sabato 31 dicembre 2016

Ringraziamenti e buoni propositi

L’anno che si appresta a finire non è stato tra i più prolifici della mia storia di blogger;  basta guardare le statistiche per vedere che sono passata dall'entusiasmo dei 115 post del primo anno di pubblicazione (2011;  i due del 2009 erano post di prova..)  ai 20 post dell'anno che si conclude. 

E'  evidente che, dopo sei anni trascorsi a postare (439 post in totale!), tante cose sono venute a cambiare, a cominciare del tempo che al blog posso dedicare,  senza poi contare delle crescenti difficoltà a trovare nuovi argomenti da trattare che non siano ripetizioni di articoli già svolti in passato o, ancora peggio,  argomenti scritti tanto per postare, cosa che assolutamente non ho intenzione di fare. Devo perciò molto ringraziare, a conclusione di quest'anno che va a finire,  chi con richieste, missive e commenti mi ha  dato motivo per continuare: un grazie speciale, dunque,  a Maria Maggio, Michele Torrisi, Nicola Conocchiella, magda, Matteo Pierri, Chicchina Acquadifuoco, Armando, angela, ciolina 66,UnGiardinoInDiretta, monica palma, Gaetano, Marina De Paola Unknown, Hermes Caduceo, Ghisi Grutter, Antonia Vetro, Giovanni Ferone, Marta Bonfanti, Gabriella Tropea, Luigi Andena, Adolfo Arenare, Marta, pontos pontos, resa fan, Giuseppe Presti, Maria, Crazyrock, Adelheid Hornlein , Nadia Schiavo, riccardo, il potatore ed ai tanti amici senza nome che, con i loro commenti, hanno lasciato traccia del loro passaggio sul blog. Grazie a voi tutti e tanti auguri.
Ed i buoni propositi? Ne parleremo in una prossima puntata..
 

martedì 6 dicembre 2016

Le piante in fiore del tardo autunno meridionale

Soluzione Anagrammi botanici d'autunno 016
In Sicilia, ai primi di dicembre, siamo ancora in attesa che arrivi la sciabolata di freddo promessa dai giornali. In realtà quest’anno, ma è così praticamente ogni anno, l’autunno meridionale è termicamente uguale ad una primavera nordica e le piante se ne approfittano per esibire belle e lunghe fioriture. Tra le specie in fiore che prediligono questo periodo dell'anno per esprimere tutto il loro potenziale riproduttivo Solandra maxima e Senecio angulatus sono accomunate dal colore giallo dei loro fiori. 
 
mixando marsala
 
Solandra maxima è una specie sarmentosa di origine super tropicale che ricopre muri, staccionate ed ogni ostacolo incontri sul suo cammino, tappezzando tutto con una pesante vegetazione fatta di grosse liane, portanti grandi e belle foglie sempreverdi. Tra il fitto fogliame, dopo le abbondanti piogge di questo periodo, si produce una moltitudine di grossi fiori a trombone, gialli  e a gola marrone, dall’aspetto assai esotico e tropicale.

su angosciate lune
 
Senecio angulatus conosciuto anche come Senecio scandens è anch’essa una specie sarmentosa che produce lunghi tralci, ricoperti da piccole foglie ovali, carnose, che si lanciano a ricoprire gli ostacoli più disparati; quando le giornate si accorciano comincia a fiorire di una moltitudine di corimbi di margherite gialle. Alcune tipologie di senecio hanno invece foglie triangolari e tralci che si attorcigliano agli ostacoli.
 
sahib musicisti  blu
 
Hibiscus mutabilis è specie molto originale: fiorisce solo in autunno e, come tutti gli ibischi, produce fiori effimeri la cui vita dura solo un giorno ma è l’attributo specifico a descriverne bene la caratteristica principale: i fiori infatti, cambiano di colore nel corso della loro breve vita: al mattino sbocciano di un colore bianco rosato che comincia ad inscurire diventando sempre più rosso nel corso della giornata sino a sera quando i fiori si chiudono di un intenso colore rosso porpora. Gradevole la presenza contemporanea sulla pianta di fiori bianchi, rossi e rosati .
io domani fan battipanni
http://www.verdeinsiemeweb.com/2012/12/montanoa-bipinnatifida-lalbero-delle.html
 
Montanoa bipinnatifida è anch’essa una specie esotica che fiorisce in Sicilia nel tardo autunno. Grandi e belle margheritine bianche sono portate in fitti corimbi posti in cima ad alti fusti che possono raggiungere anche i tre metri d’altezza, un poco come i topinambur. In un angolo di giardino meridionale  la specie non dovrebbe mancare perché ha una fioritura abbondante e molto, molto energizzante in questo periodo dell’anno.

