lunedì 20 agosto 2018

Brachychiton rupestris, l'ultimo arrivato

 L'albero bottiglia del Queensland
Al gruppo di alberi che appartengono al Genere Brachychiton (Brachychiton discolor, Brachychiton acerifolius, Brachychiton populneus), che sono diventati da tempo presenze abituali nei giardini rivieraschi mediterranei, si è aggiunta in tempi recenti una nuova specie che ho avuto modo di incontrare per la prima volta dai  vivai Piante Faro in Sicilia, e che da un poco di tempo, con sempre maggiore frequenza, viene utilizzata nelle sistemazioni a verde di nuovo impianto.
Brachychiton discolor, B. acerifolius, B populneus


L’albero in questione si chiama Brachychiton rupestris,  denominato anche “Albero bottiglia del Queensland"  ad indicare la particolare conformazione del tronco e la regione australiana d’origine, dal clima caldo ed arido, dove la specie è endemica e cresce spontanea.
Brachychiton rupestris è un albero a lenta crescita che non supera in genere i dieci, quindici metri d’altezza nelle regioni al di fuori dell’area d’origine; si presenta con un fusto tozzo, affusolato in cima e rigonfio al centro per i tessuti che si imbibiscono d’acqua come scorta per i periodi di siccità, meritando per questo, a pieno titolo, il nome di “albero bottiglia”.
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Questa caratteristica forma del tronco, che può arrivare nei luoghi d’origine anche ai sei metri di circonferenza, viene raggiunta soltanto in esemplari adulti, in genere non prima dei 7,8 anni di età, con un diametro che può anche diminuire in larghezza durante i periodi di prolungata siccità; nella fase giovanile, invece il tronco è dritto e stretto.

Il rigonfiamento del tronco è dovuto alla presenza di un tessuto parenchimatico spugnoso che si imbibisce d’acqua; è per questo che nei periodi di siccità, i nativi australiani abbattevano gli alberi bottiglia staccandone la corteccia e facendone mangiare al bestiame la fibra carnosa.
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Le foglie sono alterne e presentano una diversa forma tra la fase giovanile e quella adulta: da giovani le foglie sono palmate a 7-9 lobi lineari-lanceolati mentre con l’aumentare dell’età le foglie diventano semplici, lunghe 7-12 cm, lineari-oblunghe; entrambe le forme possono essere presenti contemporaneamente sulla stessa pianta; la specie è considerata spogliante perché all’inizio dell’estate tende a perdere le foglie per ridurre le perdite d’acqua per traspirazione ma questo in realtà avviene solo in natura, nei giardini se la pianta è irrigata la perdita delle foglie è molto poco accentuata ed avviene in contemporanea con la fioritura.
I fiori , leggermente campanulati e più piccoli rispetto a quelli di altri brachychiton, sono di colore biancastro, con sfumature rosa sulla faccia interna dei petali e vengono portati all’estremità dei rami in infiorescenze a pannocchia; i fiori sono apetali e la loro forma è data da quattro, cinque tepali saldati tra loro.  
I frutti sono baccelli legnosi a forma di barchetta, quando aperti, che contengono molti semi, circondati all’interno del frutto da peli irritanti.
L’albero ha un apparato radicale superficiale e poco espanso che lo rende adatto ad essere coltivato in prossimità di fabbricati ed abitazioni o a ridosso delle piscine; per questo la specie si adatta alla crescita in vaso, fatto che ne ha consentito l' esportazione di esemplari adulti dall’Australia in tutte le nuove aree di acclimatazione.
Tra le curiosità lette sul web a proposito di Brachychiton rupestris, nel 1919 in Australia nella città di Roma, furono piantati 93 alberi di questa specie per ricordare i concittadini morti in conflitto durante la Prima Guerra Mondiale.
Grazie alle meraviglie tecnologiche di Google Maps sono riuscita ad esplorare Heroes Avenue che si estende di fronte alla stazione ferroviaria della cittadina di Roma e lungo Wyndham Street, riuscendo ad ammirare, come se fossi li presente, ogni singolo Brachychiton rupestris di questa commovente, lontana, commemorazione.
 

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