sabato 26 agosto 2017

I Vivai Cuba ed il Giardino delle Piante Madri

Trichocereus terscheckii ibrido
Sono passati più di 2o anni dalla mia prima visita ai Vivai Cuba di Siracusa e del tempo trascorso non mi ero ben resa conto sino a quando, di ritorno da una recente visita al vivaio svolta in questi caldi giorni d’agosto, sono andata a ripescare alcune sbiadite diapositive del 1993, quando l’azienda era ancora gestita dall’Avvocato Palermo, appassionato collezionista e produttore di succulente ma soprattutto  di kentie e di palme che coltivava, sin dagli anni 60, con capacità e passione in una sua proprietà in contrada Cuba, nei pressi della spiaggia siracusana di Fontane Bianche.
Già da allora l’entusiasmo per le succulente aveva contagiato la figlia dell’avvocato, Mariolina, e a suo marito Pieter; entrambi aiutavano in vivaio e spesso, insieme al gruppo dirigente dall’associazione AIAS di Siracusa, organizzavano interessanti giornate di studio e di promozione della coltivazione dei cactus e delle succulente in Sicilia.
In anni più recenti ho poi avuto modo di incontrare Pietro, che dei tre figli di Mariolina è, per il momento, l’ unico che lavora in azienda ed è spesso in giro per mostre e fiere dove le produzioni dei vivai Cuba spiccano per dimensione, rarità e bellezza.
Oggi i Vivai Cuba si estendono su una superficie di 18 ettari tra coltivazioni in serra e pieno campo e gli anni che sono passati dalla mia prima visita si rendono evidenti non solo per i capelli grigi miei e di Mariolina ma soprattutto per la tipologia di piante che oggi è coltivata in vivaio: non più kentie che non hanno attualmente mercato; poche le palme, falcidiate dal punteruolo e bisognevoli di troppe cure colturali; tante, tantissime, invece, oltre 300 tra specie e varietà, le piante grasse e succulente in catalogo, ottenute da seme  e poi vendute, nelle dimensioni più piccole (vaso 12) tramite intermediari in tutta Europa o utilizzate dai garden designer per angoli di giardini di grande atmosfera come è stato fatto per l’angolo delle succulente nel giardino del Marchese di San Giuliano a Villasmundo.
E proprio per dare giusta collocazione ai grandi, annosi esemplari collezionati in tanti anni di attività, è stato realizzato in vivaio, su un’area estesa quasi due ettari, il “Giardino delle piante madri” un luogo che vuole essere memoria storica del lavoro svolto da questa famiglia di collezionisti e campo catalogo utile al lavoro degli architetti paesaggisti per capire potenzialità estetiche e habitus raggiunto dalle diverse specie in coltivazione.
 

Beucarnea recurvata
Trichocereus terscheckii
Pachicereus pringley, frutto
 
I lavori sono ancora in corso perché come racconta Mariolina “la nostra è un’azienda a conduzione familiare e siamo solo in tre a badare al vivaio aiutati da dieci, dodici operai. Il giardino vogliamo renderlo presto visitabile e per questo abbiamo già realizzato una tensostruttura che diventerà luogo di accoglienza al pubblico”. Nel giardino gli esemplari dei generi  Trichicereus, Pachicereus, Ferocactus, Orocereus,  CarnegiaMarshallocereus, Neocardenasia, Myrtillocactus, si integrano con agavi ed euphorbie, con  Adenium e Kalanchoe; molte le essenze arboree ed arbustive che nell’ambiente siciliano si sono adattate come nelle calde terre d’origine (Moringa drouhardi, Nolina, Uncarina grandidieri, Sapindus mukorossi, Ceiba).








“Ogni pianta del giardino, dice Mariolina, ha una sua storia da raccontare come l’ esemplare di Cassia fistula che occupa la parte centrale della pedana in legno dell’area conviviale; la pianta è stata ottenuta anni fa da un seme portato da un nostro lavorante di nazionalità turca che non ne sapeva il nome né la provenienza: mio marito l’ha accudita per anni riuscendo ad identificarla solo alla prima, solare fioritura.
"Le piante di Moringa poi sono diventate un poco il nostro segno distintivo; tredici anni fa ne abbiamo acquistato tre esemplari che si sono così bene adattati da fruttificare, dando semi con i quali abbiamo potuto riprodurre la specie. In vivaio coltiviamo sia Moringa drouhardii di portamento più ornamentale che Moringa oleifera una vera pianta mangiatutto di cui si consumano foglie, baccelli,  semi e anche le radici."  
"Il lavoro da fare è ancora tanto, dobbiamo cartellinare tutte le piante e completare le pertinenze del giardino badando contemporaneamente alle semine, alla coltivazione e alle vendite; il lavoro è senza fine ma alle volte abbiamo anche soddisfazioni che in parte ci ripagano dei sacrifici svolti: Echinocactus grusonii è una cactacea che coltiviamo in vivaio da oltre sessant’anni e ne abbiamo esemplari monumentali; ebbene, ne abbiamo avuto richiesta dal Messico che ne è la patria d’origine ma dove la specie in natura è in via d’estinzione".
Ho detto a mio marito Pieter che se la vendita andrà a buon fine sarà il coronamento di una vita dedicata a questo lavoro e soddisfatti, finalmente,  potremo andare in pensione".
 

2 commenti:

  1. Curare ogni pianta,ogni fiore come creatura propria e poi sentirne parlare con tanta precisione e passione:è davvero avvicinare l'uomo al creato che si offre nella sua smagliante bellezza. Grazie.

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    1. Chicchina, Chicchina i tuoi commenti sono musica alle mie orecchie.. Grazie e a presto

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