litchi amaro punti perse
 
Infine la Poinsettia pulcherrima o Euphorbia pulcherrima cresce nel nostro clima come grande arbusto o piccolo alberello coltivato direttamente in piena terra. E’ una tipica specie brevi diurna che fiorisce nel periodo dell’anno in cui si accorcia la lunghezza del giorno. Le foglie terminali con l’approssimarsi del Solstizio d'inverno si colorano di rosso ponendosi a corona del vero fiore che è un ciazio composto da piccoli fiori di colore verde giallo. Ogni giardino tradizionale siciliano ne ha, in qualche angolo, un grande cespo che ci ricorda, quando cominciano a rosseggiare le foglie, che nonostante il clima mite ci stiamo avvicinando al Natale.

domenica 4 dicembre 2016

Anagrammi botanici d'autunno 016

 
 
Trova il nome anagrammato di cinque specie botaniche esotiche
 
che con le loro fioriture rendono bello l'autunno meridionale
 
1

 
mixando marsala

2

su angosciate lune
 
3
sahib musicisti blu
 
4
io domani fan battipanni
 
5

litchi amaro punti perse

 
 
 

domenica 20 novembre 2016

Rosa rugosa

 
In un giorno piovoso d'autunno
ho comprato al mercato una Rosa rugosa
in un piccolo vaso di terra, riempito a metà,
sperando che, messa in balcone
al tepore del pallido sole di questa stagione,
ravvivi con un po' di colore
il fitto grigiore dei giorni restanti al Natale.

 Leggendo di rose mi par di capire
che Rosa rugosa è assai resistente
ai tanti accidenti dovuti al secco ma anche al freddo,

 alla pioggia e all’umidità;
se poi è anche in grado di sopportare 
le cure maldestre di chi, come me, di rose non ne capisce
e pure  rifiorisce, è il fiore che in questa stagione
 può farmi passare il magone
per il buio incombente dell’ora solare e le piogge continue
che inzuppano d’acqua e fanno marcire 
 le piante nei vasi. 

Un fiore è sbocciato stamane in balcone
 e a parte il colore che mi pare del rosa più bello che c’è,
   tuffando il naso tra gli stami stropicci del fiore
  ho sentito un languore dovuto al profumo di rosa che fa;
guardandone poi attentamente le spine che fitte ricoprono i rami
  ed i frutti panciuti d’un rosso mattone
  ho capito con grande emozione di avere trovato 
la pianta da fiore che, in questa stagione,
mi può consolare del tempo che fa
 
Rosa rugosa è una rosa botanica che ha il suo habitat naturale nelle zone più fredde dell’Asia orientale, in luoghi sabbiosi vicino le coste del Giappone, della Cina occidentale sino al limite della Siberia. Descritta da Thunberg nella sua Flora japonica nel 1784 è stata presa in considerazione per lavori di ibridazione soltanto a partire dalla fine dell’Ottocento quando il Direttore dell’Orto botanico di San Pietroburgo, E. Regel, cercò di utilizzarla per le sue doti di resistenza al freddo e alle malattie; solo a partire dal 1890 tuttavia, ibridatori francesi ed inglesi cominciano a provarla nella produzione orticola apprezzandone particolarmente la notevole robustezza e la piacevole fragranza.
Rosa rugosa è specie robusta che sembra non soffrire il freddo, l'umido ma neanche  l’asciutto, crescendo in terre povere dove si accresce in forma arbustiva, raggiungendo un'altezza ed una larghezza non superiore al metro e mezzo.
Ha un bel fogliame verde scuro con foglie corrugate a cui si deve l’attribuzione specifica; per questo aspetto particolare delle foglie i tedeschi la chiamano rosa patata ( Kartoffel-Rose).

I petali sono morbidi come carta velina e la superficie  è leggermente increspata; i fiori emanano un gradevole profumo tipicamente di rosa ed hanno colore che varia dal rosa al rosso porpora, raramente sono bianchi. Dall’incrocio con altre specie sono state costituite numerose varietà
Dopo la fioritura si producono grosse bacche dalla forma molto decorativa, globosa- compressa, che virano, in fase di maturazione, dal verde all’arancio, al rosso scuro con sepali persistenti; la polpa, succosa, è di buon sapore e viene utilizzata per produrre ottime marmellate;  anche i petali vengono utilizzati, ad esempio, in Finlandia, per produrre un particolare confettura di rose o più in generale per aromatizzare il tè o per preparare profumati pots-pourris.
La propagazione per seme è molto facile tanto che in alcuni paesi del Nord Europa la specie si è spontaneizzata lungo le aree dunali divenendo specie potenzialmente invasiva.
Usata negli spartitraffico dei paesi continentali è una rosa di quelle che piacciono a me: di crescita non troppo grande tanto da essere facilmente coltivata in vaso; longeva e resistente alla siccità e alla salsedine; buona fioritura anche se con il caldo estivo del nostro clima mediterraneo fiorisce soprattutto nelle mezze stagioni; di facile manutenzione, profuma come le vecchie, buone rose del passato, attirando api ed altri pronubi ed ha frutti decorativi e commestibili. Cosa si può chiedere di più ad una rosa?

