domenica 8 dicembre 2013

Claudio dei sedum

Non credo ci sia niente di più spartano nel grande mondo delle erbacee xerofite succulente di un genere come quello dei Sedum che comprende oltre 300 specie (ma alcuni esperti sostengono 600) presenti in tutti gli ambienti dell’emisfero boreale la dove le condizioni climatiche sono aspre, povere, difficili. Un genere vario che annovera specie annuali ma anche perenni, dai fiori vistosi ma anche piccolissimi, che vegeta sia ai tropici che nelle aree montane e temperate del nord Europa, in Medio Oriente e in Africa.
Dentro piccole fessure nella roccia i sedum di montagna tollerano inverni prolungati e forte intensità luminosa sviluppando una vegetazione bassa e prostrata che come il muschio forma cuscinetti appressati al suolo. Altri sedum, giù al meridione, si incuneano tra le pietre dei muretti a secco o tra le rocce laviche incoerenti sopravvivendo a condizioni estreme ma sfruttando ogni piccolo segnale di miglioramento termico ed idrico per ricoprirsi in un attimo di una minuta ma intensa fioritura.
Alcune specie, tra le tante presenti in natura, sono riuscite a fare il salto di qualità passando dalla vita randagia ai giardini dove sono considerate piante popolari perché, sebbene poco appariscenti, sono facili da coltivare e veramente di scarse esigenze colturali; piante per gli amanti dei giardini rocciosi o per la coltivazione in vaso ma che oggi sono sempre più richieste nelle sistemazioni del verde pensile o nelle pareti verticali dove la caparbietà dei sedum di vegetare e fiorire anche in situazioni disagiate costituisce una carta vincente per un intervento di sicuro successo tecnico. 
Sarà per questo motivo che molte aziende di settore hanno inserito nei loro cataloghi nuovi assortimenti varietali di sedum scoprendo forse solo oggi pregi e virtù di queste piante che pur non essendo vistose, costose ne difficili da coltivare presentano per molti estimatori un fascino discreto che le rende meritevoli delle attenzioni di appassionati collezionisti.
Uno dei più importanti esperti del genere Sedum in Italia, si chiama Claudio Bonetto e vive e lavora a Ciriè, vicino Torino dove ha realizzato un piccolo vivaio dedicato a questo genere di specie succulente. Claudio da cinque anni dedica il proprio tempo a studiare gli "adorati" sedum, girando per fiere e mostre di settore, fotografando le diverse specie nel loro ambiente naturale, archiviando, scambiando informazioni sui sedum, sempre in contatto con altri appassionati sparsi nel mondo per accrescere conoscenza e collezione.
Claudio, raccontaci come è nata la tua passione per i sedum.
Nel 2007 sull’onda della mia passione di collezionista di piante del genere Sedum ho creato un vivaio che ho chiamato “Floricoltura di Bonetto Claudio” ; non ero nuovo del settore perché dal 1988 avevo un’impresa di progettazione, costruzione e manutenzione di parchi e giardini ed ero quindi già inserito nel mondo del giardinaggio e visitando mostre e vivai, restai colpito da questa specie, dalle forme in miniatura, dai vari colori delle piante, dalla svariata gamma di fioriture che ogni varietà a se produce. Iniziai con l’acquistare alcuni vasetti per specie, cominciando a riprodurli per talea e ogni volta che visitavo una mostra o un vivaio facevo nuovi acquisti. Dove abito non avevo uno spazio sufficiente per contenere la mia collezione, quindi affittai un terreno, che è l’attuale vivaio, dove ho realizzato dei tunnel freddi per riparare d’inverno alcune specie più delicate e per lavorare al riparo. Nel mio vivaio ho voluto specializzarmi studiando, coltivando, scambiando e vendendo solo sedum e, considerando la vastità del genere, per ora coltivo e riproduco solo specie europee e asiatiche e alcune del Medio Oriente, scegliendo preferibilmente tra le specie perenni; per le specie messicane in futuro costruirò una serra calda. Ogni anno la mia collezione si arricchisce di una decina di nuove varietà ed in estate, spesso faccio viaggi sulle montagne italiane e francesi per fotografare e studiare i sedum nel loro habitat naturale. 
E tra le tante specie di sedum che possiedi ce n'è qualcuna che prediligi?
Sono affezionato ad alcune specie come ad esempio Sedum makinoi “Ogon” una pianta perenne nana, alta circa 5 cm., semisempreverde. Originaria del Giappone la varietà Ogon ha foglie di colore giallo-verde brillante, vigorosa, con steli striscianti e foglie spatolate, succulenti, lucide; produce nei mesi di luglio-agosto una profusione di fiori stellati di colore giallo.   Mi piace molto anche Sedum album “Coral Carpet”, una pianta perenne nana, alta circa 3 cm, di origine europea. Coral Carpet è una varietà a portamento estremamente compatto con minuscole foglie globose di colore verde scuro, che diventano completamente rossastre in un terreno povero e in condizioni asciutte e assolate. Produce nei mesi di maggio-giugno fiori stellati di colore bianco. È un’eccellente tappezzante, calpestabile.
So che stai scrivendo un libro sui sedum:
L’unico libro recente, in inglese, esistente sul genere è “Sedum – Cultivated Stonecrops”, dell’amico Ray Stephenson, edito, tuttavia, nel 1994; il libro è oramai in parte superato perché in questi 20 anni sono state scoperte specie e varietà nuove. Per aggiornare le conoscenze rivolgendomi ad un pubblico di appassionati in Italia, dal 2010 ho iniziato a lavorare alla stesura di un mio libro, una pubblicazione per far conoscere e avvicinare al genere Sedum tutti gli amanti del verde corredando la descrizione di specie e varietà con foto a colori; spero che in primavera possa essere, finalmente in commercio.

