martedì 12 novembre 2013

Nicola sa fare il sapone e ci spiega come si fa

Ci sono persone che hanno un dono speciale che è quello di sapere tutto fare; sono persone che al solo accennare ad una vaga, fuggevole idea di un oggetto da realizzare già li vedi segare, pensare al colore da usare o alla tecnica a sbalzo da applicare. Nicola è così, un artista che sa coniugare la tecnica antica del saper realizzare oggetti di impiego comune, appresa osservando il lavoro di vecchi artigiani, con l’uso moderno e assai tecnologico di resine, smalti e colle viniliche che impasta, miscela e amalgama insieme creando monili o magnifiche tele, ceramiche artistiche o lampade strane. Nicola , tra l’altro, sa fare il sapone prodotto in modo naturale creando ricette di sua formulazione; fa il sapone insaccato al peperoncino, le barre al cioccolato, il sapone budino o al rosmarino. 
 
 
A scuola lo vedo sempre armeggiare ed è stato difficile farlo fermare ma finalmente tra una ceramica cotta al forno ed una passata di colla da stendere a caldo, tra un calderone da rimescolare ed un alunno da seguire ho potuto finalmente domandare: Nicola, me lo spieghi come si fa il sapone?
Procedimento
Il sapone è un sale ottenuto da una reazione chimica chiamata saponificazione che avviene tra alcuni componenti presenti nelle sostanze grasse di origine sia animale che vegetale (acidi grassi) e determinate sostanze alcaline come l’idrossido di sodio (soda caustica) e l’idrossido di potassio. 
Le sostanze grasse di partenza possono essere oli (oliva, cocco, arachidi, palma, ricino) o anche sego e strutto insieme ad altri residui grassi derivati della macellazione degli animali; le sostanze basiche da usare sono diverse in base alla consistenza che vogliamo dare al sapone: se si vuole ottenere un sapone duro si userà la soda caustica, per un sapone più fluido, tipo gel si utilizzerà l’idrossido di potassio. La quantità di sostanza basica che va utilizzata nella preparazione del sapone varia in funzione della sostanza grassa di partenza caratterizzata da un parametro specifico che è il coefficiente di saponificazione.
   
Nicola ci spiega la sua ricetta del sapone che utilizza l’olio d’oliva come sostanza grassa.
 
I procedimenti da svolgere possono essere di due tipi: preparazione a freddo e preparazione a caldo; nel primo caso il sapone una volta preparato deve riposare a lungo (anche quattro settimane) prima di essere utilizzato perché deve perdere spontaneamente l’eccessiva basicità acquisita con l'aggiunta di soda caustica; nella preparazione a caldo, invece, il sapone ottenuto è già immediatamente utilizzabile perché sottoposto a diversi lavaggi con acqua e sale che riducono il valore del pH.
Procedimento a caldo
 Ingredienti
1 litro di olio d’oliva
1 litro d’acqua
250 gr di soda caustica (NaOH) sciolta in un litro d'acqua
 

Si pesano le quantità e si versa l’olio nella pentola portando la temperatura a circa 36° 
 
 Si versa l’acqua nell’olio aggiungendo metà della quantità di soda caustica diluita (liscivia) e si mescola il liquido con un frullatore ad immersione; dopo circa 5 minuti si aggiunge la seconda parte del prodotto; si lascia bollire a fuoco lento mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno
 Dopo 40 minuti il composto presenta una consistenza cremosa e dopo circa 1 ora il sapone comincia a separarsi dall’acqua salendo in superficie (cagliata)
  
Si agita ancora con il frullatore sino a che il sapone non affiora in superficie pastoso e bianco
 Da questo momento in poi (dopo circa 1 ora e 30 minuti dall’inizio della preparazione) il composto comincia a bollire ed il sapone affiora in maggiore quantità ed in modo sempre più denso; si procede ancora per 30 minuti sino a che il sapone formatosi si trova tutto in superficie; è di colore bianco e emana un profumo gradevole. Il prodotto, a questo punto,  si raccoglie con una schiumarola e si mette in un contenitore ad aspettare.
 
Si procede ora ad effettuare un lavaggio del sapone ottenuto utilizzando una soluzione di acqua e sale.
Si mette sul fuoco una pentola con un litro d’acqua e 2 cucchiai di sale marino;
  quando l’acqua è calda si versa nella pentola il sapone schiumato e si lascia bollire; dopo circa 15 minuti il sapone salirà ben coagulato in superficie ed andrà raccolto buttando l’acqua salata residua; occorre ripere il lavaggio una seconda volta e a completamento dell'operazione sul sapone ottenuto si aggiungono due cucchiai d’olio ed eventuali essenze (citronella, lavanda) che vogliamo utilizzare per profumare il prodotto finale.  

 Si mescola bene il composto mettendolo in una pentola a fuoco molto basso.
Saranno passate oramai tre ore dall’inizio dell’operazione ed il sapone è pronto; si versa l’impasto in un contenitore possibilmente di legno dotato di sfiati ed appena sarà sufficientemente asciutto si sforma; sarà subito utilizzabile.

Nella lavorazione a caldo sin dalle fasi iniziali si possono aggiungere al composto foglie di ortica che accentuano il colore verde oliva del prodotto ottenuto.
 Per il procedimento a freddo occorrerà aspettare il tempo di un altro post..

Fatto!
 
Le foto senza logo sono di Nicola Caruso
 
 

10 commenti:

  1. Adesso finalmente so cos'è la liscivia...

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    1. Soluzione alcalina.. ma in siciliano liscìa è uno stato d'animo allegro e vuole dire: "ora comincio a ridere e non la finisco più!" Ciao

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  2. Approdo sul tuo blog per la prima volta, piacevole scoperta! Non so se farò mai il sapone ma ho letto con curiosità... Grazie, ciao! Flora

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  3. Ciao Flora, neanche io so se mi cimenterò, però sono curiosa e mi piace raccontare di verde, di luoghi, di persone che con il verde hanno a che fare. Grazie per essere passata a trovarmi e.. a risentirci

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  4. ciao ho letto il procedimento a caldo sapresti dirmi se e lo stesso
    per fare il sapone d aleppo ?

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    1. Il sapone d'Aleppo ha come ingrediente base l'olio d'alloro; il procedimento è a caldo con tempi di cottura complessivi intorno alle due ore. I particolari li potrai trovare, come ho fatto io, sul libro: Saponi e Shampoo solidi di Liliana Paoletti, Manuale Pratico Arianna Editrice

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  5. ciao sono sempre io non ti voglio contraddire ma come ho letto
    in diversi siti per il sapone d'aleppo loro la cottura la fanno durare dai due ai tre giorni perche? tu sai qualcosa a proposito... ciao e grazie

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    1. Non contraddici me ma quello che ho letto sul manuale di cui sopra che da tempi lunghi per l'estrazione dell'olio dalle bacche di alloro ma non nel processo di saponificazione che procede a caldo con tempi normali; ma per essere più sicura forse è meglio.. che chiedo a Nicola

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  6. molto interessante la tecnica dei ripetuti lavaggi in soluzione salina. penso che migliorerà ulteriormente i miei saponi. vi sono grato per la condivisione. :)

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