domenica 6 novembre 2016

Brugmansia, un arbusto a dir poco allucinante

Soluzione Quiz botanico ottobre 2016
La brugmansia è probabilmente una delle più ornamentali specie arbustive da fiore, di origine subtropicale, che può essere coltivata con successo nei giardini mediterranei dove raggiunge l’ altezza di un paio di metri, producendo per tutta l’estate, l’autunno e fino ai primi freddi, grandi fiori imbutiformi, fragranti, le cui dimensioni giustificano il suo nome popolare di “trombone degli angeli”.
 
Il colore dei fiori è generalmente bianco ma alcune specie e varietà hanno fiori di colore giallo o rosa o anche rosso aranciato, talvolta doppi con corolle a sei punte lunghe anche 35 centimetri; sono pendenti, rivolti verso il basso e crescono all’ascella delle foglie, verso l’estremità dei rami.
 
Indipendentemente dalla specie, la pianta presenta un fusto arbustivo con ramificazioni verdi poco numerose, ingrossate,  carnose, con foglie alterne quasi persistenti obovate-acute lunghe sino a 20,30 cm, pallide al rovescio.  
 
Le brugmansie prediligono luoghi semi ombreggiati dove la luce solare diretta le raggiunge durante le ore più fresche del giorno; si propagano di solito per seme ma si può fare anche per talea di ramo semi maturo, in estate, prelevandola con un pezzo di legno vecchio. In giardino è un arbusto che desidera una posizione isolata dove può accrescersi il largo e in altezza senza incontrare ostacoli.
Da un punto di vista sistematico le specie del genere Brugmansia erano originariamente comprese nel genere Datura appartenente alla famiglia delle Solanaceae; i due gruppi sono stati poi separati lasciando le specie annuali ed erbacee nel genere Datura (Datura stramonium ad esempio) e riunendo le specie arbustive ed arboree in un nuovo genere chiamato, appunto, Brugmansia.

Datura wrightii

Sarà per questo che molti continuano a fare confusione (anche negli Orti botanici) cartellinando come dature quelle che oggi sono classificate  come  brugmansie .
Anche tra le diverse specie c’è da dire che non sempre è possibile individuare le caratteristiche specifiche con facilità; nei nostri giardini è infatti possibile coltivare in pien’aria con successo diverse specie come Brugmansia arborea, B. suaveolens, B. versicolor e B. sanguigna.
A parte Brugmansia sanguigna che ha fiori molto riconoscibili perché di forma tubolare e di colore rosso arancio, per le altre specie, considerando anche i molti ibridi interspecifici prodotti, è difficile per un profano distinguere le differenze.
Ci viene in aiuto, in questo, il sito Brugmansia Growers Internationl che è l’Authority che custodisce il registro internazionale delle cultivar di Brugmansia e Datura e che indica una serie di caratteri distintivi  per specie  in grado di facilitarne il riconoscimento. 
 
Brugmansia suaveolens, ad esempio, che è originaria delle regioni piovose della foresta costiera del Brasile orientale ed è pertanto molto diversa per esigenze climatiche da tutte le altre brugmansie prevalentemente dislocate nelle Ande tropicali, è stata la prima specie ad essere introdotta con successo in Europa intorno al 1780 da dove si è poi diffusa in tutto il mondo. Le sue corolle sono a forma di imbuto con punte dei petali molto brevi e variabili di colore tra bianco, giallo, rosa che si aprono o rimangono chiusi a seconda del momento della giornata.
Brugmansia versicolor proviene da una zona relativamente piccola dell'Ecuador, sulle pendici occidentali delle Ande, fino ad un massimo di 750 metri. Questa specie ha fiori più lunghi di tutte le altre brugmansie, raggiungendo anche i 50 cm di lunghezza (escluso il peduncolo). I fiori sono bianchi, rosa o albicocca e, se colorati, si aprono di colore bianco per cambiare tonalità durante la notte (da cui l’attribuzione specifica versicolor).
Brugmansia arborea proviene dalla regione andina di Ecuador, Perù, Cile settentrionale e Bolivia; nel suo habitat naturale cresce come un cespuglio o piccolo albero (arborea = come un albero); è facile da riconoscere per le dimensioni dei suoi fiori, essi sono, infatti, i più corti di tutte le specie di brugmansia e non sono rivolti verso il basso ma inclinati a 45 gradi. Le brugmansie, come le dature e tante altre Solanaceae, sono note per la loro tossicità, contengono, infatti, atropina, sostanza dotata di poteri allucinogeni e per questo usata per la preparazione di potenti droghe, e anche iosciamina e scopolamine, note per le proprietà narcotiche e antispasmodiche
.

