martedì 12 luglio 2011

Mandevilla: un profumo nuovo per le notti d’estate

Non sono molte le specie rampicanti da fiore capaci, con il loro profumo, di dare al giardino mediterraneo una specifica, definita e ben riconoscibile impronta olfattiva. Meno male che ci sono i gelsomini, veri o falsi che siano il cui odore tutti riconoscono ad una prima annusata anche di naso poco avvezzo: Jasminum grandiflorum dal profumo inconfondibile insieme ad altri Jasminum affini; Trachelospermum jasminoides o falso gelsomino, dal profumo più intenso, dolciastro ed invadente; Stephanotis floribunda o gelsomino del Madagascar dai fiori rigidi, cerati e dal profumo lieve e delicato. Basta distribuirne poche piante in posizione strategica, qualche zampillo d’acqua come colonna sonora e anche i piccoli cortili accaldati delle case di campagne, i giardinetti padronali, le terrazze di casette affacciate sul mare si vedranno trasfigurati, nelle notti d’estate, in giardini di delizia in stile racconti da “mille e una notte”.
Jasminum multipartitum

Trachelospermum jasminoides

Stephanotis floribunda
Se, tuttavia, desiderate annusare una fragranza nuova senza, peraltro, discostarvi troppo dalla tradizione dei gelsomini in giardino, è il momento di provare Mandevilla suaveolens, una specie rampicante appartenente alla famiglia delle Apocynaceae dal profumo soave, delicato e persistente che viene dal Sud America dove è nota, guarda caso, con il nome di "gelsomino del Messico" o "dell’Argentina".
La specie, lo dice il nome latino, è “suaveolens” cioè dolcemente profumata ed infatti i suoi grandi fiori, bianchi, tubiformi, simili per forma e grandezza a quelli dell’oleandro, spandono un profumo dolce e persistente, veramente inebriante; ne spuntano, in genere,  in gruppi di 3-5 all’ascella delle foglie aprendosi uno alla volta, un giorno per l’altro. La specie, rampicante, ha portamento lianoso con tralci eleganti che si arrampicano su sostegni leggeri o, più spesso, si appoggiano su ogni pianta che abbia la ventura di stare loro vicino.
Non è questa un’abitudine da deprecare perché la mandevilla ha tendenza a spogliarsi delle foglie nella parte basale del tralcio; messa vicino a Jasminum grandiflorum, ad esempio, la vegetazione di entrambe se ne gioverà e anche il profumo, mescolandosi si esalterà con effetto sinergico. Intendiamoci, la scelta della specie non è per tutti; mandevilla è delicata, non ama il freddo né il troppo caldo; non l’ho mai vista a mare, in Sicilia, ma solo in collina; e neanche il vento caldo le si confà, che le brucia in un battibaleno fiori e vegetazione. Tuttavia la pianta è pronta a ricacciare dal piede con nuovi tralci predisposti ad abbondanti fioriture per un tempo lungo dell’estate e cronache botaniche la descrivono a proprio agio sia coltivata in vaso che in piena terra, in aree del centro Italia.
Mandevilla può essere la nuova, giusta fragranza per le  notti d'estate in giardino. Se non ora, quando?

Bibliografia: G. Betto, Le piante rampicanti, L'Ornitorinco, Rizzoli, 1986, Milano


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