sabato 13 maggio 2017

Wigandia caracasana: grandi foglie e fiori blu

Ci sono piante la cui presenza è legata, per me, al ricordo di un luogo, un giardino, una villa pubblica dove per la prima volta ho avuto modo di  incontrarle, dapprima come specie sconosciute poi, una volta identificate, come piante amiche  che periodicamente ho piacere di andare a rivedere. Se sono a Palermo, ad esempio, passo a salutare la Sophora secundiflora che per la prima volta ho visto a Piazza Marina; a Paternò, in giugno, mi ripasso la grande Tipuana della villa comunale; a Marina di Ragusa, quando posso, mi accerto dello stato di salute di un esemplare più unico che raro in Sicilia, di Delonix regia coltivata nel giardino di una villetta a mare e se vado a Castelbuono tengo memoria di un grande ficus in vaso che fotografo ogni volta che passo di la. 
Se, perciò, mi capita di andare a Taormina in questa stagione, è per me tappa obbligata passare dalla Villa comunale che è il primo posto dove ho avuto modo di conoscere ed apprezzare le grandi foglie ed i fiori blu di Wigandia caracasana, un arbusto poco usuale che è riuscito a colonizzare in questo luogo magico, affacciato sul mare, diversi angoli del giardino.

Wigandia caracasana è un arbusto ornamentale sempreverde che proviene dall’America tropicale, particolarmente nell'area tra il  Messico e il Venezuela, dove viene chiamato con lo strano nome di "Tabaquero de Caracas" probabilmente per le grandi foglie ruvide, un poco appiccicose, che ricordano quelle del tabacco.
Il suo punto di forza da un punto di vista estetico, oltre le grandi foglie,  sono i fiori di un blu violetto tipico di altre Boraginaceae come myosotis, borago ma anche echium.
Scoperta e descritta da Kunth  nel 1819 il genere Wigandia è stato dedicato al riformatore e vescovo tedesco J. Wigand (1523-1587) mentre l’attribuzione specifica fa riferimento alla sua origine venezuelana. La specie è indicata anche con il sinonimo di Wigandia urens che significa bruciante a causa dei numerosi peli urticanti presenti sulle foglie. La pianta ha portamento eretto con ramificazioni che partono dalla base del tronco e tendono a ricadere; ha grandi foglie coriacee che presentano due tonalità di verde: più intenso sulla pagina superiore, sbiadito sul rovescio, con nervature chiare.
Le foglie sono alterne ed hanno forma ovale, leggermente cuoriformi alla base, margine ondulato ed un lungo picciolo; sono ruvide al tatto e ricoperte da peli appiccicosi che, se strofinati, pizzicano tanto da far pensare  che potrebbero causare problemi dermatologici a qualcuno che ne fosse intollerante.
In primavera e fino all’autunno compaiono, esclusivamente sui rami dell’anno, i fiori che sono portati in dense pannocchie terminali; ogni fiore ha corolla campanulata con tubo bianco e lembo a cinque lobi di varie sfumature di viola-blu. I frutti sono capsule deiscenti contenenti numerosi semi di colore bruno giallo di facile germinazione non solo in natura ma anche nei giardini; a Taormina nuove piantine sono cresciute tutte attorno alla pianta madre tra le pietre dei muretti di contenimento delle terrazze che si sporgono sul mare ed altre ancora crescono spontanee nel dirupo sottostante.
Nel complesso la pianta ha un portamento leggero ed aggraziato e per meglio metterne in mostra l'eleganza è bene posizionarla in giardino davanti un fondo scuro, come a Taormina dove i cipressi formano un fondale perfetto per la wigandia. La specie è molto rustica dove le temperature minime non costituiscono un problema; preferisce una posizione di mezz’ombra ma non disdegna il sole. 
 
Wigandia caracasana è specie in disuso nei giardini siciliani ed è perciò difficile da reperire nei vivai ma si potrebbe anche girarla  dicendo che è  difficile trovarla perché nessuno la produce più. Tra i benemeriti che l’hanno in catalogo Fabio Maio a Barcellona Pozzo di Gotto (Me).
 

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