Cinque indizi per una specie
Anche se è Halloween e ti vuoi immedesimare nella cupa atmosfera della notte delle streghe non è assolutamente il caso di studiare come preparare la temibile mistura degli zombi utilizzando le mie foglie prese in giardino
Le piante del genere Brugmansia sono note sin da tempi remoti alle popolazioni dell’America Centrale per le loro proprietà allucinogene; stregoni e sciamani se ne servivano per preparare pozioni inebrianti e narcotiche utilizzate prevalentemente a scopo magico; le foglie ed i semi di Brugmansia arborea ad esempio erano utilizzati per preparare la burundanga una “mistura zombizzante “ che bevuta induceva una fase di allucinazioni visive cui seguiva una fase di trance dovuta a forte sedazione, apatia ed amnesia retrograda. Secondo l'Istituto Superiore della Sanità la burundanga è ancora in uso in paesi come la Colombia. 

Le trombe del giudizio potrai pensare di ascoltare ammirando i miei fiori ma se angeli o demoni saranno i cantori dipenderà solo dall’uso che ne vorrai fare
Le Brugmansie per la forma dei fiori sono chiamate nelle diverse lingue “tromboni degli angeli” (angel's-tromba, bianchi angel's-tromba, duftende Engelstrompete, trombetão-branco) ma a causa dei particolari effetti indotti dall’assunzione di parti di pianta e dei suoi semi, associati ad alcolici o psicofarmaci, venivano anche chiamate dagli indigeni peruviani “trombe di morte”

Ho preso il nome da un direttore del più antico Orto Botanico dei Paesi Bassi, dalle indiscusse competenze botaniche, particolarmente apprezzato dai suoi contemporanei per i suoi trattamenti contro la cancrena
 Nel 1818 il botanico inglese Robert Sweet (1783-1835) autore di opere sulle specie coltivate in giardini e serre britanniche descrisse e rinominò nel suo testo Hortus suburbanus Londinensis due specie di datura: Datura arborea e Datura suaveolens dedicandone l’appellativo generico a Sebald Justinus Brugmans (1763-1819), che fu direttore dell' Orto Botanico di Leiden, nei Paesi Bassi, dal 1786 alla sua morte avvenuta nel 1819. Sebald Justinus Brugmans era medico e botanico; oltre che come direttore dell’Orto di Leiden fu molto apprezzato dai suoi contemporanei per i suoi studi da medico militare che sottolineavano l’importanza della pulizia e dell’igiene per la prevenzione e la diffusione di malattie contagiose. È ricordato soprattutto per le sue esperienze nel trattamento della cancrena.


La sfinge arriverà di notte scambiandomi per un volgare convolvolo e confusa dal mio inebriante afrore si comporterà da colibrì
I fiori delle brugmansie, con il sopraggiungere della sera, emanano un fragrante profumo che attira falene ed altri insetti notturni. A causa della notevole lunghezza del fiore è necessario che l’insetto abbia particolari adattamenti per potere effettuare l’impollinazione ed infatti  sul  sito dei Giardini Botanici di Villa Hanbury si segnala la presenza su brugmansia di Herse convolvoli, la sfinge del convolvolo, un lepidottero sfingide di notevoli dimensioni, con un'apertura alare di 8–12 cm e una  spirotromba lunga fino a 10 cm; nelle regioni equatoriali d'origine i colibrì  sono i principali impollinatori.

Le api non lo sanno che venendomi a trovare il loro miele si potrà usare per un inebriante toè
Il miele inebriante è un prodotto ottenuto da api che hanno visitato fiori di alcune specie vegetali il cui nettare è innocuo per le api ma non per l'uomo sul quale il consumo anche di piccole quantità di miele può determinare il manifestarsi di  proprietà tossiche o talvolta inebrianti. Esistono diverse specie vegetali i cui fiori hanno questa prerogativa come ad esempio, Rhododendron porticum da cui si otteneva un miele definito “della pazzia” come riferisce Senofonte raccontando di alcuni soldati che ne furono inebriati ed avvelenati. Anche i Maya conoscevano l’efficacia di un miele inebriante che aggiunto a birra di mais conferiva effetti psicoattivi con stati di allegria ed inebriamento. Tra le piante note per la produzione di miele psicoattivo c’è la Brugmansia sanguinea chiamata toè con il cui miele si addolciva  una bevanda allucinogena e stimolante.
 
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