domenica 9 settembre 2012

Banane siciliane a colazione

In Sicilia, lungo la costa ionica che da Catania corre verso Messina ed in particolare nel tratto a monte e a valle di Taormina è assai frequente ritrovare in orti familiari, spazi condominiali, angoli di verde agricolo, accanto a piante d’ordinanza come il limone, la bouganville, il gelsomino e gli ibischi, grandi cespi di Musa x paradisiaca di una varietà  detta “Comune di Sicilia” che alla fine dell’ estate matura caschi di piccole banane dolci e profumate.
banana siciliana consumata l'8 settembre 2012
Non è una produzione che arriva ad avere valore commerciale anche se alcune esperienze recenti in Sicilia sembrerebbero potere essere redditizie; si tratta in genere di  una curiosità, di uno sfizio da gustare in famiglia o con gli amici che vengono dal nord. La specie è inoltre molto decorativa trovandosi a proprio agio nei giardini dove il terreno è permeabile, profondo e ricco di sostanza organica ed elementi minerali; vuole buona disponibilità d’acqua ma non più degli agrumi e non è particolarmente soggetta a malattie fungine e a insetti. In questo contesto, tra l’Etna ed il mare, non è infrequente incontrare veri e propri bananeti ad uso familiare.
Bananeto siciliano
Il banano (Musa x paradisiaca subsp. sapientum) è specie asiatica che ha fatto la sua comparsa sul Mediterraneo in epoche antiche; furono gli arabi che la introdussero in Africa e da qui i Portoghesi la portarono nelle Americhe. Oggi il più grande paese esportatore di banane è l’Ecuador insieme a Costa Rica e Colombia. La specie pur raggiungendo notevoli dimensioni (4-5 metri d’altezza) è da considerarsi un’ erbacea perenne il cui tronco è in realtà uno stipite cilindrico formato dalla base persistente delle foglie tra di loro strettamente guainate; le radici sono rizomatose, striscianti e da esse si originano diversi polloni che rendono sempre più fitto il bananeto e che, all'occorrenza, sono utilizzati per moltiplicare la specie.
Bananeto condominiale
Le foglie sono ampie e molto decorative, lineari, intere anche se a causa del vento tendono a sfrangiarsi longitudinalmente. Dalla sommità dello stipite emerge l’infiorescenza a racemo costituita da un robusto gambo piegato verso il basso (casco) portante alla base grosse brattee violacee e fiori gialli che danno origine a piccole banane prive di semi con una polpa profumata e dolce a maturità.

Brattee violacee di Musa
I singoli frutti, detti dita (banan in arabo) sono riuniti, tramite un peduncolo ingrossato, in gruppi detti mani: l’insieme dei frutti facenti capo allo stesso rachide costituisce il casco formato, in genere da una decina di mani.
Casco di banane siciliane
I frutti rimangono verdi a lungo ma alla fine dell’estate, quando la prima banana diventa gialla, è giunto il momento di procedere al taglio del casco; le banane verdi matureranno dopo qualche giorno ma con un inconveniente: lo faranno tutte assieme, contemporaneamente. Sarà allora opportuno cominciare una dieta tanto in voga qualche anno fa chiamata: “banane a colazione”; alla fine dell’estate, sfido chiunque a non averne bisogno.
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P.S Sulle banane coltivate in Sicilia un bell'articolo di Mario Pintagro

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