mercoledì 30 agosto 2017

Moringa oleifera, un albero mangiatutto

Di moringa non ne avevo mai sentito parlare prima di fare visita, quest’estate, ai Vivai Cuba di Siracusa, dove piante di questo Genere della famiglia delle Moringaceae, originario del nord dell’India ma diffuso dalle Filippine, passando per l’Africa tropicale sino all’America del sud, accolgono il visitatore già dal viale d’accesso all’azienda, ritrovandotele poi un po’ dovunque, sia in vaso che in piena terra, coltivate nel giardino e nelle serre insieme alle piante grasse e succulente che rappresentano la produzione distintiva di questo vivaio siciliano.
Moringa drouhardii
La moringa è arrivata in azienda circa tredici anni fa quando furono importati tre esemplari in vaso che si adattarono tanto bene al clima siculo tropicale da crescere e fruttificare consentendo un progressivo incremento del numero di esemplari prodotti e commercializzati.  Sono due le specie di moringa coltivate oggi in vivaio: Moringa drouhardii e Moringa oleifera; mentre la prima ha doti più spiccatamente ornamentali con un tronco liscio che in carenza d’acqua può assumere la classica configurazione a bottiglia, la seconda, Moringa oleifera, è un vero albero mangiatutto, considerata una delle specie vegetali più ricche di sostanze nutritive al mondo perché contenente ben 92 nutrienti e 40 antiossidanti; per questo la specie è tradizionalmente utilizzata a scopo alimentare ma anche fitoterapico e cosmetico in una vasta area del mondo a clima tropicale e sub tropicale. Anche in vivaio ne fanno buon consumo utilizzandola per ottime zuppe di legumi  e rifornendo la comunità indiana della zona che ne fa richiesta.
Moringa oleifera è un albero sempreverde a crescita molto veloce che può raggiungere i dieci metri d’altezza; ha un tronco liscio assai poco ramificato e una chioma ad ombrello dal fogliame leggero  simile a Schinus molle o a Parkinsonia  aculeata formata da foglie composte che crescono all’estremità dei rami; le foglie hanno una colorazione più chiara sulla pagina inferiore.
I fiori portati in pannocchie ascellari hanno petali bianchi macchiati di giallo alla base, sono profumati ed attirano api a frotte.
Api su fiori di Moringa drouhardii
I frutti sono lunghi baccelli a sezione triangolare che contengono da 12 a 35 semi rotondi di colore marrone, all'interno dei quali c'è una mandorla molto oleosa; il legno del tronco è spugnoso e morbido, non adatto a lavori di falegnameria; le radici tuberose sono anch'esse commestibili e tendono ad espandersi  notevolmente.
Nei luoghi d’origine la coltivazione della moringa presenta un notevole interesse economico: le foglie sono utilizzate nell’alimentazione umana e del bestiame in quanto presentano un elevato contenuto in sostanze proteiche in quantità ritenuta addirittura superiore a quella del latte e con un’elevata presenza di aminoacidi essenziali che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare; le foglie vengono consumate nelle minestre, lessate come gli spinaci o nella preparazione di tisane; i germogli più teneri possono essere consumati crudi in insalata.

I semi, anch’essi altamente proteici, privati con la bollitura dell’involucro esterno, amaro, hanno un gusto piccante di rafano; vengono consumati come legumi o possono essere tostati come le noccioline; ma è l’estrazione dell’olio, che contengono in quantità superiore al 40%, il loro uso principale sia in campo alimentare ma anche industriale e cosmetico; l’olio di moringa non irrancidisce, si presenta privo di odore, di colore limpido e di sapore dolce; è eccellente per le insalate;  i baccelli ancora verdi sono cucinati allo stesso modo dei fagiolini.
Ma non finisce qui perché ai semi di moringa è stata riconosciuta la capacità di depurare acque o liquidi torbidi per flocculazione: infatti dopo la spremitura il residuo solido continua ad avere un alto contenuto proteico capace di neutralizzare colloidi di fango e sporcizia presenti in liquidi torbidi; 100 grammi di macinato di seme è capace di purificare un litro di liquido con particelle solide in sospensione.

Sito immagine
Per queste innumerevoli ed incredibili proprietà ed essendo specie che ben si adatta alla coltivazione in ambiente caldo asciutto e su terreni sabbiosi la moringa è entrata a fare parte di progetti mirati di espansione della sua coltivazione in Centro Africa ad opera della FAO e di altre organizzazioni umanitarie. Anche a Cuba la coltivazione della Moringa oleifera ha avuto negli ultimi anni grande impulso grazie al diretto interessamento di Fidel Castro che conquistato dalle proprietà alimentari e terapeutiche di questa pianta tuttofare ne autorizzò a partire dal 2012 un programma intensivo di coltivazione.
Se lo ha fatto il Leader Maximo a Cuba ed in Sicilia la moringa vien bene che aspettiamo a buttarci pure noi nella coltivazione di questo albero che tutti dicono essere così miracoloso?
 
 

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