giovedì 7 marzo 2013

Asclepias fruticosa, le palle del papa

Dedico questo post ad un anziano pastore che fregandosene di una millenaria convenzione ha preso la rivoluzionaria decisione di cambiare, riaffermando così, in modo ritenuto da molti inaudito, il principio del libero arbitrio.
Asclepias fruticosa (Gomphocarpus fruticosus L.) è specie cespugliosa sempreverde, originaria dell’Africa meridionale, perenne nei climi a temperature invernali miti, annuale altrove. Introdotta nel Mediterraneo nel XVIII secolo per essere utilizzata come possibile pianta sostitutiva del cotone, è poi sfuggita al controllo e si è facilmente spontaneizzata trovando ambiente ideale nelle regioni costiere, in aree sabbiose ed incolte, ai margini delle strade. Come curiosità botanica la specie è coltivata in qualche giardino, non tanto per l’aspetto della pianta che si presenta come un anonimo arbusto a rami sottili, ondeggianti al vento, con foglie allungate, opposte, verde pallido e neanche per i fiori, tipici delle Asclepiadaceae (oggi Apocynaceae secondo la classificazione APG), di colore bianco giallastro, riuniti in ombrella rade, portati sui nodi terminali dei rami.
Il motivo estetico che fa coltivare la specie sta nei frutti che, al di là della denominazione botanica che li definisce follicoli cioè capsule rotondeggianti ricoperte di setole spinose, con dentro semi portati da fili sericei, sembrano, per i bambini che li vogliono raccogliere, grandi palle di colore verde chiaro, leggere come lanterne cinesi e con, all’esterno, peli ruvidi; per questo la pianta è comunemente chiamata: "baloon plant" ma anche "palle di Caracas", "palle del vescovo" o come ebbe a dirmi un vivaista:  "palle del papa".

A maturità i follicoli si aprono lasciando vedere l’ammasso marrone dei semi, disposti in file ordinate e tenuti insieme da pappi sericei che un minimo soffio di vento fa disperdere nell’aria.  Nel XVIII secolo si è tentato di filare il pappo per farne cotone ma purtroppo la fibra risultò troppo fragile e corta per qualsivoglia utilizzazione tessile.
Come molte specie che appartengono alla famiglia delle Asclepiadaceae, dedicata ad Asclepio, alias Esculapio, dio della medicina, anche Asclepias fruticosa presenta principi attivi (uzarina) utilizzati contro mal di testa e tubercolosi e come emetico ma la pianta va manipolata con attenzione perchè i tessuti verdi contengono una sostanza lattiginosa tossica ed urticante ed è per questo chiamata dagli inglesi  milkweed.
Sito reperimento immagine
Tra le curiosità che riguardano la specie, un lepidottero africano (Danaus chrysippus ) utilizza la pianta come alimento specifico deponendovi le uova da cui nascono bruchi che sono ghiotti delle sue foglie. Gli alcaloidi presenti nelle foglie passano nel corpo del bruco e poi della farfalla rendendo l’insetto particolarmente sgradito ai predatori. Questo lepidottero chiamato "monarca", prima confinato in Sud Africa,  da un poco di tempo si è messo a migrare all'inseguimento del suo alimento preferito.


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