lunedì 12 maggio 2014

Meryta denhamii, una specie tante volte riscoperta

Meryta denhamii è un piccolo alberetto dalle lunghe foglie sempreverdi presente, anche se non molto diffuso, nei giardini pubblici e in alcune ville storiche siciliane degli inizi del 900. E’ una specie appartenente alla famiglia delle Araliaceae e come tale il suo punto di forza non sono i fiori, che appaiono insignificanti, portati da individui diversi per i due sessi, ma è la particolare eleganza del fogliame e del portamento, soprattutto negli individui adulti, alti anche 5-6 metri che presentano un fusto slanciato, poco ramificato, con grandi e lunghe foglie semplici, alterne, portate all’estremità dei rami.
 
In base all’età le foglie hanno dimensione e forma diversa, le giovani foglie sono lineari ed allungate mentre le vecchie hanno forma più allargata e possono raggiungere il metro di lunghezza con una nervatura centrale gialla ben in rilievo ed il margine ondulato; il colore delle foglie è verde brillante per la pagina superiore e verde chiaro inferiormente. La crescita del fogliame è invernale mentre in primavera si producono corte pannocchie di piccoli fiori verdastri su piante dioiche; dai fiori femminili a seguito di impollinazione si produrranno frutti globosi, giallastri.
 
La specie proviene da un posto molto, molto, lontano; una piccolissima isola del Pacifico, l’Ile des pins, non più grande di 250 kmq, facente parte dell’ arcipelago della Nuova Caledonia, un territorio francese d’oltremare scoperto nel 1774 dal capitano inglese James Cook che osservando il profilo dei rilievi montuosi di queste terre sconosciute ebbe nostalgia di casa e le chiamò Nuova Caledonia dal nome antico della Scozia, terra d’origine di suo padre .

Sono isole emerse più di 280 milioni di anni fa in mezzo al Pacifico tra la Nuova Guinea, l’Australia e la Nuova Zelanda, caratterizzate da un isolamento pressoché totale che ne ha fatto un paradiso botanico con più di 3300 specie endemiche , tipiche del luogo. Tra esse soprattutto il famoso pino colonnare, una specie di araucaria che caratterizza i boschi presenti sui bassi rilievi, insieme a felci e ad oltre 38 specie di palme anch’esse endemiche, immerse in una vegetazione primordiale. E’ da questa vegetazione fatta di boschi assolati ed umidi che ha origine Meryta denhamii ma ci vorranno ancora cento anni dalla scoperta di queste isole lontane perché William Grant Milne, un giardiniere inviato dal Botanic Garden di Edimburgo, nel corso di una spedizione sull’isola, presti attenzione a questo alberetto tutto foglie mandandone alcuni campioni ai Giardini Botanici Reali di Kew dove nel 1860 arriverà a fiorire in serra. Due anni dopo il botanico Berthold Seeman la descriverà dandole il nome di Meryta denhamii in onore del capitano Denham che aveva comandato la spedizione del Botanic Garden.

Sito reperimento foto
La specie, negli anni a venire verrà descritta tante volte ad opera di botanici diversi assumendo le seguenti denominazioni: Aralia reticulata Linden Ex B. S. Williams (1870) Meryta macrocarpa Baill. 1878), Meryta macrocephala Baill. 1878, Meryta superba Borzí 1906, Oreopanax reticulatus (Linden Ex B. S. Williams) L. H. Bailey 1900, Strobilopanax macrocarpus (Baill.) R. Vig. 1906, Strobilopanax macrocephalus (Baill.) R. 1906.E anche oggi sui diversi siti internazionali per la denominazione botanica si fa fatica a rintracciarla (Kew Checklist; IOPI; IPNI; GRIN)

In Sicilia Meryta arriva presso l’Orto Botanico di Palermo nel 1905 e sarà descritta l’anno dopo dal direttore Borzì. Piano, piano come per molte altre specie introdotte nell’Orto palermitano, questa aralia comincia diffondersi nei giardini delle ville nobiliari di inizio secolo come specie esotica resistente e di gradevole aspetto.

Oggi Meryta denhamii è quasi scomparsa da ville e giardini mediterranei sia perché poco conosciuta a vivaisti ed utenti del verde sia perché da pochi anni è ospite preferito di Protopulvinaria pyriformis, cocciniglia esotica che infesta numerose piante di interesse agrario (agrumi, avocado) ed ornamentali provocando accartocciamento del lembo fogliare e disseccamento dei rametti. Alcuni esemplari imponenti ed annosi che facevano da cornice alla vasca centrale del Giardino Bellini a Catania ne sono stati irrimediabilmente colpiti.

Pur con tutte le difficoltà del caso penso che valga la pena riprovarci reintroducendo Meryta denhamii nei giardini pubblici o nei piccoli spazi privati delle regioni mediterranee dove la semplice eleganza di questo piccolo albero dalle grandi foglie potrà rivelarsi una nuova, piacevole scoperta.

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