domenica 13 settembre 2015

Può una plumeria fare odore di fungo?

Tra tutte le specie vegetali che hanno i fiori profumati Plumeria rubra è forse quella che presenta il profumo più ineffabile, mutevole e vario del mondo vegetale con sfumature di odore che spaziano dal dolce allo speziato, dal fruttato all'intensamente profumato e con sentori che ricordano, nelle oltre duemila varietà, l’aroma di mandorle amare ma anche di agrumi, di ninfee, di rosa, pesca, gelsomino, limone, lavanda, caprifoglio, lampone, pisello odoroso, gardenia e chissà quant’altro ancora.
Un profumo che un naso inesperto come il mio con estrema difficoltà riuscirebbe a comprendere e descrivere a parole. Ogni individuo ha, infatti, un olfatto unico che manifesta sensibilità e percezioni olfattive soggettive che cambiano secondo lo stato d’animo, lo stato di salute, le condizioni esterne e non da ultimo l’ambito culturale da cui proviene. Questo rende particolarmente difficile descrivere le sensazioni che il profumo provoca in chi annusa. Io per esempio sono perennemente raffreddata e la mia percezione degli odori è spesso notevolmente alterata.
Occorre avere, dunque, un modello olfattivo di riferimento. Nel campo dei profumi realizzati dall’industria profumiera fa, ad esempio, testo la descrizione pronunciata dall’associazione francese dei profumieri (Société Française des Parfumeurs) che ha sviluppato un linguaggio descrittivo uniforme e definito per categorizzare il profumo, condivisibile da maestri profumieri, operatori del settore, appassionati di profumeria e consumatori. Per i colori si può fare riferimento al Pantone il catalogo di un’azienda americana considerato come standard internazionale per la gestione dei colori nel mondo dell'industria e della chimica.
Per definire il profumo della plumeria occorre, ad esempio, rifarsi alla descrizione effettuata, per ogni varietà americana, dalla Plumeria Society of America o da importanti vivai come Plumeria by Florida colors;  se, invece,  si è fortunati come me, ci si può rivolgere ad un amico esperto come Antonio Butera che di plumerie se ne intende e riesce a descriverne il profumo in modo molto evocativo: secondo Antonio, ad esempio, le plumerie del tipo tricolor, come la Tequila Sunrise, profumano quasi sempre di pesca o albicocca; le varietà a fiore bianco a centro giallo, di zagara o vaniglia, le plumerie rosa di mandorle o pesca, le gialle oscillano tra la pesca e la gardenia, le rosse difficilmente hanno dei grandi profumi; si possono avere poi profumi particolari per singola varietà: la Miami Rose profuma di cocco, la Antonio Butera, da lui selezionata, ha un profumo che è un misto di ananas e melone tropicale, la Charlotte Ebert profuma di gardenia.

A dimostrare l’imprevedibilità della specie in questo tripudio di profumi inebrianti ci si può imbattere in varietà, soprattutto di origine thailandese, dall’odore spiazzante e al limite dell’inverosimile; se vi capiterà, come è successo a me al vivaio di Giampietro Petiet, di tuffare il naso in una varietà di plumeria  denominata con il numero di serie 4337, attirati dai grandi fiori dalle delicate sfumature di rosa, crema e giallo, vi ritroverete spiazzati nel sentire un intenso, inatteso ed  inconfondibile profumo di fungo porcino.
E non è la sola varietà ad avere un certo non so che, perché, come mi dice Antonio, la famosa Wako, ad esempio, fa odore di pizza e la California Sally addirittura di cipolla. 

Non c’è, dunque,  limite all'inverosimile anche in campo vegetale e temo che nel futuro ci dovremo aspettare come ultima  irrinunciabile novità commerciale varietà di plumeria dai colori sgargianti che spargono intorno effluvi impensabili  di aglio o caffè.


2 commenti:

  1. A Murabilia ne ho viste di splendide, ma qua da me avrebbero vita grama.

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    1. Ciao, sono bizzose e difficili anche da noi...

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