mercoledì 4 luglio 2012

Chamaerops humilis, una palma spontanea del Mediterraneo

Tratto da: L' Orto Botanico di Palermo, Dharba Editrice, Palermo


Chamaerops humilis, detta anche “Palma di San Pietro” o “palma nana” è l’unica palma che cresce spontanea lungo le coste della zona centrale ed occidentale del Mediterraneo sia sul versante africano che su quello europeo. Allo stato spontaneo lo sviluppo della specie è sempre in forma di cespuglio, con una crescita molto lenta ed un'altezza dello stipite  che al massimo raggiunge i due metri, negli esemplari più imponenti. Il nome del genere Chamaerops, proprio per questo, in greco vuole dire “ basso cespuglio o ancora palma “gettata per terra”.
Chamaerops humilis alla Riserva dello Zingaro  (Tp)
La specie ha un fusto normalmente eretto talvolta contorto, senza ramificazioni e quando le ramificazioni sono presenti partono sempre dalla base. Le foglie riunite in ciuffo nella parte terminale degli stipiti sono palmate, persistenti e portate da un picciolo lungo circa 70 cm, legnoso ed armato di spine ad uncino sui lati esterni. La lamina (larga fino a 45 cm.) è divisa in segmenti lineari che le conferiscono l’aspetto di un ventaglio. Le foglie sono state utilizzate tradizionalmente dalle popolazioni contadine mediterranee per realizzare semplici manufatti ma particolarmente per produrre il “crine vegetale”, prodotto largamente utilizzato come materiale da imbottitura, il famoso doum delle popolazioni arabe. in Sicilia, sino agli inizi del 1900 la lavorazione delle foglie di palma alimentava una tradizionale economia contadina; con le foglie della palmetta si realizzavano, infatti, borse, funi, cappelli, ventagli, canestri e soprattutto scope: ogni scopa era formata da più fascetti le cui basi formavano la superficie spazzante. La scopa era completa dopo avere subito la cardatura ed il pareggiamento delle foglie. Le scope ancora oggi sono tradizionalmente prodotte in diverse dimensioni ottenendo così scope vere e proprie che utilizzano più di 800 lacinie (strisce), ci sono poi gli scopini formati da un solo fascetto utilizzati in Sicilia da pittori ed imbianchini come pennellesse e quelli di medie dimensioni (scupazzi) utilizzati dai fornai per pulire i forni dalla farina bruciata.
Sito di reperimento
Le fibre delle Chamaerops sono resistenti al fuoco e ciò garantisce in natura il ricaccio, alle base delle palmette, in aree interessate da incendi.
Chamaerops humilis a Vendicari (Sr)
I fiori a pannocchia sono protetti da spate coriacee colore giallo oro, prodotte alla base delle foglie, e possono essere unisessuali o ermafroditi su piante diverse e sulla stessa pianta. Chamaerops humilis è, infatti, una specie che può subire delle metamorfosi sessuali durante la sua vita; accade infatti, che un esemplare nato come dioico cioè con fiori o solo maschili o solo femminili acquisisca nel corso degli anni i fiori dell’altro sesso. Questo fenomeno impressionò moltissimo Goethe che nel corso del suo Viaggio in Italia nel 1786 ebbe modo di vedere all’Orto botanico di Padova un esemplare di Chamaerops humilis piantato nel 1585 e ne rimase tanto impressionato da formulare, al suo ritorno in patria, la sua intuizione evolutiva nel saggio: La metamorfosi delle piante (1790).
I frutti sono drupe globose eduli e di colore giallo rossastro ma non sono l’unica parte edule della palma. Come scriveva anche Cicerone, un tempo in Sicilia, prima dell'introduzione del frumento, i suoi germogli, il cosiddetto cuore, costituito dall’apice vegetativo posto alla sommità della palma da dove poi si diramano le foglie, veniva mangiato cotto o crudo in insalata (questa usanza persiste ancora in Algeria) e le parti sotterranee venivano mangiate come tali o ridotte in farina.

Come raffigurazione pittorica la palma nana si trova rappresentata nei vasi greci, in bassorilievi di epoca romana e in molti quadri di soggetti religiosi; più recentemente lo stemma araldico del comune di Menfi in provincia di Agrigento è raffigurato da un’aquila romana ad ali aperte ripartita in quattro riquadri in uno dei quali campeggia, su sfondo dorato, una pianta di palma nana.
 

Note colturali
Chamaerops humilis, oltre a ritrovarsi in forma spontanea in alcune aree costiere delle regioni più meridionali, è utilizzata sia diffusamente come specie da giardino adatta a nascondere muri, ornare pendii, formare siepi suggestive o anche, sempre più spesso, come pianta sempreverde in vaso, per il mercato del nord Europa. Oltre che per seme la specie si può riprodurre utilizzando i germogli prodotti alla base della pianta con almeno due o tre foglie.  E’ specie che presenta grande variabilità genetica e dunque sono molte le varietà classificate. Da qualche anno in Sicilia è stata selezionata, da un esemplare spontaneo, la varietà Vulcano, di portamento molto compatto, con steli fogliari corti e foglie  più piccole e glauche. La varietà sembra avere maggiore resistenza al freddo e nel complesso ha i requisiti commerciali per essere apprezzata come pianta in vaso negli ambienti climatici non strettamente mediterranei.
Vivai Faro (Ct)

2 commenti:

  1. Uno dei tuoi molti capolavori.

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    1. Come diceva Topo Gigio: "Cosaaa mi dici maaai!" (Tu lo conosci Topo Gigio?)

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