domenica 3 settembre 2023

Il Giardino botanico di Agrigento

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Agrigento e la sua Valle dei Templi sono una delle mete turistiche più gettonate della Sicilia sin dai tempi del Grand Tour; la pietra dorata dei templi dell’antica Akragas che guardano il mare ed il Museo Archeologico che ne racchiude i tesori bastano da soli a rendere memorabili alcuni giorni di vacanza sull’isola. 
Per gli appassionati del turismo botanico, tuttavia, Agrigento offre non molte opportunità; la meta più nota e frequentata è certamente il Giardino della Kolymbethra, gestito dal Fai all’interno della Valle dei Templi; un luogo magnifico dal punto di vista storico e paesaggistico che, tuttavia, può non dare piena soddisfazione  a chi si interessa di verde ornamentale.
La Kolymbethra era, infatti, un grande bacino di raccolta dell’acqua che a partire da V secolo A. C. è stato utilizzato come invaso e peschiera, alimentato da sorgenti le cui acque erano trasportate alla vasca attraverso canali ipogei scavati nella roccia, alcuni dei quali ancora in funzione e visitabili; oggi la vasca non è più riconoscibile ma nel canalone che la ospitava è stato realizzato un giardino che dal punto di vista botanico si adegua ai dettami previsti dal Piano del Parco Archeologico che indica, per l’intera area interessata, la realizzazione di coltivazioni agricole a carattere mediterraneo. Il giardino della Kolymbethra è pertanto una collezione di specie e varietà di agrumi e di piante agricole mediterranee come gelsi, noci, mandorli, pistacchi, melograni; un angolo di campagna mediterranea in un’area di elevata valenza storica e paesaggistica, di indubbia bellezza quando in primavera fiorisce la zagara che riempie il luogo di profumi e ronzii ma con tratti peculiari più da paesaggio agrario  che  da  giardino d'ornamento.
Il Giardino Botanico di Agrigento
Anche se ne avevo sentito parlare già da qualche anno non avevo ancora avuto modo di visitare un altro giardino della città di Agrigento: il Giardino Botanico  che, almeno nel significato del nome avrebbe dovuto avere le premesse per soddisfare la mia passione sia per i giardini che gli Orti Botanici. Questa estate ho avuto l'occasione di una visita  trovando anche in questo caso un luogo, come alla Kolimbethra, dove risulta  preponderante l'interesse storico e paesaggistico del giardino piuttosto che i caratteri del suo verde ornamentale. 
Il Giardino Botanico è, infatti,  un grande spazio verde, esteso oltre sette ettari, di proprietà della ex Provincia Regionale, diventata oggi Libero Consorzio Comunale di Agrigento, che si sviluppa nell’area occupata sino agli anni ‘80 dall’ex ospedale psichiatrico di città. Il giardino va a degradare in ampie terrazze partendo da una balza rocciosa che è limitrofa alla linea delle fortificazioni dell’antica città greca e dell’area dell’attuale parco archeologico. Negli ultimi anni l’intera superficie, da tempo dismessa,  è stata ripulita, recuperata ed aperta al pubblico; presenta alcuni edifici sede di uffici comunali, una rete di sentieri che ne consentono un’adeguata visione ed un’area giochi per i più piccoli.
Il verde, anche in questo giardino, è di tipo “mediterraneo” includendo sia specie autoctone come olivi e mandorli che specie naturalizzate come gli agrumi ed il fico d’india. Molte sono le specie succulente, tante sono le specie di agavi e numerose sono le palme e le Cycadaceae. Un giardino a bassa manutenzione dove, le piante, nella maggior parte dei casi, sono esemplari superstiti dell’area a verde che l’ospedale utilizzava come spazio agricolo per i propri degenti, piante eroiche che negli anni di abbandono hanno resistito al caldo e alle scarse disponibilità idriche adattandosi alla situazione. In passato era stata intrapresa una collaborazione con l’Università di Palermo per recuperare, integrandolo il patrimonio vegetale del giardino, ma se il recupero dell’area è avvenuto con successo soprattutto con lavori di messa in sicurezza del costone roccioso, l’integrazione del verde preesistente con nuove acquisizioni non sembra ancora del tutto completata.
La caratteristiche  che rendono questo giardino particolarmente suggestivo sono, ancora una volta ad Agrigento,  le prerogative storiche e geologiche che hanno segnato  l’alta parete rocciosa che delimita il confine più settentrionale del giardino. Le rocce che la compongono sono di natura calcarenitica con un’alternanza di morfologie che le danno movimento e colore e costituiscono la parte residua di un’antica cava sfruttata già ai tempi dei greci per l’edificazione della città. La particolare situazione geologica ed il tipo di roccia sedimentaria hanno permesso nei secoli di scavare all’interno della parete sia cunicoli (ipogei) atti al reperimento delle acque di falda con la creazione di pozzi e gallerie che vani a scopo abitativo dotati di porte e finestre.
Il luogo, nel 2025 quando Agrigento sarà dichiarata Capitale Italiana della Culturale verrà utilizzato come teatro di pietra dove svolgere rappresentazioni classiche mentre gli spazi ipogei saranno sede di attività espositive. Il Giardino Botanico è stato tra i più votati dagli agrigentini come Luogo del Cuore Fai negli anni trascorsi ed è sede di iniziative di divulgazione ambientale.
Apertura dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 ( in realtà noi ci siamo rimasti fino alle 14,00); martedì 15,30-17,30.
Numeri per prenotazioni ed informazioni 0922-593813; 0922-593806

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