martedì 9 aprile 2013

Sambuco, un albero magico dalle sette virtù curative

 
Il sambuco comune o Sambucus nigra è un arbusto o più spesso un albero di media grandezza, presente in tutto il continente euroasiatico fino a circa 1400 metri di quota. La specie, appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae, predilige luoghi soleggiati ed incolti ma è anche presente in prossimità di corsi d’acqua e zone umide; ha foglie decidue, composte, imparipennate, formate da 5-7 foglioline di forma ovata e margine seghettato che emettono un odore sgradevole, se strofinate.
I fiori sono bianchi, stellati, lievemente profumati e riuniti in ombrelle terminali a cui seguono frutti prima rossi poi neri a maturità, globosi e commestibili; la corteccia è di colore grigio chiaro.
Foto di Elio Conti
  
Tutte le parti della pianta sono fortemente velenose per la presenza di cianuro e vari altri alcaloidi; fanno eccezione i fiori, usati nella tradizione dei popoli nordici per preparare frittelle o pani aromatizzati (usati anche in alcuni paesi della Sicilia come Troina) e le bacche mature, raccolte in autunno, dal sapore aspro e intenso che vengono utilizzate per aromatizzare liquori come il rosolio di sambuco o, come avviene in Abruzzo, per produrre “Sambuca”, un liquore a base di anice ma con estratti ottenuti dal fiore di sambuco.
A questo albero si attribuivano nell’antichità poteri magici legati ai riti funebri ed era, presso i pagani, utilizzata come pianta capace di proteggere da demoni e streghe, ecco perché un albero di sambuco era sempre presente presso le case contadine o i monasteri.
Le proprietà curative del sambuco erano così apprezzate nel passato che in Austria questo piccolo albero veniva chiamato “Farmacia degli Dei” e la tradizione contadina imponeva di inchinarsi 7 volte al cospetto di una pianta di sambuco perché da sette sue parti si potevano estrarre potenti medicamenti: fiori, con funzione depurante, frutti utilizzati contro bronchite e mali da raffreddamento, foglie con impacchi per la pelle, corteccia come riequilibrante intestinale, radici sotto forma di decotto contro la gotta, resina contro le lussazioni ed infine germogli contro le nevralgie.
Dal legno soffice dei giovani rami svuotati del midollo si ottenevano fischietti o flauti ai quali si attribuivano poteri magici capaci di proteggere da sortilegi e magie. Perché il suono dello flauto fosse veramente “magico” come quello della celebre opera di Mozart il ramo doveva essere tagliato in un luogo silenzioso lontano dal canto del gallo che avrebbe reso roco il suono dello strumento.  
Il sambuco è una pianta molto popolare nella tradizione dei paesi scandinavi; una favola di Hans Christian Andersen ha per titolo “Madre Sambuco” ed in essa, al di la della storia, si ribadisce la tradizione di utilizzare the ai fiori di sambuco contro le malattie da raffreddamento.
Il sambuco ha un ruolo da protagonista anche in una delle migliori commedie nere del cinema americano “Arsenico e vecchi merletti” diretto da Frank Capra; vino avvelenato aromatizzato al sambuco veniva somministrato dalle zie  del protagonista Cary Grant, Abby e Martha, ai propri inquilini per avvelenarli con “un sorriso sulle labbra” prima di seppellirli in cantina (Canale di Panama).
L’Orecchio di Giuda (Auricula judae) è un fungo saprofita dal colore bruno sfumato e dalla forma inconfondibile, molto apprezzato dalla cucina orientale, che cresce su legno morto preferibilmente di sambuco.

10 commenti:

  1. Un bellissimo ed utile articolo su una delle piante più presenti nella mia campagna; Actea in greco antico, nome rivelativo che significa nutrimento, quasi ad indicare l'importanza di questa pianta come risorsa per l'alimentazione e la creazione di utensili di noi umani probabilmente fin da quando, nè stanziati nè cerealicoli, ne contendevamo i frutti agli altri animali di terra e di aria.

    "Così, verso il tramonto quando il pastore si metteva a suonare collo zufolo di sambuco, la cavalla mora si accostava..."
    (Giovanni Verga, Jeli il pastore)

    Tutt'ora rimane un nutrimento, anche dello spirito, per chi ama avventurarsi nelle campagne incolte e ne coglie l'antica funzione, al pari di altri alberi come salice e gelso, aiutando ad immaginare come un tempo era divisa ed organizzata la terra dei propri avi e, così facendo, viaggiare nel tempo.

    Cordialmente

    Stefano.

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    1. Stefano, i tuoi commenti sono sempre un utile completamento dei miei post; grazie.

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  2. I tirolesi lo chiamavano “farmacia degli dei” in quando dai germogli si ricava un decotto per curare le nevralgie, con impacchi di foglie si curavano malattie della pelle, dai fiori si otteneva un tè depurativo e dalle bacche uno sciroppo utile per infiammazioni bronchiali: una vera miniera di utilità

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    1. Si, con tanta storia alle spalle il sambuco dovrebbe essere veramente una specie da riscoprire per il verde pubblico delle nostre città.

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  3. ....forse vi farà sorridere, ma a tanta saggezza non posso che aggiungere che la bacchetta magica di Harry Potter era di Sambuco!

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  4. In questo momento sto facendo una bacchetta di sambuco per mio nipote , appassionato della storia di Harry Potter

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  5. Bello avere un nipote che gioca ad essere Harry Potter piuttosto che stare con il naso incollato ad un videogioco...

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  6. TORNIAMO ALLE NOSTRE ORIGINI

    RENATA

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  7. Sarebbe bello riportare indietro il film della nostra vita e girare una nuova pellicola di una vita più naturale

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