venerdì 8 giugno 2012

Fiori di ginestra, profumo di ..assoluto

Alfio è stato uno dei migliori studenti del mio Istituto; intelligente, interessato agli aspetti tecnici del lavoro agricolo, curioso, studioso. Non sono molti gli studenti che, come lui, frequentano un piccolo Istituto Professionale per l’Agricoltura per vero interesse ed amore verso la propria terra il cui territorio, compreso tra l’Etna ed il fiume Simeto, ha da sempre avuto nell’attavità agricola, esercitata nelle campagne e nei boschi etnei, una importante fonte di reddito per la sua popolazione. Dopo il diploma, tuttavia, le grandi idee e i molti progetti si sono infranti nelle difficoltà economiche che caratterizzano la contingenza dei tempi che stiamo vivendo. E’ necessario lavorare, anche in nero, e ogni attività che consenta di guadagnare, per quanto faticosa, è bene accetta. Capita così di dover riprendere a svolgere antichi lavori  che negli ultimi anni erano divenuti appannaggio di ciurme di lavoratori stranieri, abituati a livelli di fatica e di guadagno poco apprezzati, sino ad oggi, dai lavoratori locali inurbati. Alfio si è rimboccato le maniche e si è unito alle squadre di coloro i quali effettuano sull’Etna la raccolta dei fiori di ginestra da destinare alla produzione di "concreta di ginestra" una pasta cerosa color miele ottenuta dai fiori per estrazione degli oli essenziali tramite solventi e del suo distillato chiamato “assoluto di ginestra” entrambi utilizzati per la produzione di profumi.
Raccoglitore di fiori di ginestra
Spartium junceum o ginestra di Spagna è un arbusto ramosissimo che può raggiungere i 5 metri d’altezza. Ha rami cilindrici lisci e flessibili, eretti; sui rami giunchiformi, capaci di svolgere attività fotosintetica, le foglie sono scarse e facilmente caduche. I fiori, portati sulle cime dei ramoscelli, sono grandi, gialli, ed emanano un odore gradevolissimo. E’ un arbusto frugale che cresce su terreni poveri in tutta l’area del Mediterraneo. Sull’Etna è considerata specie pioniera perché i suoi popolamenti si insediano sui campi di lava contribuendo alla loro progressiva colonizzazione.
Spartium junceum, specie pioniera
In primavera inoltrata, tra i 600 ed i 900 metri di quota, il versante occidentale dell'Etna  è un unico tappeto giallo, un mare stordente di fiori profumati la cui fragranza impregna l’area ad ogni soffio di vento. Attraversare un ginestreto per una passeggiata domenicale è un’esperienza “emozionale"; non altrettanto si può dire per chi è intento dall’alba al tramonto alla raccolta dei suoi fiori.

Inoltrandosi nella macchia dei cespugli fioriti, portando dappresso ceste e cestelli, il raccoglitore con mani esperte e movimenti rapidi strappa i fiori dai ramoscelli appiattiti della ginestra, passando e ripassando finché ogni singola pianta non ne viene completamente spogliata.
Al mercato locale un chilo di fiore viene pagato circa 50 centesimi ed in una giornata di duro lavoro se si è esperti e le piante sono ben cariche, si possono raccogliere circa 70-80 chilogrammi di prodotto, pressato in grandi sacchi. I fiori, raccolti in montagna vengono conferiti ad un padroncino locale che rivende a Messina per la produzione delle essenze profumate da commercializzare in Italia ed in Francia dove l’essenza di ginestra è usata in profumeria dal XVII secolo. Appena si conclude la raccolta dello Spartium è tempo di Genista aetnensis, specie endemica etnea, il cui profumo ha un sentore più mieloso e le singole piante raggiungono spesso dimensione arborea. Un lavoro sfibrante per una stagione breve ma durissima. Chiedo ad Alfio se è contento di questo lavoro, la sua risposta è lapidaria: “Raccogliere i fiori di ginestra è una gran faticaccia ma, meglio il profumo di ginestra che l'odore di una stalla".
P.S.
I vivai della Forestale, su richiesta scritta al distaccamento di competenza, forniscono in genere piantine di ginestra (Spartium junceum ) a radice nuda da utilizzare per campagne o giardini di montagna.

Ulteriori informazioni sulla "concreta di ginestra"
Nella realizzazione del post mi hanno molto incuriosito le notizie che andavo trovando sulla produzione dell’essenza di ginestra partendo da un prodotto chiamato “concreta”; ho cercato di contattare alcune ditte che in Sicilia ne fanno la produzione e ho chiesto delucidazioni in merito al relativo processo di produzione. Una delle ditte contattate mi ha così risposto:

Rispondo alla sua richiesta con molto piacere, in quanto credo che sia molto importante scrivere su un settore talmente particolare e complicato come il nostro, e che in definitiva risulta una piccola fonte di sostentamento per molti abitanti dei paesi che sorgono alle pendici dell'Etna. Per quanto riguarda la lavorazione una volta che i fiori di ginestra raccolti arrivano nel ns. stabilimento si effettua una cernita per eliminare tutti i ramoscelli e materiali var i(tante volte anche pietre), dopo questa operazione il fiore viene immerso in solvente organico mediante il quale si estrae l'olio essenziale. Superata la fase di estrazione e dopo diverse concentrazione, volte ad eliminare e a recuperare il solvente organico, si ottiene la preziosissima concreta di ginestra. Il processo produttivo, per sommi capi, è questo anche se la vera difficoltà sta nei tempi e modi di operare, con convinzioni differenti da esperto a esperto del settore. Sperando di essere stato abbastanza chiaro, nei limiti del possibile, le porgo cordiali saluti.
Saluti
Dott. Salvatore Recupero


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