martedì 4 dicembre 2012

Montanoa bipinnatifida: l'albero delle margherite

Una specie arbustiva a fioritura tardo autunnale
 
In questa stagione dell’anno, quasi alle soglie dell’inverno, trovare specie arbustive in piena fioritura non è certo usuale neanche per i giardini mediterranei delle regioni a clima mite. Se infatti sono molte le specie da fiore che in autunno e sino a che il tempo si mantiene bello effettuano una seconda fioritura dopo quella primaverile (Odontonema, Cestrum, Solanum Brugmansia) non è frequente trovare arbusti che effettuano un’unica fioritura tra la fine del mese di novembre ed i primi giorni di dicembre. Di alcune di esse, come Dahlia maxonii e Hibiscus mutabilis, ho già parlato essendo specie che hanno una certa diffusione nei giardini siciliani; oggi invece vorrei descrivere una specie arbustiva messicana che fiorisce proprio in questo periodo ma che nonostante abbia gradevolissime qualità estetiche non trova nei giardini siciliani la diffusione che meriterebbe. Montanoa bipinnatifida è una Asteracea a portamento arbustivo che in Messico, suo paese d’origine, è nota come “albero delle margherite”. Ed è proprio questa la principale caratteristica della specie che in autunno si esibisce in una piacevole fioritura di grandi margherite bianche svettanti, in fitte pannocchie, in cima a fusti alti anche tre metri.

Montanoa bipinnatifida è un arbusto a portamento eretto e crescita molto vigorosa che ramifica sin dalla base formando un folto cespuglio sempreverde di belle e grandi foglie profondamente lobate, pelose sulla pagina inferiore, opposte.
I fusti erbacei sono cavi internamente ed è perciò conosciuta anche con il nome di “pianta cerbottana”. In Messico fiorisce in primavera mentre sulle rive del Mediterraneo scambia le stagioni fiorendo tra la fine di novembre ed i primi giorni di dicembre. In cima ai rami si formano gruppi terminali di grandi margherite bianche riunite in pannocchie. I fiori sono molto decorativi con il capolino che porta fiori ligulati bianchi e fiori tubulari gialli. I frutti, come in tutte le asteracee sono acheni muniti di pappi per favorire la disseminazione anemofila.
Predilige terreni profondi e buona disponibilità idrica; i fusti erbacei sono piuttosto fragili e dunque si dovrebbe trovare per essa una zona del giardino riparata dal vento. Dopo la fioritura la pianta deve essere severamente potata per mantenere una forma compatta quando poi in primavera svilupperà la nuova vegetazione. La propagazione potrà avvenire per talea utilizzando parti delle ramificazioni così potate. L'ho vista e fotografata per la prima volta all'Orto Botanico di Catania ed è un arbusto così gradevole per la fioritura delicata ed abbondante, in un periodo dell'anno avaro di colori, che non capisco come la specie non sia diffusa nei giardini del sud.  Per il nord c'è la scusante che la specie non tollera le gelate ma nei nostri giardini è un arbusto che meriterebbe miglior fortuna. 
Dove trovarla: Vivai Noaro

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