Quali sono le ultime acquisizioni o le varietà che rendono preziosa la tua collezione? Sono molto interessato alle forme crestate di alcune varietà conosciute; nel libro di Stephenson è citato solo Sedum rupestre f. Crestatum, ma in realtà due anni fa una mia collaboratrice ha individuato una forma di Sedum lydium glaucum f. Crestatum e questa primavera ne abbiamo individuato un’altra di Sedum album “Coral Carpet” f. Crestatum.
Queste crestature sono provocate da virosi che colpiscono le piante provocando una malformazione che è possibile mantenere riproducendo la pianta per talea; secondo quanto scritto da Stephenson nel suo libro, le crestature sarebbero comparse per la prima volta su piante del genere sedum , dopo la dispersione di radiazioni nucleari provenienti da Cernobil e anche quelle da me individuate potrebbero essere attribuite all’incidente occorso circa tre anni fa alla centrale nucleare presente nella Francia meridionale.
Che consigli vorresti dare a chi volesse cominciare una piccola collezione di sedum in vaso?
I sedum sono un genere che non ha bisogno di cure particolari; si possono abbandonare per lunghi periodi di tempo anche nei mesi estivi e non moriranno mai, anzi se le piante sono messe in uno stato di semi-sofferenza, innaffiando poco, produrranno molti più fiori. Collezionarle e facile anche per chi ha poco spazio perché vivono perfettamente in vaso. 
 
Qualche consiglio invece per le specie da utilizzare in giardino?
Le specie di sedum da coltivare in giardino sono molte come ad esempio Sedum telephium e Sedum spectabile;  sono specie che hanno altezze che variano dai 50 cm fino al metro di altezza e sono usate  spesso per fondali o per formare aiuole; hanno foglie caduche e quindi in inverno spariscono lasciando sul terreno delle rosette basali che ripartiranno in primavera formando i rami della pianta nuova. Hanno quasi tutti infiorescenze formate da cime appiattite o sferiche di fiori che variano dal bianco, al rosa al rosso, secondo la specie e la varietà della pianta. Fioriscono, in genere da agosto fino a ottobre a seconda della varietà. La cosa principale per coltivare i sedum nel proprio giardino è controllare che il terreno sia molto ben drenato, in aiuto si può usare della pomice a grana di media grandezza mischiata al terreno. Non hanno bisogno di cure particolari.
 
Considerando la mia  scarsa propensione ad accudire le piante penso finalmente di avere trovato, con i sedum,  il genere più adatto alle mie capacità.
 

4 commenti:

  1. Mettiamo il sedum sui tetti e la casa acquisterà .....calore












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    1. Ciao Santi, grazie per essere passato a trovarmi!

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  2. Il sedum crestato mi mancava. Conoscevo la crestazione nei cactus, ma non nelle altre succulente.

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    1. E' vero sai, non si finisce mai di imparare a parlare con gli "esperti", in queso caso di sedum

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