domenica 7 giugno 2015

Epidendrum ibaguense, un'orchidea facile da coltivare

In genere ci rimango male quando mi sento dire: questa pianta è facile da coltivare e pure tu (sottintendendo: che con le piante non ci sai proprio fare) saresti in grado di non farla morire.
Si, ho la brutta fama di non sapere accudire le piante che tengo sul balcone dove, devo ammettere, c’è un frequente, forse eccessivo, turnover; sarà perché coltivo piante in vaso in un ballatoio che guarda il mare, dove d’estate il caldo le fa stramazzare e d’inverno la pioggia che riempie i sottovasi rischia spesso di farle annegare; sarà perché è così difficile regolare nelle piante in vaso l’acqua da somministrare, poca ogni giorno o tanta a giorni alterni ? E' evidente che la scelta che faccio non è mai congruente; per non parlare del terriccio che così dilavato prima o poi dovrà essere cambiato. E le fitoftore, gli afidi, le formiche ed il ragnetto che delle mie piante fanno banchetto? In genere lascio fare perché anche loro devono pur campare.  Qui,  ora, devo confessare che a me le piante piacciono, soprattutto,  appena comperate quando, nel loro massimo splendore, sono soggetti ideali da fotografare; nel momento in cui il tempo ne  sfuma la bellezza iniziale le piante perdono ai miei occhi molto del loro valore, segnandone la sorte che, presto o tardi, le porterà a morire. E’ stato così anche per Epidendrum ibaguense la più facile delle orchidee da coltivare che Laura un giorno mi ha voluto regalare. Troppa acqua, poca acqua vallo a sapere, fatto sta che anche lei dopo un poco è arrivata a trapassare; ne conservo delle belle foto  ed il ricordo di una  vivace macchia di colore arancione, in balcone. Penso che dalla sua coltivazione ne potrà ricevere tanta soddisfazione chi la  saprà accudire con tutt’altra dedizione.
Epidendrum ibaguense
Il genere Epidendrum comprende circa 400 specie di orchidee epitifite provenienti in massima parte dall’America centrale e del sud e coltivate in tutto il mondo come piante da vaso o da giardino per la bellezza dei fiori. Sono state tra le prime specie di orchidee ad essere conosciute nel vecchio mondo alla fine del settecento, molto apprezzate per la notevole capacità di adattamento e resistenza a condizioni climatiche molto differenti che vanno dal pieno sole, al gelo prolungato, alla siccità, alla forte umidità.
La caratteristica comune alle diverse specie è che lo stelo fiorale si sviluppa partendo da uno pseudo bulbo e che i fiori si aprono in successione. Epidendrum ibaguense, in particolare, sviluppa steli sottili alti fino ad un metro sui quali, partendo dalla base, si inseriscono foglie coriacee, ellittiche, opposte, distribuite  in modo  ben distanziato tra loro. Lungo lo stelo sono anche presenti,   per tutta la sua lunghezza, numerose radici aeree.
All’apice dello stelo si formano infiorescenze dense, tondeggianti formate da fiori di dimensione molto variabili che si aprono in successione e che presentano colori vivaci come l’arancione, che è il più comune,  ma anche rosso, giallo, lavanda, bianco. 


A causa della forma di piccola croce del labello presente al centro del fiore, Epidendrum ibaguense è chiamata comunemente “Orchidea crocifisso”. La fioritura nel nostro clima dura a lungo  partendo dalla primavera e per tutta l'estate perché gli steli sono   rifiorenti. E’ una specie molto resistente, adattabile e di facile coltivazione che vegeta bene all’aperto in tutte le regioni a clima tropicale e temperato. Può essere coltivata facilmente in vaso nei climi dove le temperature invernali non scendono troppo in prossimità dello zero, ritirandola in luogo riparato nel periodo invernale.
Con l’arrivo della bella stagione, però, questa orchidea va messa fuori a godersi il sole ma senza esagerare perché, come è successo a me, può capitare che arrivi a morire per un improvviso colpo di calore. Vista la sua origine tropicale, Epidendrum ibaguense è specie che preferisce una buona umidità atmosferica che farà sviluppare una grande quantità di radici aeree e molti pseudo bulbilli, posti in prossimità dei nodi del fusto; questi, una volta emesse radici, potranno essere staccati dalla pianta madre e rinvasati per produrre nuove piantine. Giampietro e Laura Petiet del vivaio Sun Island Nurcery, la coltivano da tempo in giardino ed in grandi vasi distribuiti intorno la loro casa a Calatabiano, a due passi da Taormina; da quest'anno gli epidendrum  sono entrati a fare parte del loro assortimento varietale insieme a bougainvillea, hibiscus e plumeria. Per contattarli qui.
 

2 commenti:

  1. anche a me hanno detto lo stesso... devo dire che nei paesi caldi è proprio "robaccia", la mettono (scordano) dappertutto, dal terreno agli alberi, semplicemente legata alla meno peggio... dappertutto piena di fiori... io ce l'ho da poco più di un mese, per il momento pare trovarsi bene... ti saprò dire Emoticon smile

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