riesce a produrre un tronco molto grande e ha anche un sistema radicale molto invasivo..... dunque non è pianta da tenere a ridosso di muri di recinzione o caseggiati.

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